Il borgo di Croce e la sua gente PDF Stampa E-mail
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Poesie - Le poesie di Attilio Carboni
Scritto da Attilio Carboni   
Giovedì 29 Settembre 2016 12:38

In campagna s’è zappato
tutto il giorno faticato.
Dopo parco desinare,
ci si trova a conversare.

La piazzetta tra le case,
alla veglia è spunto e base:

chi si siede sul muretto;
chi s’appoggia; chi si sdraia
sulle foglie del campetto.

Benedetta sia quell’aia,
dove il borgo si riscontra,
tutto un “mondo” lì s’incontra.

Si fa il punto sul presente;
ciascun svela ciò che “sente”:
sue speranze e suoi timori…

Suscitando buoni umori,
son rimossi oscuri affanni;
s’allontanano i malanni.


Su nel cielo tiene banco
lattea Luna, argento bianco.

Del villaggio la fontana,
armonia diffonde arcana:
con la brezza e le cicale,
dolce sfondo musicale.

L’oratorio di San Rocco,
tra romanico e barocco,
forte Fede recepisce;
lieto al Cielo riferisce.

Attilio Carboni

Il presente scritto è dedicato agli abitanti di Croce, mezzo secolo fa: i fratelli Arturo, Dino e Aurelia; Eugenio ed Evelina; i coniugi Vittorio e Giuditta. Mi hanno insegnato che il tempo passa e non si può fermare, ma si può trasformare (almeno in parte), in cose che rimangono. Per se stessi, per quelli che seguiranno.

 

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