Autunno in Valtrebbia: riflessioni amare, ma vincerà l’amore per la nostra terra PDF Stampa E-mail

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Articoli e racconti - Giampiero Zanardi
Scritto da Giampero Zanardi   
Giovedì 11 Dicembre 2014 00:00

Autunno in Val TrebbiaSeguendo il ritmo delle stagioni, arriva l'autunno, la Valle si colora di nuovi colori e come un’elegante signora sfoggia il nuovo abito in tinta, oscillando tra giallo e marrone.
E’ affascinante e meno chiassosa che nei mesi estivi, dove ha, come sempre, offerto il meglio di se stessa. Con la nuova veste cambiano molte cose e molte rimangono intonse e fanno da cornice all'inverno alle porte.
Ora sono i residenti a dare vita ed energia al territorio con il diagramma che, purtroppo per noi, ogni anno tende al ribasso regalandoci un panorama ostinato all'avanzare delle lancette che misurano il tempo e l'età.
Eppure, basta una veloce puntatina e ritrovi le tue radici, ritrovi il vivere sereno che è ormai una rarità nelle nostre città, ritrovi uomini e donne che amano la Valle più di ogni altra cosa. Un encomio alle persone ed ai presidi sanitari, gastronomici o con le divise, ma comunque indispensabili e da salvaguardare nel tempo.
La caccia ora offre il suo spettacolo, ma la vera battuta di caccia, quella in grado di creare continuità e vita, e nel presidiare il territorio da tutte le negatività incombenti in un'epoca dove il portafoglio sfoggia lacrime amare e talvolta soffre d'incubi al solo pensare al domani. E così, mentre incombe una nuova manovra finanziaria dal nome impronunciabile, tutti noi, valtrebbiensi e no, ci domandiamo quale mannaia stia per calarci addosso e se saremo in grado di reggere il nuovo urto.
Uno specchio di questa realtà fino a ieri impensata, è nel vedere come anche nei nostri paesi e frazioni stanno lievitando le abitazioni in vendita: segnale di disfatta e di crisi che qualcuno immagina irreversibile. Per noi, figli della terra e dei monti, rinunciare alle mura natie o tramandate dai nostri Cari, è un po' vendersi l'anima. Eppure, nel tempo, la nostra forza e la  nostra cocciutaggine dovranno prevalere sullo sconforto di chi si arrende facilmente, e, vuoi per paura o per esigenza, saluta le sue antiche mura e come un cane bastonato rinuncia in un  attimo alla sua storia e alle sue origini.
La Valle vivrà, ci potranno essere Def o Job terribili e capaci di metterci alle corde, ma non esisterà forza capace di frenare l'amore per la nostra terra e le nostre radici. In definitiva non chiediamo la luna, ci basterebbe solo lo specchio di una politica onesta e attenta alla gente. La parola d'ordine e sempre una sola: onestà. Se questa Italia saprà modificarsi e creare una classe politica vera e onesta, ogni persona sentirà meno il peso dei saerifici da sopportare perché rinascerà intima la convinzione, ora persa, che esiste un obiettivo sano e vero da raggiungere.
Senza obiettivo e in carenza d'onestà si fa davvero poca strada.

Giampiero Zanardi

(Articolo tratto dal N° 41 del 11/12/2014 del settimanale “La Trebbia”)

 

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