I nuovi "pionieri" ritornano ad esplorare la Val Trebbia PDF Stampa E-mail

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Articoli e racconti - Giampiero Zanardi
Scritto da Giampiero Zanardi   
Giovedì 10 Marzo 2011 00:00
E' sul finire della stagione invernale che i primi "pionieri" ritornano ad esplorare la Valle. Noi che siamo quelli, noi che siamo i nostalgici e i bisognosi d'aria natia, noi che siamo i lupi solitari e l'avanguardia di quelli che muoveranno i primi passi solo quando l'aria sarà meno frizzante, noi già ci siamo. Agli occhi del mondo siamo i fuori di testa e quelli che la testa la perdono per la loro terra, siamo i fuori di testa perché la testa è sguinzagliata ad osservare panorami inesplorati e sontuosi che la natura estiva con le sue foglie ed il suo verde non può offrire. Un mondo nuovo, tutto da cartolina davanti ai nostri occhi. Caminetti e stufe innescano le marce basse per dare tepore ad ambienti gelidi e imbevuti d'umidità che una settimana d'abbandono ha reso vere trappole per i cuori caldi, legna secca che la fa da padrona e merita l'oscar per il bene più prezioso. In questo contesto che appare quasi irreale i pionieri arrivati dalla città imperano e governano il tutto ed il niente Per due giorni ritrovano la quiete ed il sorriso, per due giorni sono governanti della terra promessa e governati dall'inclemenza delle perturbazioni. Eppure, basta un raggio di sole e il mondo intorno cambia aspetto, eppure basta una flebile luce e la sembianza d'un tepore primaverile ed ecco che gambe e braccia ritrovano l'antica energia assopita dalla fredda stagione. Un mondo nuovo che pare un mare d'inverno, che a pensarci bene mica poi è così brutto, un mondo suggestivo dove il silenzio canta a squarciagola il ritornello della vita. Mai come agli occhi dei pionieri, si percepisce che anche il silenzio è musica, forse la musica più dolce che la vita sa regalare. Anche il silenzio ha la sua voce, la voce che ritrova vigore e riconcilia l'uomo con se stesso e con gli altri. In un mondo dove spesso la ragione sta dalla parte di chi alza di più il tono, la sinfonia del silenzio è il connubio tra l'uomo e Dio, tra l'uomo ed i suoi simili, tra l'uomo e la sua anima. E' nel silenzio che l'uomo pioniere ritrova tempo e condizioni per parlare fitto fitto con il suo cuore e da questo dialogo, vero e trasparente, nasce lo spirito nuovo e migliore che farà da carburante per affrontare una nuova settimana vissuta ai mille all'ora. Un po' pioniere e un po' "fuori di testa", ma non toglietemi questo regalo che la mia terra riesce ancora a regalarmi...

 

Giovanni Zanardi


(Brano tratto dal N° 10 del 10/03/2011 del settimanale “La Trebbia”)

Ultimo aggiornamento Giovedì 17 Marzo 2011 19:52
 

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