Alla Valtrebbia una strada, altroché diga. Il Po è la risorsa da utilizzare. PDF Stampa E-mail

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Articoli e racconti - Marco Bergonzi
Scritto da Marco Bergonzi   
Giovedì 17 Giugno 2010 00:00

La provincia di Piacenza ha la pianura attraversata dal fiume più importante d’Italia, e vallate la cui bellezza ne rende evidente la vocazione turistica: come si può pensare di comprometterle con un invaso?

Gli agricoltori hanno ragione a manifestare la carenza d’acqua per le coltivazioni, è essenziale per la loro attività: proprio per questo bisogna dare risposte serie, sostenibili e praticabili in breve tempo.

Una diga è in fondo alla lista delle risposte per i costi materiali ed ambientali e per i tempi di realizzazione.

L’acqua del Po purtroppo non serve più per fare il bagno, ha concorso all’individuazione (a suo tempo) della sede adatta per la costruzione di una centrale nucleare, ed è stata utilizzata per il suo raffreddamento, abbiamo pure un grande sbarramento (Isola Serafini) sul nostro territorio: è anzitutto partendo da qui che dobbiamo rispondere al fabbisogno idrico della nostra Provincia.

Ponendosi responsabilmente anche il problema del risparmio idrico (es.: l’ ammodernamento delle reti idriche che perdono metà dell’acqua che trasportano; la separazione acque chiare e scure nelle nuove costruzioni ecc..) che non ho sentito neppure menzionare dai fan della diga; chiedendo a Genova di rinegoziare anche prima della scadenza (2012) l’accordo sul rilascio dell’acqua dall’invaso del Brugneto, dal momento che Genova non ha esitato a non rispettarlo quando le è servito e per questo è stata pure condannata in tribunale.

Se poi infine tutto ciò fosse insufficiente per rispondere adeguatamente alla necessità di acqua del nostro territorio e dovesse rendersi indispensabile anche la realizzazione di un nuovo invaso, per la localizzazione devono essere presi in considerazione solo corsi d’acqua già compromessi, con espressa esclusione comunque di Trebbia, Nure ed Aveto , già tutelati da quel PTCP che Lega e PDL smaniano oggi per oggi di stravolgere.

La lega salga le nostre valli (invece di pensare a quelle Bergamasche) e senta cosa ne pensa chi ci vive, invece di preparare a questa gente ( ed a tutti noi ) una polpetta avvelenata.

La Valtrebbia riceverebbe un colpo mortale da una diga.

La SS 45 è in uno stato sempre più indecoroso, va messa in sicurezza ed ammodernata, la montagna soffre: il rilancio di queste zone può avere 2 declinazioni su tutte: green economy e turismo.

Per il turismo ad esempio, una proposta potrebbe essere: visto che la valtrebbia è utilizzata annualmente da decine di migliaia di ciclisti con evidenti problemi di sicurezza per le ridotte dimensioni della strada: perché non pensiamo a dotare ogni tratto che verrà ammodernato in futuro di una pista ciclabile?

Ciò consentirebbe di inserire la 45 nei “grandi itinerari cicloturistici europei”, attraendo importanti flussi turistici dall’estero con i benefici all’economia del territorio che tutto ciò comporta; guardandola in un contesto più ampio infatti, la valtrebbia rappresenta gli ultimi 150 km. che collegano l’Europa centrale al mediterraneo ed al terminal di Genova, porta di accesso ad ogni destinazione costiera.

La coerenza politica del centrodestra tra gli impegni elettorali di Trespidi a non realizzare dighe e solo un anno dopo, sostenere l’opposto, la valuteranno i piacentini; invece, rispondere ai bisogni senza danneggiare il territorio, anzi valorizzandolo investendovi, si può, anzi si deve.

 

Marco Bergonzi

(Capogruppo PD in Consiglio Provinciale - Tel. 335 6949750

 Per info in allegato
- La mozione contro la privatizzazione dell'acqua presentata dal PD in Provincia a Dicembre scorso (e regolarmente bocciata da PDL e LEGA).

- Articolo pubblicato due anni or sono da Libertà

Ultimo aggiornamento Giovedì 17 Giugno 2010 08:53
 

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