Pasqua è ancora e sempre un vero passaggio PDF Stampa E-mail

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Articoli e racconti - Giampiero Zanardi
Scritto da Giampiero Zanardi   
Giovedì 05 Aprile 2012 00:00

Pasqua sinonimo di passaggio. Pasqua anche fuori dal profondo significato cristiano è ancora e sempre un vero passaggio. Questo giorno che per i cristiani è una tappa significativa ed imprescindibile, si evidenzia davvero come il ponte di comunicazione verso la stagione estiva. La Santa Pasqua era ed ancora è, l'anello che sancisce l'apertura vera e la congiunzione del credente con la fede vera.

La Resurrezioneè un messaggio di vita e di speranza, è l'invito concreto a vivere secondo i dettami del Signore che dalla morte ha mostrato ai Suoi figli che la vita non ha fine quando al nostro corpo viene a mancare il battito del cuore. Pasqua è il pilastro per la fede e per le stagioni segnate dal sole. Sarà forse casuale, ma in cuor mio non credo, ma questo giorno che cade a primavera è la porta d'accesso verso la natura che amplifica i suoi colori e completa il suo risveglio.

Pasqua nella Valle è ancora oggi un giorno speciale, anche se ha perso in parte l'aria festosa degli anni del passato. Questo giorno, ad Alpe segnava il ritorno "dei genovesi" e con loro arrivavano doni ed in particolare il classico uovo che i bambini di allora andavano a consumare in compagnia, in quel magnifico prato, meglio dire conca verde, denominata dai residenti " I nu casa' ".

Io che nasco alla vigilia degli anni sessanta conservo l'emozione che provavo in quella giornata dove il paese si ripopolava e soprattutto conservo la memoria viva del caro Nito, della cara Nita e di Graziella che mai si scordavano di me riempendomi di pensieri, opere e non omissioni al loro arrivo dalla città...

In questa giornata di gioia e di fede, il pomeriggio segnava l'apoteosi per i bambini e non solo: la conca verde si riempiva di voglia di ridere e di giocare e i fortunati che avevano ricevuto in dono uova di cioccolata distribuivano ai meno fortunati che arrivavano dalle umili case con piccoli dolci preparati dalle mamme.

C'era il nuovo e c'era il vecchio, c'era il cittadino e c'era il prodotto contadino, ma in tutti noi c'era la sana amicizia e la voglia di esultare all'estate che lentamente si avvici­nava. La motivazione occasionale era la Pasqua, in realtà in tutti noi era ancora presente la sana voglia di celebrare l'amicizia nella nostra serena povertà.

Si potrebbe dire: poveri ma belli? Se potessi esprimere un desiderio "fuori stagione" vorrei ritrovarmi ogni anno il giorno di Pasqua in quella maestosa conca verde insieme ai miei compaesani per riprendere quell'antica consuetudine, che poi, altro non sarebbe se non il fortificare ulteriormente quel legame forte che solo occasionalmente mostriamo. Il ritrovarsi insieme nella giornata della santa Pasqua sarebbe il miglior connubio tra la festività religiosa e la festività umana.

Cordialissimi Auguri di Buona Pasqua a tutti.
 

Giampiero Zanardi


(Articolo tratto dal N° 14 del 05/04/2012 del settimanale “La Trebbia”)

 

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