L'anello del Brugneto PDF Stampa E-mail

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Parco dellAntola - Il parco
Scritto da Ente Parco Antola   
Lunedì 21 Settembre 2009 21:36

Segnavia: un cerchio giallo pieno barrato
Lunghezza del percorso: 14 km
Tempo di percorrenza: 5 - 6 ore
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Raggiungibilità:

In auto: gli accessi principali sono situati presso la diga, raggiungibile da Torriglia (GE) percorrendo la SP n.15 per la località Santa Maria del Porto e quindi per la diga. In alternativa, da Montebruno (SS 45 GE-PC) si percorre la SP n.15 seguendo le indicazioni per Retezzo.

Trasporto pubblico: da Genova - Piazza Verdi, ser­vizio extraurbano per Torriglia e coincidenza per le località Garaventa (Case Navoni), Campo Maiotto, Costa di Paglia, Bavastri, Caffarena, Rondanina.

L'itinerario

Il Sentiero Brugneto è un per­corso escursionistico ad anello di circa 14 km, accessibile da diverse località della Val Brugneto. L'itinerario è descritto, con i relativi sentieri di raccordo, con senso di percorrenza orario a partire dalla diga ma può essere indistintamente intrapreso nei due sensi di mar­cia, percorrendo l'intero tracciato o, semplicemente, singoli tratti da una località all'altra.

Diga (777m) - Costa di Paglia (864m) - Bavastri (872m)

Ad alcune centinaia di metri dalla diga, sulla strada carrozzabile che risale verso S. Maria del Porto, si imbocca il sentiero segnalato con un cerchio giallo barrato, lasciando alla propria sinistra una bacheca in legno riportante la cartografia del percorso. L'itinerario si inoltra in una fresca faggeta che, di tanto in tanto, si dirada a regalare suggestivi scorci panoramici del lago e delle località di Retezzo e Fontanasse, situate sul versante opposto. Si affron­tano alcuni tratti in salita nonostante il sentiero si mantenga, in questa prima parte, pressoché a livello del lago; diverse aree attrezzate dislocate lungo il percorso permettono, comunque, una piacevole sosta.

Superata l'ansa del lago che si insinua ai piedi dell'abitato di Garaventa, si incontra dapprima il sentiero di raccordo per la località Case dei Navoni e quindi per Garaventa (tempo di percor­renza: 45', dislivello: 200m) e poco dopo, superata l'area di sosta n. 4, il sentiero che conduce a Cam­po Maiotto (tempo di percorrenza: 30', dislivel­lo: 100m), località servite entrambe dai mezzi di trasporto pubblico.

Proseguendo lungo l'anello del Brugneto, immersi in un bosco ora costituito da essenze quali il ca­stagno (Castanea sativa), le querce (Quercus cerris e Q. pubescens) e l'orniello (Fraxinus ornus), si inizia la salita per raggiungere le abitazioni di Costa di Paglia. Qui l'itinerario, allontanatosi dallo spec­chio d'acqua, incontra la strada provinciale che da Torriglia conduce a Propata.

Senza abbandonare il sentiero si piega a destra e si continua il cammino per raggiungere in circa 15' Bavastri, attraversando, poco prima del paese, due antichi ponti in pietra. Questi ponti, nei pres­si dei quali è pure visibile un vecchio mulino in disuso, restano a testimo­nianza dell'antica mulat­tiera che da Torriglia ri­saliva la Val Brugneto per raggiungere Propata.

Bavastri - Ponte sul torrente Brugneto (770m) - Albora (800m)

Giunti in prossimità di Bavastri, l'itinerario in­contra e prosegue lungo la strada carrozzabile che conduce ad Albora. Si percorrono 700m circa in discesa su strada asfaltata fino al ponte sul Torren­te Brugneto, laddove questo si allarga verso valle a formare il lago. Superato il ponte, si incontra a sinistra il sentiero di raccordo per Bavastrelli (tempo di percorrenza: 1h, dislivello: 130m); per proseguire invece il percorso, si continua sulla strada per alcuni metri per imboccare, a destra, il sentiero che scende verso il lago stesso. Si abbandona, così, definitivamente il versante de­stro della Val Brugneto (che per la sua esposizione a nord, nord-est è ideale per piacevoli passeggia­te anche nel periodo estivo) per intraprendere la seconda parte del tracciato lungo la più assolata sponda sinistra.

Albora - Fontanasse (858m) – Diga
Superate le aree di sosta n.6 e 7, si incontra un paesaggio più aperto e vario, dove lembi di bosco misto si alternano a prati magri da fieno e forma­zioni erbacee che in primavera regalano interes­santi fioriture di orchidee.

In breve, si incontra il sentiero di raccordo per Albora (tempo di percorrenza: 10') che permette altresì di proseguire il cammino per Caffarena, of­frendo una variante al percorso. L'itinerario principale segue, invece, l'andamento del lago. Superata una casa in abbandono, si svolta a destra e si scende verso il Rio del Bosco dove una deviazione permette di attraversare agevolmente il corso d'acqua in attesa della realizzazione del pon­te. Oltre l'area di sosta n.8, percorso ancora un trat­to pressoché in piano, si intraprende la salita verso il paese di Caffarena. Il lago scompare progressiva­mente alla vista e, una volta guadagnato il crina­le, il panorama si apre verso nord-ovest a regalare una bella veduta del Monte Antola (1597m) con la sua grande croce bianca ad indicarne la vetta. Giunti nei pressi di Caffarena, per proseguire il percorso ad anello, occorre svoltare a destra e imboccare la discesa che conduce al Rio Spave. Oltrepassata quest'ul­tima profonda ansa del lago, si prosegue per Fontanasse. Arrivati in prossimità della diga, dopo circa 5-6 ore di cammino, il sentiero termina sulla strada carrozzabile che conduce a Retezzo. Da lì è possibile imboccare il sentiero di raccordo per Rondanina passando per la località di Giar­dino (tempo di percorrenza: 1h 45'; dislivello: 250m circa).


Incontri...tra acqua e terra
Oltre a ricadere nei confini del Parco dell'Antola, la Val Brugneto è stata inserita, come Sito di Inte­resse Comunitario, nella Rete Natura 2000 grazie alla presenza di habitat e specie di pregio naturali­stico e di interesse scientifico a livello europeo. Il lago, con una capacità pari a circa 25 milioni di metri cubi d'acqua, rappresenta, nell'entroterra ligure, un'importante area di sosta per numerose specie di uccelli migratori: il cormorano (Phalacrocorax carbo), grosso uccello acquatico tuffatore, il limi­colo cavaliere d'Italia (Himantopus himantopus), o l'ormai stanziale airone cenerino (Ardea cinerea) sono solo alcune delle specie che gli appassionati birdwatchers possono ammirare in volo sulle ac­que del lago.

La presenza di aree prative ad interrompere la fit­ta copertura arborea, rende il territorio un habitat ideale anche per numerose specie di mammiferi. Non è affatto raro, così, imbattersi nei segni di presenza del cinghiale (Sus scrofa), o poter osserva­re il daino (Dama dama), la cui popolazione in Val Brugneto è in costante crescita. I suggestivi scorci panoramici che si aprono sulle anse più riparate, permettono altresì di osserva­re la ricca fauna ittica del lago, composta preva­lentemente da carpe, persici sole e persici trota, alborelle, tinche e barbi. Oltre a diverse specie di anfibi, tra cui la rana temporaria (Rana temporaria), le limpide acque dei corsi d'acqua che alimentano l'invaso ospitano il gambero di fiume (Austropo-tamobius pallipes), specie prioritaria ai sensi della direttiva Habitat nonché importante indicatore di qualità dell'ambiente fluviale.

L'Acquedotto del Brugneto

Il lago del Brugneto è originato da una diga a gravità alleggerita posta a sbarramento dell'omonimo torrente, affluente del Trebbia. L'Im­pianto iniziò ad erogare acqua nel 1960, la co­struzione iniziò 5 anni prima, dopo anni di studi e osservazioni risalenti già al primo dopoguerra. La deviazione del suo naturale deflusso, allo sco­po di "dissetare" la città di Genova, ha reso il Brugneto il polmone della rete degli acquedotti genovesi nonché la principale riserva idrica in Liguria.

La diga è posta a circa 800m s.l.m, è lunga 260m ed ha un'altezza massima di 80m. E' dotata di 3 scarichi che permettono di prelevare acqua a quote diverse a seconda del livello del lago e del grado di purezza.

Per raggiungere Genova l'acqua percorre circa 13 km in galleria attraverso un canale con pendenza 1/1000. La portata media di acqua ad uso potabile verso la città si aggira durante l'anno sui 1200 l/sec, con portata massima di 2100 l/ sec. Il bacino alimenta anche 2 centrali idroe­lettriche, una ubicata alla base della diga e una costruita in galleria a Canate (Davagna), che ha prodotto, dal 1961 ad oggi, dai 20 milioni ai 40 milioni di kWh/anno.

Il principale impianto di potabilizzazione è si­tuato alle porte di Genova: una volta resa po­tabile, l'acqua è immessa nella rete di distribu­zione per servire la parte orientale della città e alcuni comuni della riviera come Recco e Pieve Ligure. Possono inoltre attingere acqua dal baci­no del Brugneto il lago di Val Noci, l'Acquedotto Civico e l'Impianto di filtrazione del Comune di Torriglia, nonché l'ex Consorzio Uscio-Bargagli-Lavagna, che distribuisce l'acqua ai comuni dell'entroterra genovese verso levante.

"Lavorare su un impianto tanto importante e com­plesso è per noi addetti motivo di orgoglio. Le esi­genze di manutenzione di una struttura tanto impo­nente, gli interventi di controllo che svolgiamo sulle diverse parti dell'impianto e i confronti tecnici per migliorarne sempre più il funzionamento sono per noi come gli allenamenti di una squadra. Quando i ragazzi di una classe oppure un gruppo di cittadini ci chiedono di visitare una parte dell'im­pianto, sia esso quello dei Filtri di Prato o i cunico­li del corpo Diga, oppure quando i Funzionari del Registro Italiano Dighe vengono a verificare, seme­stralmente, la funzionalità delle apparecchiature di controllo e di esercizio, o più semplicemente quan­do mettiamo in moto una parte dell'impianto, quel momento per noi è paragonabile all'istante in cui la squadra scende sul parquet a giocare la partita. Qualche volta l'orgoglio per il nostro lavoro ci prende la mano e se percepiamo di aver fatto una bella figura e tutto funziona diciamo di chiamarci Dream Team"

Gino Casaleggio

Mediterranea delle Acque - Gruppo Iride


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Ultimo aggiornamento Lunedì 21 Settembre 2009 21:44
 

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