Lupi in Valtrebbia: era fantasia oggi è diventata realtà PDF Stampa E-mail

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Articoli e racconti - Giampiero Zanardi
Scritto da Giampero Zanardi   
Giovedì 02 Luglio 2015 00:00

LupoBalla coi lupi. Parafrasando il titolo del famoso film a stelle e strisce che vide Kevin Costner nel ruolo di produttore e protagonista, anche nella nostra Valle pare iniziata la danza con l'animale che appare e scompare sulle ali di "un mistero glorioso".
Quella che fino a ieri sembrava pura fantasia, nell'oggi il tutto ci appare più realistico e scontato. Sull'onda, prima delle voci, poi dei racconti, e infine degli avvistamenti improvvisati, il lupo continua a perdere il pelo ma non il vizio... Sarà realtà come realtà è diventata la presenza nei nostri luoghi di cinghiali, daini e caprioli: animali che nel passato era pura utopia immaginare stanziati in Valle. Ma il progresso ed il processo del tempo che tutto sposta e modifica ha deliberato che la natura sia oggi sempre più sola, selvaggia ed abbandonata e questa nuova geografia ha saputo creare l'ambiente ideale per ospitare queste specie che parevano calpestare altri lontani suoli.
Perché stupirsi allora se anche sui dorsi dei nostri verdi monti che fanno da cornice al Trebbia, un'altra tipologia di animale ha fatto capolino? Nel breve scorrere di pochi anni la Valle è diventata l'habitat ideale di animali prima solo da cartolina; nel volgere di poche stagioni, nel nostro vagabondare nell'antico serpentone chiamato S.S. 45 facciamo incontri stupendi ed insperati, e quelli che nei primi tempi diventavano animali in fuga al solo scorgere la presenza di essere umano, ora stanno diventando attenti osservatori non più terrorizzati.
Il tempo come sempre riesce a creare i giusti e corretti rapporti e per noi, Valtrebbiensi nell'anima, questi animali sono diventati parte della nostra terra e del nostro ambiente. Certamente qualche volta le coltivazioni piangono lacrime amare, ma ormai sappiamo che questa è solo un'incognita in più...
Un futuro nuovo, animali nuovi e talvolta quasi in via d'estinzione, faranno delle nostre terre un ambiente calamitoso per gli appassionati cacciatori e per i molteplici curiosi: a noi non resta che osservare e preservare per quanto è possibile.
Ricordiamoci però che gli animali, per quanto abituati alla nostra presenza, hanno nell'istinto la loro prima coordinata e pensare che tutti i lupi si chiamino "Due calzini" come nel film americano e come lui si comportino, può essere pericoloso e talvolta anche fatale. Preservare gli animali è giusto, ma preservare i Valtrebbiensi ancora di più... meglio evitare incontri ravvicinati del quarto tipo...

Giampiero Zanardi

(Articolo tratto dal N° 24 del 02/07/2015 del settimanale “La Trebbia”)


 

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