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Articoli e racconti - Mauro Casale
Scritto da Mauro Casale   
Lunedì 09 Febbraio 2009 01:00
Una presenza pesante per il nostro appennino che val la pena di ricordare, soprattutto per la modalità in cui si svolse “il viaggio” e per l’impatto che questo palcoscenico ambientale provocò nella mente in formazione del giovane è quella di Albert Einstein.

Dovete sapere che in quegli anni di fine ottocento (1895/96) la famiglia Einstein si trasferì a Pavia ove il padre aveva iniziato un’attività industriale con certo Garrone. Amici intimi della famiglia erano i Marangoni, gente bene ed ebrea come gli Einstein.
Nella villa di Pistorile di Casteggio dei Marangoni , Albert e la sorella Maya trovarono compagni ed amici: Ernestina Marangoni ed Otto Neustatter coi quali trascorsero momenti felici.
Quei rapporti di amicizia con Ernestina e con Otto rimasero sempre vivi, si scambiarono lettere fino a tarda età.

Un ricordo indelebile rimase nel giovane Einstein a seguito di un viaggio escursione a piedi fatta nell’estate 1895 attraverso l’appennino, da Casteggio a Genova Nervi assieme all’amico Otto per incontrare lo zio materno Caesar Kock che là abitava e lavorava.
La traversata durò 4 giorni, l’assenza quasi un mese, poi tornarono a Pavia col treno.

Quando anche in età matura parlava dell’esperienza diceva che mai nella sua vita era stato tanto libero e felice.
Due ragazzi, uno di 16, l’altro di 19 anni, soli nei monti!!!
Il 12/3/1929 Otto Neustatter in occasione del 50 compleanno di Albert gli scrive da Berlino:
“Quella volta in cui nella nostra escursione sulle montagne italiane di notte osservammo il cielo stellato e lei suggestivamente parlava dell’enorme impressione che lo spettacolo le provocava sempre, forse che già da allora qualcosa in lei si profilava delle grandiose visioni di cui lei ha fatto regalo al mondo!”

Questo è tutto quello che resta di quel luglio 1895, come al solito, diari, appunti sono andati distrutti.
Resta però l’impressione forte, stupefacente che anche questo ragazzo sentì lassù su quei crinali, il Dio dei Monti che gli parla e gli rivela il segreto che cambiò il corso dell’umanità.

Si sa per certo che certe intuizioni sullo spazio tempo e teoria della relatività derivarono dall’osservazione dei movimenti del Pianeta Mercurio.

Mauro Casale
 

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