| Fascia |
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| Val Trebbia di ieri - 1892: la Valtrebbia nei viaggi di Orofilo | |||||
| Scritto da Orofilo | |||||
| Mercoledì 28 Gennaio 2009 16:00 | |||||
Sorge Fascia sul versante meridionale di quella costiera che,staccandosi dalla lunga giogaja dell'Antola, ripara dai venti boreali la Valle del Cassingheno E dai venti australi la Valle del Terenzone: posta poco sotto del ciglio a 1116 metri sul mare in luogo ridente ed aprico, fra tutti i comuni dell'Apennino genovese, tiene il primato per la sua elevazione.
Quelle, o forestiero, mi disse, son le ricompense che toccarono ai prodi figli di questa parrocchia, che l'anno 1859, seguendo la trionfante croce di Savoja, arrischiarono con ardimento la vita per la patria , e ritornati vincitori ai focolari domestici, fra gli abbracci e gli applausi dè genitori e delle trepide spose, qui nel sacro tempio testimone de' loro primi gaudi giovanilì, al simulacro di Colei, che anche dè forti, degli eroi e dè martiri è gloriosa regina, appesero devoti questi sacri ricordi del valore spiegato pugnando. «Mi commosse questa risposta del venerando ministro dell'altare, mi commosse il vedere là congiunti in un così bel nodo e l’amore verso quella chiesa, che di tutti è madre e l’amore verso questa nostra diletta patria, che star dovrebbero ambe in cima al pensiero di ogni italiano. Oh! Sì che la fede e l’amor patrio, come ben direbbe un poeta, "Son due faci che splendono insieme" son due cose che a vicenda si sorreggono: non è cristiano chi non ama la patria, non è buon cittadino chi disprezza la fede degli avi. « E ripensando alla pietà e all'amor patrio dè figli di Fascia, che dè loro trofei fecero dono a Maria, dicevo mestamente fra me : Oh se al popolo italiano, che a niuno cede nell'amare il proprio suolo e la propria fede , non si fosse come aspide velenoso avviticchiata una setta funesta, quale invidiato esempio di armoniosa concordia fra la pietà religiosa e la patria carità darebbe (con tanto accrescimento della propria gloria, grandezza e ricchezza) l' Italia al mondo intero ! In quest' ultima gita ebbi a sperimentare io stesso dell'egregio rettore la ospitalità: che dopo la Messa mi volle seco a tavola e mi colmò di cortesie, tanto che solo alle 3 del pomeriggio potei riprendere il mio viaggio.
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| Ultimo aggiornamento Mercoledì 27 Gennaio 2010 15:04 |




