Il Regno della pasta PDF Stampa E-mail

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Articoli e racconti - Caterina Saias
Scritto da Caterina Saias   
Mercoledì 11 Febbraio 2009 01:00
Il regno della pasta era in gran fermento.
Il Principe Spaghetti cercava moglie .
Il Re e la regina Spaghetti avevano bandito un grande ballo per cercare la moglie per il loro unico Figlio.
Tutti i formati di pasta erano stati invitati ad una festa che sarebbe durata una settimana. Il palazzo, i giardini, tutti gli alberghi vicini al Palazzo Reale, erano stati invasi dalla pasta di ogni ordine e rango che era arrivata da ogni parte del regno.
Tutti i tipi di pasta erano stati invitati con un editto che venne promulgato in ogni luogo del Paese.
Chi in pompa magna, chi alla chetichella giunsero tutte a palazzo.
Così arrivarono le allegre farfalle in festosa compagnia erano vestite di tutti i colori. Si ritrovarono riunite da ogni regione. Le rosse farfalle al pomodoro della Campania si ritrovarono dopo molto tempo con le cugine verdi della Lombardia. Si raccontavano ridendo aneddoti di famiglia e cominciarono a saltare dalla gioia quando arrivarono le farfalle al nero di seppia e quelle a righe colorate della Romagna.
Le vie vennero invase dalle chiocciole e dai lumaconi che si erano portati per fargli compagnia i fedeli soffritti da cui mai si staccavano.
I fusilli gironzolavano a gruppi dandosi mano con le penne rigate mentre le mezze penne rincorrevano festanti i rigatoni che con passo marziale controllavano le vie.
Le sfoglie di lasagne, erano appese alle finestre, mentre il vento le faceva ondeggiare lentamente come onde del mare.
Crocchi di tagliatelle avvoltolati su se stessi stavano ai lati delle strade incontrandosi con cugini lontani. Le pappardelle riccamente addobbate con eleganza e voluttà raccontavano storie lontane nel tempo, mentre i taglierini stizzosi attaccavano briga tra di loro. I taglierini verdi e quelli di castagne fecero comunella sfottendo e denigrando quelli bianchi che rivendicavano la loro storia familiare.
Il palazzo reale era ormai pronto per la grande festa.
Tutte le stanze erano state addobbate con ricchi tendaggi e fiori colorati Il salone delle feste era enorme e predisposto ad accogliere tutti gli ospiti. Quella sera sarebbe stata presentata la Sposa prescelta e poi tutti sarebbero stati invitati alle nozze.
Il matrimonio del il Principe Spaghetti era un fatto di grande prestigio che avrebbe dato grande potere alla Pasta prescelta.
Nei giorni precedenti alla Gran Ballo ogni formato di pasta si era presentato dinanzi al trono dove il Re, La Regina e il Principe Spaghetti accettavano con sussiego il loro omaggio.
Il Principe Spaghetti a onor del vero non aveva molta voglia di sposarsi e lo avrebbe comunque fatto solo per accontentare i suoi genitori che avevano paura di perdere il loro titolo di Re della Pasta.
Ogni giorno nascevano formati rivoluzionari che tentavano la scalata al trono.
Gli Spaghetti naturalmente rimarcavano le loro origini antiche, andando a ritroso fino alle loro origini cinesi.
Il Principe Spaghetto era molto pigro, non aveva assolutamente voglia di incontrare i i suoi sudditi. A lui basta passare le serate con i suoi amici Aglio , Olio e Peperoncino. Spesso insieme, si accompagnavano con una bella Bottiglia di Vermentino e andavano a passeggiare in riva al mare, e in compagnia di una chitarra amavano tirar tardi la notte illuminati dalla luce della luna e cullati dallo sciabordio delle onde.
Stando seduto tra i suoi genitori, si annoiava a vedere passare tutte le paste che si inchinavano ai suoi piedi.
Aprivano la sfilata gli spaghettini , sottili e pavidi accompagnati da riccioli di burro che si scioglievano al loro passare. Come cugini primi si sentivano privilegiati e ansiosi di stringere le relazioni familiari.
Seguivano i bucatini, caciaroni e un po’ boriosi ,arrivavano dalla campagna e discutevano di pancetta affumicata e pomodoro mentre si inchinavano davanti al loro sovrano.
Seguivano le trenette liguri profumate e odorose di basilico e aglio che con molta eleganza porsero i loro omaggi.
Arrivavano man mano tutte le paste lunghe, formati regionali, le tagliatelle, i taglierini. Tutte le penne, le mezze penne, le maniche, agghindanti con sughi e ragù speziati, ma il povero Principe si annoiava e nascondendosi la bocca tra le mani, sbadigliava sperando che la serata finisse presto.
A Dio piacendo la serata finì, e tutti i formati di pasta tornarono alle loro stanze.
L’alba cominciava ad occhieggiare, una tenue luce accendeva pozze colorate nel cielo. Il rosa e l’arancio cominciarono ad inserirsi tra le macchie della notte e l’azzurro prendeva il suo posto..
Il sole cominciava a sorgere e nel Regno della Pasta iniziava il giorno del Gran Ballo.
Tutte le stelline che avevano passato la notte a bagno nella luce di luna si disposero compitamente attaccate al soffitto del Salone delle Feste.. Le ruote e la gramigna formarono scranni disposti in ogni angolo, dove potersi sedere. I lumaconi si trasformarono in fontane ove potesse scorrere l’acqua.
I grattini si disposero in fila e vennero esposti alle finestre per filtrare la luce.
I corallini e le puntine correvano come matti, aiutando chiunque a fare il loro lavoro.
Insieme alla Pasta, era stato invitato anche il Regno delle Verdure e tutte erano invitati al Gran ballo poiché tra i due popoli vi era grande amicizia e collaborazione.
Le api portarono fiori per addobbare il salone. Grilli e cicale si disposero per provare le musiche. Arrivarono le lucciole che subito andarono a dormire. Si sarebbero accese durante la notte per festeggiare il gran finale.
Tutti gli insetti curiosi cominciarono a ronzare ma furono accese candele di geranio per farli desistere.
La giornata passò in laboriosi preparativi e piano piano scese la notte.
Il Grande salone si illuminò, tutto era stato lucidato e ogni cosa scintillava alla luce delle migliaia di lucciole che veleggiavano tra le stelline accese dal chiaro di luna.
I fili di grattini ondeggiavano sospinti dal vento.
I sovrani entrarono e presero posto sui loro troni di ceramica bianca, decorati da disegni blu e dorati.
Il Principe Spaghetti era un po’ triste ed annoiato il suo destino stava per compiersi. Lui non aveva visto nessuna che avesse fatto battere il suo cuore .
Mentre il re Spaghetti e la Regina Spaghetti si sedevano ai suoi lati, il principe sperò in cuor suo che succedesse un miracolo e che arrivasse davvero qualcuna che avrebbe davvero dato un senso alla sua vita.
Tutti i formati di pasta arrivarono, ognuno di loro era agghindato e profumato per l’occasione. Le erbe, le spezie, e i salumi affumicati erano profusi a volontà. I profumi e i dialetti si mischiavano nell’aria.
La musica cominciò a salire e cominciarono a scemare le voci. Le porte si aprirono e due cavallette in livrea annunciarono l’entrata del Re delle Verdure e della sua Corte.
Il Re Patata e la sua Regina, aprirono la parata
Entrarono verdi Zucchini e profumati Pomodori. Le Zucche regali ornate dai loro fiori carnosi, Entrarono compiti Piselli accompagnati dai baccelli di fave, le bietole si accompagnavano ai verdi spinaci, mentre le carote troneggiavano svettando tra il gruppo. Le cipolle si commossero e timide si sedettero ai bordi della sala.
Agli ospiti l’onore di aprire le danze. Dopo il Re e la regina, le Carote iniziarono a ballare con gli spinaci, le bietole facevano capolino tra le foglie di radicchio, e l’insalata faceva la spiritosa tra le braccia del sedano.
Anche la Pasta iniziò a ballare. Il cicaleccio delle voci riempiva l’aria. La musica e le risate attraverso le finestre rallegravano il giardino e i campi d’intorno.
Piccoli fiori erano riempiti di nettare dalle api e dolci di miele venivano offerti agli ospiti.
Il principe Spaghetti dal Suo trono osservava dall’alto tutta la sala e sempre più triste aspettava che si compisse il suo destino. Pensava con terrore a chi i suoi genitori avevano scelto per lui.
Provava ad immaginare la sua vita accanto a una maltagliato che sicuramente non sarebbe stato alla sua altezza o a una secca trofia che mal si addiceva alla sua personalità.
Preso da questi mesti pensieri, il suo sguardo volse versola porta, ma non udì le voci delle cavallette risucchiate dal brusio della sala che annunciavano una nuova entrata.
Gli occhi si spalancarono dallo stupore quando vide entrare la principessa Reginetta.
Il suo abito era sontuosamente plissettato ai lati, aveva un lungo strascico di purea di patate e in testa un diadema di fagiolini che davano luce al suo incarnato.
Al suo incedere elegante la folla si apriva al suo passaggio ed egli non riusciva a staccare lo sguardo da Lei fintanto che non la ritrovò inginocchiata ai suoi piedi.
Guardò i suoi genitori e loro sorridsero felici, vedendo finalmente la luce magica accesa nei suoi occhi. Con la testa diedero i loro assenso e finalmente il principe Spaghetti capì che aveva finalmente incontrato la principessa che aveva saputo fare battere il suo cuore di grano duro.
Scese dal trono, la prese per mano e tutti fecero cerchio per fargli iniziare la loro danza.

Caterina Saias
 

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