Nomi strani ma veri PDF Stampa E-mail

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Articoli e racconti - Giampiero Zanardi
Scritto da Giampiero Zanardi   
Giovedì 05 Maggio 2011 00:00
Pusettu e Frascun, Battaglia e Puosou, Croce e Babiae, e poi altri ancora... Di primo acchito anelli fantasiosi d'un antica filastrocca, magari vocaboli di lingue d'oltre muro o forse incomprensibili suoni usciti da una bocca arsa dal peperoncino. Per le vecchie generazioni di Alpesi questi vocaboli dal suono misterioso hanno la loro identità e una precisa e ben nota collocazione nel panorama della frazione; alle orecchie della restante e più fresca generazione sono suoni tante volte ascoltati ma mai ben localizzati. Luoghi che hanno una loro storia e un nome coniato in base a chissà quale suggestivo richiamo, storie antiche come antichi furono i loro battesimi, nomi che purtroppo col passare degli anni rischiano d'essere dimenticati. Resisteranno nel tempo solo i nomi di quelle località che incrociamo nel nostro peregrinare sui mezzi a quattro ruote mentre i siti fuori dall'abitato o dai più comuni luoghi di passaggio passeranno col tempo nel più profondo e grigio dei dimenticatoi. Passerà il tempo e si susseguirà il via vai delle stagioni, l'altalena dell'inverno e dell'estate dipingerà il tutto della malinconica tinta dell'oblio. I giovani d'oggi, sotto il peso dell'inesorabile trascorrere degli anni caleranno pure loro la schiena come le tenebre si inchinano all'orizzonte, migreranno stormi di rondini e si faranno nuove primavere e tutto quello che oggi è già verde incolto allargherà i suoi confini e i nomi misteriosi di tante località fuori dal paese saranno sepolti dalla vegetazione che già ora spinge ed accerchia le case dell'abitato come tanti popoli migranti spingono per raggiungere nuove e più redditizie mete. Vorrei incontrarti tra cent'anni canta una canzone dei giorni nostri, vorrei osservare tra cent'anni per sincerarmi che quello che tutti noi amiamo conservi un suo cuore ed una sua identità. In quella località chiamata Croce che è l'anticamera del paese e forse per questo la più nota, in quello spazio che pare fatto su misura per la miglior vedetta perchè si pone come osservatorio per le auto ed i viandanti che da Gorreto si spingono ad Alpe vorrei posare il mio occhio tra cent'anni quando le future nostre generazioni si accingeranno a raggiungere Alpe. Forse tra cent'anni nuovi nomi verranno coniati per nuove località, forse tra cent'anni qualcuno si domanderà con meraviglia per quale ragione ogni pezzo di terra fosse stato battezzato...Forse nel tempo a venire qualcuno capirà che tanti nomi di un'altra epoca sono solo una testimonianza di vita, la testimonianza che Alpe, come tutta la nostra Valle, è stato teatro di vita di uomini e donne che per amore e necessità un giorno remoto posarono le loro radici tra le pendici del monte Carmo e le sponde del Terenzone.

 

Giovanni Zanardi

 

(Articolo tratto dal N° 17 del 05/05/2011 del settimanale “La Trebbia”)

 

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