Il Sentiero Brugneto PDF Stampa E-mail
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Scritto da Marco Gallione   
Lunedì 19 Gennaio 2009 06:49
Il Sentiero Brugneto
Sentiero Brugneto: come raggiungerlo
II lago del Brugneto si trova nell'Appennino Ligure, in alta Val Trebbia all'interno del Parco Regionale Monte Antola, nei Comuni di Torriglia, Propata e Rondanina. Lo si raggiunge da Genova o da Piacenza percorrendo la S.S.45 della Val Trebbia fino a Torriglia: da qui si devia lungo la S.P. per S. Maria del Porto - Diga del Brugneto, punto di partenza dell'itinerario ad anello.
Sentiero Brugneto: l'itinerario
II lago del Brugneto è un bacino artificiale costruito nel 1959 dall'AMGA di Genova a sbarramento dell'omonimo torrente affluente del fiume Trebbia. Si trova a circa 750 m di altitudine e, con una capienza massima di 25 milioni di metri cubi, costituisce la principale riserva idrica della città di Genova.
Il Sentiero Brugneto si snoda lungo le rive del lago per un totale di 13,5 km, percorribili esclusivamente a piedi in circa 6 ore.
Il punto di partenza è lungo la strada carrozzabile, a poche centinaia di metri dalla diga stessa, sulla riva destra del lago.
L'itinerario decorre per buona parte nel bosco, con un percorso agevole nel primo tratto e più impegnativo nelle parti centrali, dove si devono superare maggiori dislivelli; numerose le aree di sosta attrezzate.
Il punto di arrivo dell'intero percorso è sulla riva sinistra del lago, lungo la strada carrozzabile per Retezzo, appena oltre la diga. E' comunque possibile accedere all'itinerario anche da località intermedie indicate nella cartografia, quali Bavastri - Costa di Paglia (raggiungibile anche con mezzi pubblici AMT), Albora, Fontanasse.Nel tratto Albora Fontanasse si può seguire una variante più facile attraverso Caffarena - Mulino di Caffarena.
Sentiero Brugneto: la natura
L'alta valle Brugneto è caratterizzata da un clima fresco-umido, con frequenti nevicate in inverno e piovosità medio-alta (circa 2000 mm. annui). Ciò fa si che soprattutto sui versanti esposti a nord si sviluppino vaste faggete, che hanno via via invaso gli antichi castagneti, oggi abbandonati; il sottobosco è caratterizzato da specie che meglio si sono adattate all'ambiente umido e ombroso quali il mirtillo, gli anemoni, le orchidee.
Sui versanti più soleggiati si sviluppa invece una vegetazione più varia, inframmezzata da zone coltivate e prati; l'albero predominante è il cerro, cui si accompagnano il frassino, il carpino bianco (raro nei dintorni) e il maggiociondolo con la sua tipica fioritura gialla. Qui il sottobosco è più ricco di specie quali la ginestra, la rosa canina, il corniolo. Lungo le rive del lago troviamo invece salici e qualche pioppo, che nei periodi di piena vengono in parte sommersi dall'acqua. La fauna è costituita da diversi mammiferi quali volpi, donnole, faine, ricci, tassi e cinghiali; inoltre nella zona vive una numerosa colonia di daini , che sembrano essersi ben adattati al nuovo ambiente. Fra gli uccelli sono da segnalare il gheppio, la poiana, la ghiandaia e numerosi uccelli acquatici quali l'airone cinerino, la garzetta e i germani.
Nel lago sono presenti numerose specie ittiche quali trota, carpa, tinca, persico sole, persico trota e cavedano.
Sentiero Brugneto: la storia
Ancora presente nei dintorni del lago qualche raro relitto di antichissima tradizione edificatoria: "Le Case Celtiche", dal tetto di paglia delimitato da due pareti di pietra disposte a "gradoni".
Nelle vicinanze di Bavastri poi il sentiero utilizza parzialmente un tratto ancora ben conservato dell'ANTICA VIA DEL SALE, che da Recco attraverso Torriglia conduceva alle Valli Borbera, Stafforà, Tidone, lungo i crinali del M. Carmo, M. Cavalmurone e M. Lesima. Restano intatti lungo il percorso un antico mulino e due ponti in pietra che s'inarcano su un vivace ruscello, incuneato in profondi pozzi scavati nel corso dei secoli. Non resta invece ormai che il ricordo e poche pietre delle fondamenta del villaggio dei FRINTI e del MOLINO et OSTERIA CAMERALE DEL BRIGNETO, sfondo delle orride gesta dei banditi che durante il '600 infestavano queste zone.

(Tratto dal pieghevole edito dal Parco Naturale Regionale Monte Antola)
 

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