Il Regno di Rett (fiaba dedicata ad Anna) PDF Stampa E-mail

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Articoli e racconti - Caterina Saias
Scritto da Caterina Saias   
Lunedì 27 Luglio 2015 21:19

Lettera per Anna

AnnaScrivo da sempre, e da molto tempo avrei voluto partecipare al Premio Andersen.
Credevo che quest’anno sarebbe stato quello giusto e volevo scrivere  una favola allegra e colorata che potesse fare sorridere tanti bambini.
A un concerto di beneficenza ho scoperto che esiste una temibile malattia che si chiama”sindrome di Rett” che colpisce principalmente le bambine. Una ogni 10000.
Una Bambina a caso estratta sulla ruota della vita per essere una bambina malata.
Le bimbe nascono apparentemente sane ma poi si ammalano nei primi anni e velocemente regrediscono perdendo tutte quelle capacità di autonomia e qualità della vita che caratterizzano una esistenza  cosiddetta “ normale”.
Essendo  mamma,  questa storia mi ha profondamente colpita.
Ho cercato  informazioni perché volevo aiutare, fare qualcosa.
Ho letto che da anni ormai la ricerca di questa malattia sta dando dei risultati positivi.    Solo investendo sulla ricerca si  può andare avanti e aiutare queste Bimbe ad uscire dalle gabbie in cui la malattia le segrega.
Ho preso contatto con Rita Bernardelli, vice presidente dell’associazione ProRETTricerca e ho percepito  una persona straordinaria che lotta per dare una esistenza migliore ad Anna la sua bambina e alle altre bambine che hanno avuto in sorte lo stesso destino.        
Questa favola è dedicata ad Anna, se anche non vincerà vorrei che fosse letta e divulgata a favore della proRETTricerca  www.prorett.org  perché più persone possibili, si sensibilizzino e collaborino affinchè tutte le bimbe, come dice Rita, vengano liberate dalla loro gabbia.

Caterina Saias



PRO RETT RICERCA
Associazione per la ricerca sulla 
sindrome di Rett Onlus
Via XXV Aprile 52 
46022 Felonica (Mn) Italy

Tel. 0386 66252 - Fax 0386 916094
Cod. Fisc. 93043680201 
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Il Regno di Rett

C’era una volta, non tanto tempo fa un piccolo regno nascosto tra le montagne.
Nessuno lo conosceva, perché per volontà di tutti gli antichi  Re, era stato costruito sin  dai tempi antichi,  lontano da tutte le altre città, poiché essi volevano  che nel loro regno vi fosse sempre la felicità, che nulla di male potesse succedere e che nessuna persona cattiva vi potesse vivere, così che tutti i sudditi, insieme alle Regine e a tutti i principi potessero vivere felici per sempre.
Il piccolo regno era circondato da alte montagne . C’erano rocce appuntite e foreste di spine che impedivano agli estranei di arrivare, quasi che la natura stessa fosse di guardia alla felicità.
Al mattino il sole che sorgeva dalle montagne, si specchiava in un piccolo lago che abbelliva la valle.
Gli uccellini si svegliavano tra i rami degli alberi e cominciavano a cantare per accompagnare l’avanzare del giorno.
La luna svaniva piano piano dietro le nuvole e andava nel cielo a dormire.
Quando la luce del sole raggiungeva le case iniziava la vita degli abitanti che era scandita dalla lentezza del cambiare delle stagioni.
Ogni giorno aveva le sue ore per il lavoro, le ore per il riposo e le ore per potere stare insieme a godere della reciproca compagnia, ascoltando musica, o leggendo libri o declamando o scrivendo poesie
 Molto tempo era dedicato allo studio e alla meditazioni per potere rinfrancare lo spirito.
 I bambini erano un gran tesoro per tutti gli abitanti di Rett.
Erano il loro futuro.
 Pensando a loro veniva scandita la vita, affinchè essendo bambini felici potessero diventare adulti felici.
Era un regno molto ricco perché il terreno era molto fertile e crescevano frutti e alberi di ogni specie.  Ogni casa aveva il proprio giardino per giocare e coltivare fiori e un piccolo orto dove venivano coltivate le verdure per le necessità di ogni famiglia.
Venivano poi condivisi i fiori ed i frutti, così che tutti potessero godere del profumo e del colore di tutti i fiori esistenti e della bontà dei frutti della terra.
Avevano miniere d’oro e di diamanti  che venivano riposti in grandi forzieri  nelle segrete dei palazzi.
Anche nel regno di Rett  sebbene tutto venisse coltivato e con amore e devozione, a volte nascevano spine ed erbacce e così era anche con gli uomini.
Sebbene tutti  bambini venissero amati ed educati al meglio, a volte alcuni avevano un’indole cattiva e nonostante tutto l’amore la loro anima era malvagia.  E crescevano malvagi.
Quando diventavano adulti,  venivano portati  dai soldati fino ai più lontani confini del regno e gli veniva data una pozione che faceva dimenticare tutto così che potevano vivere lontano e cercare di redimersi, ma non avrebbero potuto mai più tornare.
Per ogni bambino che nasceva veniva fatta una grande festa a cui erano invitti tutti i sudditi del regno. Venivano composte musiche allegre e scritte poesie e piantati alberi. Quando venivano innestate nuove rose le veniva dato il nome del bambino o della bambina che era nato, così che ciascuno avesse il piacere di avere fiori che portavano il proprio nome.
Potete immaginare la gioia che si sparse nel regno quando il Re e la Regina annunciarono al loro popolo che anche loro avrebbero avuto un bambino, anzi una bambina, che avrebbero chiamato Bianca.
Bianca come  le cime delle montagne imbiancate di neve.
Bianca come il latte che ogni mattina addolciva il risveglio dei bimbi.
Bianca come la luce della luna che accendeva la notte.
Bianca come la nuova rosa che era sbocciata il giorno della sua nascita.
Bianca che un giorno sarebbe diventata una grande Regina.
Un nome per ricordare tutte le cose belle che popolavano il loro piccolo mondo…..
Bianca nacque in una bella giornata di primavera. Pareva che la natura si fosse vestita a festa per celebrare la sua nascita.
All’alba tutti gli alberi di ciliegio avevano fatto sbocciare le piccole gemme, e tutte le colline si adornarono di fiori bianchi, quasi che la neve avesse raggiunto la pianura. Le margherite avevano ricoperto i prati con i loro minuscoli soli circondati di candidi petali.
Gli insetti  ronzavano impazziti tra un fiore e l’altro creando armonie.
Le campane suonarono a festa per tutto il giorno e venne proclamato un grande periodo di festa a cui potevano partecipare tutti.
Vennero organizzati grandi banchetti e le notti venivano illuminate da fuochi d’artificio. Pareva che in quei giorni le stelle fossero ancora più grandi e luminose  e la luce del sole ancora più vivida.
Bianca era una bimba bellissima, che guardava  tutti con i suoi grandi occhi azzurri.
Sorrideva sempre ed era davvero un piacere poterla ammirare ed era veramente facile amarla con tutto il cuore.
Cresceva rapidamente e imparava ogni giorno a riconoscere nuove cose.
Aveva una risata argentina che metteva allegria ed era una vera gioia potere condividere del tempo con lei.
I suoi genitori andavano a passeggio nel parco  come tutti.
Bianca stava così nella sua carrozzina con le sue gambette cicciotte che  scalciavano l’aria impazienti di camminare e di correre.
Le sue manine  afferravano l’aria o suonavano sonagli  colorati così che ogni passeggiata era una sfilata perché tutti si fermavano a salutare. .Due fossette adornavano le sue guance rosate e la sua bocca senza denti  era sempre aperta al sorriso.
Bianca cresceva così, velocemente, come un fiore di primavera.
Ben resto cominciò a parlare. Ogni giorno imparava una parola nuova ed era diventato  un gioco divertente per chi le stava vicino  insegnargliene sempre di più difficili per sentirla ripetere parole sempre più complesse.
Aveva cominciato anche a camminare. All’inizio aveva cominciato con qualche passo malfermo, barcollando come fanno tutti i bambini ma poi velocemente aveva acquisito sicurezza di sé e correva a perdifiato per i prati del suo regno.
Ormai aveva quasi due anni..
Conosceva i nomi dei fiori. Riconosceva tutti gli animali e adorava sdraiarsi sul prato a vedere passare le nuvole trascinate dal vento.
Come sempre al mattino la Regina sua mamma e il Re  suo papà iniziavano la giornata giocando con le parole. Una mattina però Bianca cominciò un nuovo gioco.
Non chiamava più le cose con il proprio nome, ma glielo cambiava.
I suoi genitori all’inizio risero, pensando che davvero volesse solo giocare, ma piano piano si resero conto che non era così. Bianca pareva non ricordare  più i nomi delle cose o degli animali e non sapeva più fermarsi a guardare le nuvole. I suoi passi si fecero malfermi e quasi non sapeva più camminare.
I genitori chiamarono  a consulto tutti  i sapienti del regno.
 Qualcuno disse loro che si trattava di una cattiva magia.
Ma un vecchio saggio che sapeva tutte le cose, disse che non esistono le cattive magie, purtroppo invece esistono le malattie e nonostante tutti i loro  sforzi per evitarlo anche nel regno di Rett era arrivato qualcosa che non potevano impedire. Perché le malattie colpiscono all’improvviso e non guardano chi sei.
 E le malattie non si potevano mandare fuori dai confini del Regno.
Era come un esercito malvagio che avrebbero dovuto combattere.
Aprirono così tutte le porte del regno e disboscarono le foreste di spine che chiudevano le strade che portavano fino a loro.
Chiesero aiuto agli altri popoli che vivevano non molto distante da loro e scoprirono che per fortuna c’erano già dei  medici che studiavano per debellare quella patologia perché purtroppo c’erano nel mondo molte altre bambine che erano colpite da  quella stessa malattia.
Il Re e la Regina, aprirono tutti i loro forzieri e vendettero tutto il loro oro e i loro diamanti e dettero tutti i soldi che ricavarono per la ricerca contro la malattia che aveva colpito la loro bambina e molte altre bambine  come lei.
Con questi soldi i medici fecero tante ricerche e finalmente trovarono una medicina che potè curare Bianca e le altre bimbe come lei.
Il regno di Rett, non chiuse mai più i confini   al mondo, perché non basta chiudere le porte per non fare arrivare il dolore, anzi è l’unione che fa la forza e solo dandoci la mano possiamo combattere e vincere le avversità della vita.

Caterina Saias

Ultimo aggiornamento Lunedì 27 Luglio 2015 21:48
 

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