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Articoli e racconti - Mauro Casale
Scritto da Mauro Casale   
Mercoledì 11 Febbraio 2009 01:00
2300 abitanti residenti, certamente non più di 500 attivi, raggiunge forse le 15000 presenze nei mesi estivi.
La sua grande storia, recentemente riscoperta fa ricordare il Feudo Imperiale, il Principe, il Bargello, gli Sbirri, il Castello in corso di restauro, i banditi, le torture, le esecuzioni capitali,
Aleggia sempre la presenza del Fiesco grande protagonista della Storia Genovese e della sfortunata congiura, che ha forse interrotto per sempre la secolare lotta della montagna povera contro la ricca città.
La sua grande natura, il Lago del Brugneto, col sentiero attrezzato, la pesca sportiva alle grandi trote lacustri, ai vivaci persici, o alle opulente carpe da fondo.
O le scarpinate lungo i torrenti della Trebbia, della Pentemina o del Laccio a cogliere quei fiori di fiume che sono le nostre fario od i salmerini
Il suo grande Monte Antola, nel cuore del Genovesi, nodo strategico degli itinerari di trekking, Alta Via, la Preromana Patrania o la Caminus Janue, ricordo delle Crociate.
La flora, ricca, svariata, opulenta, raccoglie specie mediterranee e continentali, dai relitti glaciali alle numerose officinali che rendono interessanti anche le escursioni meno impegnate: l 'iperico per l'olio, l'arnica per la lozione, il Camedrio amaro, l'erba della febbre e così via.
La realtà degli affili dove osservare il prezioso fenomeno delle migrazioni in ottobre o le zone protette ove comunità di Daini o di Cervi pascolano tranquille
La raccolta delle castagne, da gustare nelle varie tradizionali maniere, o dei lamponi, dei mirtilli e delle fragole, ultime testimoni dei gusti scomparsi.
O i funghi, là dove si assapora il silenzio dei soffici boschi, nessuno vi insegnerà le fungaie buone, ve le dovrete conquistare con fatica, passo passo fino al grande batticuore e poi zitti, l'anno prossimo ne troverete altri, ed ancora, i Mazzin, i Peven, i Sementin e così via fino alle gambe secche o all'affascinante misterioso e gigantesco Berbexin.
La Capitale degli UFO, affermatasi dopo le avventure di Zanfretta degli anni 70, nelle fredde serate d'ottobre è possibile avere delle visioni non comuni, ma non ditelo, potreste passare per matti.Qui le stelle, il cielo, gli anelli di Saturno o le grandi comete si possono ancora gustare, troverete qualche costiera non inquinata per farlo
E ancora il paese, con le sue Feste Patronali, la Provvidenza, S.Orsolina,S.Bernardo,grande concorso di gente che sparsa nel mondo si ritrova a condividere gli antichi valori.
Il Centro Storico restaurato, le antiche fontane, le attrezzature sportive, campi da football, tennis, bocciodromi all'aperto e non, il fantastico nuovo Cinematografo sempre affollato, ed una spaziosa zona Camper per gli itineranti.
E cosa posso dire, i dolci tipici, il canestrello, i panini, la Bella di Torriglia che tutti vogliono e nessuno piglia, collocata nel cuore del Centro storico, là dove visse.
E non dimentichiamo, qui possono soggiornare bambini ed anziani, gli agguerriti militi della CRI, i medici e le strutture della USL garantiscono sicurezza, qui a 800 metri ove la temperatura gradevole, l'aria finissima e la vicinanza a Genova permettono di fare il pendolare per dormire al fresco, far due parole con gli amici e lasciare l'appartamento in condominio alla mercè dei ladri.

Mauro Casale
 

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