Val Trebbia: terra di frontiera PDF Stampa E-mail

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Articoli e racconti - Giampiero Zanardi
Scritto da Giampero Zanardi   
Lunedì 12 Gennaio 2015 17:48

Val TrebbiaTerra di frontiera, terra sul confine, terra aperta e vera, terra capace d’incantare e di regalare suggestioni antiche e sempre nuove. Siamo in Val Trebbia, terra antica come le sue strade e le sue abitazioni, terra contrassegnata dallo scorrere del suo fiume che la battezza tracciando geografie uniche che i residenti ben conoscono e sono una incredibile scoperta per visitatori ed ignari villeggianti. Terra di frontiera perché è posata a cavallo di quattro provincie, terra ambigua per la sua lingua che è mescolanza di diverse inflessioni, terra ancora selvaggia ed incontaminata, terra promessa per tanti suoi figli costretti all’abbandono per sopravvivere ad un progresso che non consentiva più di vivere solo grazie ai suoi prodotti. Terra a fasce, terra dove l’agricoltura non poteva fare passi da gigante, terra dove il solo resistere è sempre stato un successo. Eppure, così povera e impossibilitata a proiettarsi nel futuro, questa terra è vita per chi ha visto l’alba tra i suoi monti e le sue piccole frazioni, eppure così povera e genuina ancora mantiene il suo stato da vera roccaforte. Non aspettiamoci exploits nel futuro perché la sua geografia pur variegata, è limitata e soggiogata dalle impervie vie di comunicazioni, con strade fuori vena e fuori dal nostro tempo e che, ben difficilmente, consentiranno investimenti a perdere, non aspettiamoci grandi rivitalizzazioni e grandi piani industriali, sarà già un successo il conservare. Terra di frontiera e di piccoli Comuni, terra dove puoi passare nell’arco di pochi chilometri dal dialetto genovese a quello piacentino, sconfinando altresì nel pavese e nell’alessandrino; terra mescolanza di tradizioni e di cultura, terra che non vuole perdere il suo antico ed invulnerabile dna. E ci fa bene questo intrigo dialettale che è sintomo di cultura antica e di uomini che vogliono mantenere l’occhio sul passato e nel contempo aperti, solidali ed incuriositi dal vicino confinante. Terra di frontiera, uno dei tanti zoccoli duri e sani di un’Italia che mostra alla pari di altri Paesi europei, gravi segni di sofferenza che talvolta appaiono irreversibili. Se questa terra saprà mantenersi e tramandare la sua cultura, i suoi valori e le sue tradizioni, per tanta gioventù del luogo o che gravita intorno ad essa, un futuro sano di valori potrà esserci. E di questo tutti noi abbiamo bisogno. Terra di frontiera, terra capace di dare il buon esempio. Orgogliosi di essere terreno di frontiera, orgogliosi di essere Valtrebbini, orgogliosi di vivere per tramandare.

Giampiero Zanardi (Fotografia di Daniele Marioli)

 

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