Panni stesi a Genova PDF Stampa E-mail

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Articoli e racconti - Franca Oberti
Scritto da Franca Oberti   
Martedì 15 Febbraio 2011 00:00

In clima di risparmio sento al telegiornale che a Genova tra poco sarà proibito stendere i panni dalla finestra. Sono allibita! Quale decoro vogliamo salvare? Quello di vedere che i panni diventano grigi perché l’aria è irrespirabile?

Forse il vero problema è proprio questo, l’incapacità delle amministrazioni pubbliche di salvaguardare l’aria che dobbiamo respirare tutti.

Ci lamentiamo che si consuma tanta energia e ancora non sappiamo dove andare a prendere quella che ci manca: eolico, idrico, solare? In realtà non ci mancherebbe affatto, se tutti si facesse una parte di sacrificio. “M’illumino di meno” è un’idea del Parco Antola e mi può anche stare bene, ma è come prendere una pillola per il mal di testa cronico; il mal di testa ritornerà e non capiremo mai perché arriva e intanto ci intossichiamo con altre pillole... Noi comuni mortali, nelle nostre case, possiamo anche preoccuparci del risparmio, ma nelle aziende, nei luoghi pubblici, negli enti più o meno locali, chi si preoccupa dello spreco? So benissimo come funziona: uno ha freddo e pretende di avere 24 gradi, l’altro ha caldo e apre le finestre, vanificando l’uso del riscaldamento, che inquina, che consuma, che succhia energia anche a chi la risparmia regolarmente.

Quindi, per incentivare il risparmio, Genova si studia di non far stendere i panni al sole, così si potranno vendere tante belle asciugatrici elettriche, che succhieranno altra energia e che nasconderanno il grigiore dell’atmosfera dietro panni candeggiati con detersivi corrosivi che poi scorreranno nelle nostre acque di fiumi e mare.

Sono furente, per questa malefica idea. Si perderanno anche le caratteristiche della città di mare, delle narrazioni di scrittori e poeti e delle canzoni di Fabrizio De Andrè. Avremo una città asettica che sembrerà priva di calore umano e non avrà più colori, come quelli cantati da sempre e che caratterizzano la vita di borgata. Basterebbe suggerire a chi esagera nell’esposizione di panni, soprattutto in zone particolarmente importanti per i beni culturali, di farlo nelle ore notturne, piuttosto, evitando il capestro delle multe, a meno che non ci sia bisogno di raccogliere “soldi” per coprire vuoti amministrativi.

Spero che prevalga un po’ di buon senso e che questo regolamento sia riveduto e sia lasciata la libertà, almeno in questo, alla gente di asciugare ancora i panni al sole.


Franca Oberti

 

 

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