Roverella (Quercus pubescens) PDF Stampa E-mail

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I boschi della Val Trebbia - Boschi della Val Trebbia
Scritto da Marco Gallione   
Martedì 03 Febbraio 2009 22:48
Roverella (Quercus pubescens)
Famiglia: Fagacee

Habitat: L'areale comprende l'Europa centromeridionale e orientale, dai Pirenei all'Asia Minore; è comune negli ambienti collinari e montano inferiore

Fusto: Altezza 20 m. Chioma globosa, emisferica in esemplari adulti. Tronco sinuoso eretto; ramuli pelosi; corteccia grigio-scura, fessurata in piccole placche ruvide. Fogliame deciduo; le foglie secche persistono sull'albero durante l'inverno

Foglie: Semplici, obovato-lobate di 5-10 cm, pubescenti soprattutto da giovani,; parte basale della lamina spiovente e stretta a cuneo; picciolo breve e peloso; inserzione alterna

Fiori: Infiorescenze unisessuali; quelle maschili in amenti penduli lunghi 5 cm circa, colore verde-giallastro; quelle femminili solitarie, a piccoli gruppi terminali o posti lungo il ramo dell'ascella delle foglie in modo sessile o su un piccolissimo peduncolo; fioritura da aprile a maggio

Frutti: Ghiande ovali allungate di 2 cm, con cupola che le ricopre fino a metà

Corteccia Foglie Fiori Frutti
Passa il mouse sull'immagine per ingrandirla
Fotografie di Pietro Gusso gentilmente offerte dal sito http://digilander.libero.it/alberiitaliani

Il nome indica la minor taglia della pianta rispetto alla Rovere, con la quale a volte viene confusa.
La roverella è un albero di terza grandezza (20 m) che può anche superare i 2 m di diametro. E' anche abbastanza longevo, ma in genere meno della Farnia e della Rovere.
L'areale di diffusione si estende sull'Europa meridionale e l'Anatolia. In Italia è molto più diffusa della Rovere, si adatta a terreni calcarei, argillosi, aridi, rocciosi e si presta per colonizzare ambienti denudati.
Il legno è un ottimo combustibile, più pesante di quello della Rovere, tende ad imbarcarsi ed essendo più difficile da lavorare trovava impiego in passato soprattutto per traverse ferroviarie, oggi ancora solo per travature e costruzioni navali.
Nell'alimentazione umana si utilizzano le ghiande delle varietà dolci, previa tostatura, per produrre un surrogato del caffè
 

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