Autunno in Val Trebbia avvisaglia di una stagione dura e difficile PDF Stampa E-mail

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Articoli e racconti - Giampiero Zanardi
Scritto da Giampiero Zanardi   
Giovedì 13 Ottobre 2016 00:00

Autunno

E arriva l'autunno. La Valle cambia colore e le verdi foglie delle nostre piante assumono lentamente sfumature gialle che dolcemente, col lento scorrere del calendario, coloreranno di un nuovo asfalto il grigio suolo. Autunno, stagione di castagne e di ultime sagre, autunno avvisaglia della stagione più dura e diffìcile. Autunno con la Stabilità in itinere, autunno prime note di un Referendum in arrivo, autunno sinonimo di case chiuse e aria frizzante che anticipa l'inverno. La Valle come tutto lo Stivale respira quotidianamente il "tema migranti", la Valle oggi ancora oasi parzialmente fuori dalla problematica, ma comunque attenta e vigile... Eppure anche in Valle siamo consapevoli che non sia solo questo il problema che ci attanaglia, anche in Valle siamo coscienti che l'Italia dei mille furbetti sia l'Italia da debellare, se un futuro ha da esserci. Se i numeri parlano chiaro e dicono freddamente che centinaia di migliaia di giovani nostrani hanno abbandonato lo Stivale, una ragione vera ha fatto capolino nella mente delle giovani leve. La mancanza di lavoro (e la Valle ben conosce questo tema), la sfiducia nelle Istituzioni, i furbetti del cartellino e gli inossidabili furbetti del vitalizio, sono solo alcuni dei macro - problemi di cui ogni giorno siamo tristi spettatori.
Se il lavoro latita e nelle nostre terre, solo un'Azienda di Bobbio agisce fortunatamente in controtendenza, la Valle mostra senza dubbio alcuno, segni di cedimento con attività commerciali che chiudono tristemente i battenti; siamo termometro, anche nel nostro "piccolo feudo" di un grigio calare delle tenebre. Le soluzioni non sono facili e neppure veloci, ma una cosa certamente il singolo la può fare: iniziare a pensare alla cosa Pubblica come se fosse la nostra. Il Pubblico non è e non deve essere sentito e vissuto come un entità astratta, il Pubblico deve rappresentare l'insieme di tanti Noi e come tale deve essere difeso e tutelato.
Solo con questo non facile e neppure rapido passaggio di mentalità, potranno essere lentamente debellati i "tanti furbetti" che hanno col tempo necrotizzato ed ingessato il Nostro Paese.
La Valle ed i suoi abitanti continuino a fare il Loro, forse col tempo non vedremo solo un'azienda di Bobbio dare lavoro, oggi è Gamma, domani sarà X, ma sarà... E questa sarà la nostra salvezza e il nostro futuro.

Giampiero Zanardi

(Articolo tratto dal N° 33 del 13/10/2016 del settimanale "La Trebbia") (Fotografia di Anselmo Orsi)

 

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