Beffa di Ponte Lenzino: ma nessuno si vergogna mai di nulla? PDF Stampa E-mail

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Articoli e racconti - Marco Bergonzi
Scritto da Marco Bergonzi   
Venerdì 10 Settembre 2010 00:00

Ma non c’è veramente limite a nulla: invece di procedere al consolidamento di un ponte che è vietato ai mezzi pesanti, lo si asfalta?

Così si accantona ciò che è prioritario e si buttano soldi non affrontando il problema.

I mezzi pesanti sono sulla strada per lavoro o per servizio, è inaccettabile che una strada statale sia chiusa per loro e tutto perché non vengono effettuati i lavori di consolidamento di un ponte.

Le attività economiche che resistono ad operare in montagna andrebbero incoraggiate ed agevolate anche per il loro ruolo di presidio sul territorio e per la loro funzione sociale che svolgono, perché con la loro presenza consentono a tante famiglie di poter continuare a vivere in montagna ed invece sono pesantemente penalizzate dalla mancanza addirittura di una strada percorribile dai camion.

Paradossalmente sarebbe meglio se il ponte crollasse, in modo tale da mettere in funzione una struttura provvisoria ed avviarne la ricostruzione in tempi certi.

Come non essere indignati rispetto ad un tale conclamato e perdurante disinteresse del problema?

Chiudiamolo del tutto, facciamo una manifestazione con e tutti i rappresentanti del territorio, la Provincia, i parlamentari, con tutti i Sindaci, non solo quelli della Valtrebbia, perché occorre essere uniti e solidali, perché domani potrebbe toccare a qualcun altro, questo scandalo deve finire, ANAS deve dare una data certa entro la quale il Ponte Lenzino riaprirà ai mezzi pesanti.

…e poi…

SS 45 : chiudiamola:  una provocazione, ma non troppo…   perché oltre al ponte, permane lo scandalo di una strada in condizioni indescrivibili che, oltre ad interventi di manutenzione necessari per la sicurezza degli utenti, meriterebbe un piano di ammodernamento complessivo.
Agli utenti che la devono percorrere per servizio (forze dell’ordine, autisti del trasporto pubblico, autotrasportatori…) andrebbe riconosciuta un’indennità di rischio (a carico di ANAS ovviamente), stante il grado di pericolosità della strada.

Viste le migliaia di ciclisti che la utilizzano, perché non prevedere nei tratti ammodernati una pista ciclabile; perché non pensare in prospettiva ad un futuro inserimento della SS45 nei grandi itinerari cicloturistici Europei, innescando così un meccanismo virtuoso che contribuisca a valorizzare la vocazione turistica di questa splendida valle….

 

Marco Bergonzi

 

Capogruppo PD in Consiglio Provinciale di Piacenza

 

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