| Maggiociondolo o avorniello (Laburnum anagyroides) |
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| Boschi della Val Trebbia | |||||||||||||||||||
| Scritto da Marco Gallione | |||||||||||||||||||
| Martedì 03 Febbraio 2009 21:37 | |||||||||||||||||||
Il maggiociondolo è una pianta molto interessante sia dal punto di vista ornamentale e paesaggistico che come essenza spontanea. E' una specie dell'Europa centro-meridionale; in Italia e' maggiormente diffuso al nord ove sale nelle Alpi fino a 2000 m. Ama posizioni soleggiate e terreni calcarei a reazione sub-alcalina, pur tollerando anche quelli tendenzialmente acidi, sabbiosi, profondi ed umidi. Mediamente eliofilo, predilige climi continentali, relativamente freschi e terreno calcareo.Allo stato naturale entra nella costituzione di boschi di latifoglie consociandosi con castagno, carpino, quercia e faggio. E' molto adatto, per lo sviluppo radicale esteso, al consolidamento di scarpate e rive ghiaiose. Il maggiociondolo, in tutte le sue parti, è ricco di citisina, un alcaloide estremamente tossico e velenoso. Il legno, apprezzatissimo, è molto scuro e viene impiegato in opere di artigianato. Molto simile è il Laburnum alpinum conosciuto volgarmente come Maggiociondolo di monte; anch'esso ha notevole diffusione, ma in una fascia vegetativa più alta che va dai 600 ai 1.600 metri di altitudine. Questo è dovuto alle diverse esigenze fisiologiche ed alla maggiore resistenza al freddo. Entra quindi nella costituzione di boschi montani di latifoglie. Differisce dal L. anagyroides per i rametti, le foglie ed i frutti privi di peluria. Le foglioline sono di minori dimensioni (2 x 4 centimetri), con l'apice appuntito. Il vessillo del fiore ha colore uniforme e, per le diverse condizioni altimetriche, fiorisce più tardi. Piccolo albero alto fino a 10 m. spesso arbusto con corteccia liscia di colore grigio-verdastra rametti verde scuri. Foglie alterne, composte, spesso a gruppi, lungamente picciolate e trifogliate, ellittiche subsessili a margini interi rotondate o brevemente apicolate all'apice, verdi e glabre di sopra e pelose sotto. Fiori numerosi ermafroditi, riuniti in grappoli (racemi) penduli e lunghi (fino a 25cm) che compaiono a fine primavera dopo le foglie; hanno il calice campanulato breve e corolla papilionacea giallo-oro,ad ampio vessillo smarginato e carena fortemente curvato-rostrata. Il frutto e' un legume (4-8 cm) deiscente, con suture ingrossate contenente numerosi semi, bruni e velenosi, infatti contengono un alcaloide, la citisina, ad elevato potere venefico. Il maggiociondolo trova impiego come pianta ornamentale nei parchi e nei giardini per l'effetto decorativo della sua fioritura, a questo scopo è molto utilizzato l'ibrido Laburnum, x watereri vossii che si caratterizza per l'abbondante fioritura con grappoli fiorali molto più lunghi e ricadenti, indicato anche per decorare dei pergolati. E' impiegato per il consolidamento di scarpate e pendici. Il suo legno e' duro e si conserva lungamente a contatto del suolo per cui e' usato per paleria per piccoli lavori al tornio e come combustibile avendo un potere calorifico elevato.
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