| Aldo Gastaldi "Bisagno" |
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| Resistenza - Personaggi e caduti della Resistenza in Valtrebbia | |||||
| Scritto da Marco Gallione | |||||
| Mercoledì 28 Gennaio 2009 15:35 | |||||
“Bisagno”, che era riuscito a rendere sempre più forte la Brigata – anche avvalendosi dell’apporto di molti alpini della “Monte Rosa”, che aveva convinto a disertare e a passare con la Resistenza – diventò vice comandante della VI Zona, che comprendeva quasi tutta la Liguria e i territori montani delle province limitrofe del Piemonte, della Lombardia e dell’Emilia. Dissapori tra le varie formazioni partigiane (Gastaldi era spinto, come è stato rilevato, dalla coscienza dell’alto valore morale e patriottico della lotta che conduceva, ma soprattutto dalla sua fede religiosa), portarono poi alla divisione della “Cichero”, ma non diminuirono la fama di “Bisagno”, soprattutto quando fu protagonista della costituzione della “repubblica partigiana” di Torriglia. “Bisagno” morì un mese dopo la Liberazione, cadendo – dal tetto della cabina - sotto le ruote del camion col quale aveva accompagnato a Riva di Trento alcuni dei suoi partigiani smobilitati. Per onorare la memoria di Gastaldi, il Comune di Genova ha dato il suo nome ad una delle principali arterie cittadine, su cui si affaccia la “Casa dello studente”. Un monumento gli è stato eretto nel Parco dell’Acquasola, in viale XII Ottobre. La MOVM ad Aldo Gastaldi è stata concessa con questa motivazione: “Fra i primissimi ad accorrere in difesa della sua terra oppressa dal nemico, partecipava a numerose azioni di guerra alla testa dei suoi partigiani che lo avevano eletto capo per l’indomito coraggio e l’alto spirito di sacrificio sempre ed ovunque dimostrati. Audace assertore di azioni di sabotaggio distruggeva con leggendario ardimento e tecnica perfetta importanti opere fortificate avversarie, inseguendo, disperdendo e catturando i nemici atterriti, ma ammirati, dalla sua audacia. Mentre completava la sua missione restituendo alle loro case i partigiani superstiti della lotta, suggellava con la morte la sua giovane eroica esistenza”. Nel 1995, Elena Bono ha pubblicato (con prefazione di Paolo Emilio Taviani), un libro su questo protagonista della Resistenza dal titolo Per Aldo Gastaldi “Bisagno”. Nel 2003 il volume è stato ristampato dall’Editrice Le Mani. A Genova una scuola media statale è intitolata ad Aldo Gastaldi; a Rovegno, nel Ponente genovese, gli è stato eretto un monumento al ponte sul Trebbia. Il 24 aprile 2005, i resti mortali di Aldo Gastaldi sono stati traslati dal “Campo di Trento e Trieste” al Pantheon del Cimitero monumentale di Staglieno, dove riposano i genovesi più illustri. Nel 2006 a Fascia, il più alto Comune della Liguria, in Val Trompia, una strada è stata intitolata ad Aldo Gastaldi. Biografia tratta dal sito internet http://www.anpi.it
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