Il nuovo rifugio dell'Antola: innovazione e tradizione a favore dell'ambiente PDF Stampa E-mail
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Parco dellAntola - Il rifugio
Scritto da Parco dell'Antola   
Mercoledì 05 Gennaio 2005 01:00
I progettisti hanno curato con attenzione il suo inserimento nel paesaggio ligure. Per questo motivo non è un caso che forme, colori, volumi del nuovo rifugio dell’Antola, ricordino forme, colori, volumi dei “casoni” dell’entroterra ligure.
Ma gli antichi “casoni” ed il nuovo rifugio dell’Antola (o meglio, i loro abitanti) hanno un’altra caratteristica in comune: una piccolissima impronta ecologica!
Questo significa che la presenza di questo nuovo insediamento umano sui monti della Liguria produrrà, intorno a sè, trascurabili modificazioni sulla qualità dell’aria, dell’acqua, del suolo in quanto il rifugio utilizzerà, per funzionare, le risorse che la natura del luogo offre: il legname proveniente dal vicino bosco per riscaldarlo, l’acqua di una vicina sorgente per dar da bere e per cucinare il cibo che gusteranno i suoi ospiti, l’acqua piovana raccolta dal tetto per i servizi igienici.
Come sarà il nuovo rifugio dell'Antola
”Niente di nuovo sotto il Sole” diranno i lettori con qualche capello bianco in più e che conoscono, per esperienza diretta, come era organizzata la vita di quei “casoni”. E hanno ragione loro, in quanto la gestione del nuovo rifugio utilizzerà tutti gli accorgimenti scoperti dalla cultura contadina per ridurre gli sprechi, ma con una differenza importante: i tanti disagi di un tempo non ci saranno più e la casa-rifugio, pur nel rispetto della tradizione, utilizzerà il meglio della tecnologia moderna per garantire qualità, sicurezza, benessere.
Ad esempio, la caldaia a legna sarà ad alta efficienza, con consumi e manutenzione ridotti al minimo. L’acqua sarà resa potabile da lampade a raggi ultravioletti per evitare l’alterazione del gusto, prodotto dalla clorazione. Non mancherà l’elettricità, anche se non ci sarà nessun collegamento con la rete ENEL. La corrente elettrica sarà fornita da un impianto fotovoltaico integrato nella falda del tetto rivolta sud, con l’inclinazione e l’orientamento per raccogliere la luce del Sole e trasformarla direttamente in energia elettrica. E se i dati dell’anemometro, già in funzione nei pressi del futuro rifugio, daranno i risultati sperati, un piccolo impianto eolico si affiancherà ai tetti fotovoltaici, per trasformare in energia elettrica anche il vento. Che certamente soffierà più impetuoso nei giorni invernali con poco Sole. Anche la gestione degli scarti (rifiuti) avverrà rifacendosi all’antica saggezza contadina che aveva imparato a non buttare nulla.
Tutti gli scarti biodegradabili prodotti dal rifugio e dalla sua manutenzione (avanzi di cibo, tovaglioli di carta, sfalsi d’erba, ramaglie) saranno compostati, insieme alla cenere di legna, e restituite, come fertilizzante, ad un orto coltivato con tecniche biologiche che sarà realizzato vicino al rifugio e che, d’estate, fornirà alle ospiti insalate ed ortaggi freschi. E l’impianto di compostaggio non sarà molto diverso dalla vecchia concimaia, anche se in questo caso, grazie alle moderne conoscenze della biochimica, sarà garantita l’assenza di odori sgradevoli e liquami.
Il progetto del rifugio è stato attento anche al comfort dei suoi abitanti. La climatizzazione sarà garantita, sia d’estate che d’inverno, da una adeguato isolamento termico di tetti e pareti, dalla ventilazione naturale dei locali e i materiali usati, i mobili e le suppellettili, saranno scelti per garantirà una elevata qualità dell’aria anche all’interno dei locali del rifugio.
Ma saremo proprio sicuri che il nuovo rifugio dell’Antola peserà poco sull’ambiente del Parco? Proprio in questi giorni l’Ente Parco sta valutando l’opportunità di affidare all’Università e a qualificati istituti di ricerca il monitoraggio della qualità ambientale all’interno del rifugio e nel territorio intorno ad esso. E anche in questo caso potrebbero essere usate tecniche di monitoraggio innovative che utilizzano foglie di alberi, muschi, licheni come sistemi di campionamento e misura della qualità dell’aria. E ovviamente tutti i dati disponibili ed i “trucchi” utilizzati per rendere lieve il peso ecologico del rifugio, saranno messi a disposizione degli ospiti e dei visitatori del Parco. Questo servirà per aiutarli a convincersi che è possibile vivere bene, in armonia con la Natura, grazie al risparmio energetico, all’uso di fonti energetiche rinnovabili, alla raccolta differenziata e al riciclaggio dei cosiddetti rifiuti, in altre parole, grazie all’intelligenza e all’ingegno dell’Uomo.

(Articolo tratto dal numero Gennaio 2005 de "Le voci dell'Antola")
 

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