All’alba dei cinquanta tutto un mondo lontano e magico da ricordare PDF Stampa E-mail

Valutazione attuale: / 0
ScarsoOttimo 
Articoli e racconti - Giampiero Zanardi
Scritto da Giampiero Zanardi   
Giovedì 01 Marzo 2012 00:00

Scocca l'alba dei cinquanta e qualcosa improvvisamente cambia nella testa. I cinquanta sono per la mente un fermo macchina e un semaforo rosso, un redditometro sul passato e un sommario bilancio preventivo per gli anni a venire.
Quando il sipario apre il palcoscenico dei Cinquanta, per la testa è una rivoluzione che modifica la mente e spesso rivoluziona l'agire: si pensa al futuro con maggior attenzione, si misurano le azioni e s'incrementano le riflessioni, si progetta quasi esclusivamente a breve termine e prende campo, come in un vecchio ritornello, quel processo mentale e verbale che inizia sempre con le parole: ti ricordi?
La fotocamera non è soltanto un'opzione del telefonino, quella della memoria è una gelida pellicola che s'arrotola all'indietro e inizia con questo nostalgico "return" il riaffiorare di squarci e di figure che hanno accompagnato i tuoi passi. Il mio pensiero corre ai primi anni di scuola passati nel paese della Valle, una classe unica dove noi bambini eravamo l'ultimo alito resistente al grande flusso inarrestabile verso la città.

La prima auto vista nella nostra vita: la Millecento di Medeo che faceva il "Caronte" della situazione portando ad Alpe uomini e bagagli arrivati a Gorreto con la corriera. Chiamare taxista quest'uomo sarebbe sminuire una figura mitica ed indispensabile per tutti quelli che avevano lasciato il cuore ad Alpe e a Varni, perché lui, gentile e disponibile con tutti era il nostro avamposto oltre confine. Per noi pochi residenti, ed in particolare per noi bambini, l'oltre confine era il buio totale.
Cito anche Varni, perché in quegli anni arrivarci era un grande impegno e una doppia fatica. Prima la corriera, la c.d. "prima" che lasciava Genova quando le lancette non toccavano ancora le sette di mattina e dopo quasi tre ore di tutte curve giungeva a Gorreto a metà mattinata, poi la seconda puntata con "Medeo" fino ad Alpe.
Qui per molti era la meta, per altri bisognava affrontare l'ultimo round, quello più impegnativo perchè a piedi obbligava "il turista" a scendere fino al Terenzone per poi risalire grondanti di sudore fino a toccare "e ca' de sutta" di Varni. Per qualche fortunato si muovevano anche i muli, i taxi ferrati dell'epoca, che in quegli anni ancora calpestavano il nostro suolo. Il mulo è sempre stato compagno fedele dell'alpino, ma non solo, perché ha sempre accompagnato e supportato gli uomini della nostra Valle, anche quelli senza piuma sul cappello.
Usare in quei giorni il "taxi" mi fa sorridere, quando oggi, ne tocchiamo il tema delle liberalizzazioni.. . Certo, all'epoca nei nostri paesi non esisteva concorrenza nella mobilità su gomma! Innanzitutto lApe di Virginio, subito dopo la Vespa 150 di don Guido e poi la prima "Seicento" della maestra di Cicogni, insomma, proprio non c'era bisogno di zona disco e neppure di area blu per gestire il parcheggio... Altri mezzi di ovviare al problema della mobilità erano muli, cavalli (pochi) e asini che peraltro già erano sfruttati a dovere per compiti più gravosi.
Il sobbarcarsi il viaggio da Genova a Gorreto e ritorno, in corriera, era in quel periodo un vero supplizio. Si trattava infatti di "una bella gita", con una breve sosta a Torriglia, in un tracciato dove le curve si susseguivano senza soluzione di continuità.
Erano davvero pochi quelli che arrivavano alla meta in condizioni ottimali, la grande massa dei viaggiatori aveva il volto segnato dalla tensione e dalla stanchezza e lo stomaco rivoltato come un calzino... Era necessaria almeno una giornata per riprendersi dal calvario... e finalmente si poteva riporre il Valontan nel cassetto delle medicine, pronto all'uso per il prossimo viaggio.
Dovevano passare ancora anni prima che gli uomini di Alpe si lanciassero verso quello che all'epoca sembrava un miraggio: la macchina. Ora, chi arriva in estate in paese deve andare a cercare parcheggio a... Varni!
In quei giorni ormai lontani, l'estate tutto era bello e normale, pur nella sue faticose ed interminabili giornate, ma era il generale Inverno, che quest'anno pare essere tornato a far battere i tacchi e i denti, a rendere la vita difficile per gli adulti che dovevano comunque dedicarsi al sopravvivere delle famiglie e a far sopravvivere gli animali chiusi nelle stalle.
Certo, per noi bambini, le grandi nevicate erano il massimo del divertimento e come nell'unica aula di scuola anche sul manto bianco eravamo un tutt'uno. Slitte e slittini ben sagomati dai nostri maestri d'ascia fatti in casa, che, per necessità sapevano forgiare di tutto, erano i nostri sci senza lamine lustrate con cui sfrecciavamo in monoposto e più spesso in comitiva lanciandoci "dall'arbio" del Pusso fino alla Battaglia ed anche oltre, lungo l'antica strada che portava verso Fontanarossa. Il nome "Groppei" dirà qualcosa ai miei compaesani... e noi "pirati della neve e del ghiaccio" lo toccavamo... Pericolo? Diciamo che la fortuna ci ha sempre assistito e l'ombra dell'ortopedico non ha mai gravitato nella Valle...
Audaci e spericolati, eravamo capaci di passare interi pomeriggi a sfidare il freddo ed il gelo incuranti delle urla di richiamo delle nostre mamme...Più audace e più spericolato eri, maggiori erano le possibilità di guadagnare consensi all'occhio del bambino più grande e allora inevitabilmente si cercava di dare sempre il meglio... Poi, quando" le ombre della sera iniziavano a calare, si aprivano le porte delle umili case dove le stufe scoppiettanti e roventi sparavano calore e poteva avere inizio quello che era, per i bambini e per tutta la famiglia, il rito più intenso e vero, quello che si celebrava ogni sera dopo la cena: "il veggiare".
Ma questo è tutto un altro discorso e magari potrà essere il tema di un prossimo racconto...

Giampiero Zanardi

Articolo tratto dal N° 9 del 01/03/2012 del settimanale “La Trebbia”)


 

Cerca nel sito

Traduttore - Translator

Iscriviti alla newsletter!

Amministratore

Alta Val Trebbia, Powered by Joomla! and designed by SiteGround web hosting

Questo sito utilizza cookies tecnici e di terze parti per offrirti un servizio migliore. Per saperne di piu sui cookie che utilizziamo e come eliminarli , vedere la nostra Informativa sui cookies.

Accetto i cookie da questo sito .

EU Cookie Directive Module Information