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Poesie - Le poesie di Attilio Carboni
Scritto da Attilio Carboni   
Mercoledì 28 Dicembre 2016 22:58

L’arciprete don Barbieri
fa risplendere coi ceri,
notte santa di Natale,
nella Chiesa parrocchiale.

“San Marziano” tutta è luce,
che sull’oro ben riluce
e concentra tanti raggi,
su presepe e personaggi.

Sono i pupi di gran arte,
così attestano le carte:
ecco il gregge coi pastori,
i tre magi ed i cantori,

il “pio bove” e l’asinello…
Un presepe proprio bello,
incornicia il Salvatore
qui venuto per buon cuore.


Mons. Stefano Barbieri (1866/1956), nacque a Tartago in Val Boreca.   Eccellente negli studi e nella fede ebbe il suo primo incarico sacerdotale a Priosa di Val d’Aveto.   Più tardi fu chiamato a reggere la prestigiosa arcipretura di Ottone ed ivi servì Dio e i fedeli per lunghi anni, nella stima e nel rispetto generale.   Bravo in archivistica riordinò la vasta documentazione raccolta nei secoli e conservata in Canonica, fissando in nuovi apprezzati scritti elementi di storia ed arte  della sua Chiesa.   E’ ricordato per vasta competenza teologica e liturgica, forte umanità, impegno esemplare nella funzione.   Suo è il bellissimo inno  “Aeterni Patris Genita” (Figlia dell’Eterno Padre), che ancora si canta durante la novena della Madonna della Salute e nel giorno della festività (seconda domenica di settembre).  Sua anche la musica d’accompagnamento per organo.  Nella liturgia di Natale che si preoccupava di rendere al massimo grado elevata e coinvolgente, provvedeva, anche in apposite sedute, alla traduzione e al commento  del complesso Ufficio Sacro, antico e meraviglioso.    L’inno   “En clara vox redarguit”  (Una chiara voce, risuona nelle tenebre…  attribuito a S. Ambrogio 339/397), specie alla seconda strofa era occasione, trampolino di lancio, verso fiducia e speranza di miglior futuro per ogni uomo, alla luce della nascita del Salvatore, nell’adesione dell’anima allo spirito natalizio.   

Credo di poter fare cosa utile per il lettore riportando il testo di detta strofa e la sua  traduzione, secondo la lezione del dotto Arciprete:   “Mens iam resurgat torbida / non amplius iacens humi / Sidus refulget novum / quod tollat omne noxium”   Uno spirito prostrato e (temporaneamente), vinto finalmente risorga e riprenda a vivere;  mai più sia prono nel fango e nell’inerzia!  Brilla su di lui nuova stella (la cometa), venuta a debellare con il suo aiuto il male del mondo. E’ scoccata in tutti gli uomini di buona volontà la scintilla animatrice di nuova vita, di nuova umanità.  Rimettiamoci, dunque, in piedi e viviamo.  Ora ci sono le condizioni opportune per farlo.

Attilio Carboni

 

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