Altavaltrebbia - Galleria fotografica

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Home / Comune di Torriglia / Il presepe di Pentema [40]

  • L'arredo della casa veniva costruito quasi esclusivamente in paese utilizzando legno di castagno. Si costruivano banchè, cascette, banche, meise, vascellee, letti e quant'altro occorresse. 0 commento - 3453 visits Il falegname
  • La provvista della legna era una attività molto importante: serviva per riscaldare la casa e per la cottura dei cibi. La legna era tagliata a mano, trasportata a spalle o a dorso di mulo e teneva occupati tutto l'inverno. 0 commento - 3112 visits La provvista della legna
  • Ogni casa aveva un piccolo orto per coltivare le verdure per l'uso quotidiano. Insalata e fagiolini, zucche e zucchine, aglio e cipolle, cavoli e carote, prezzemolo e l'immancabile basilico erano sempre presenti. 0 commento - 2960 visits L'ortolana
  • Il bucato veniva messo in ammollo nella liscivia dopodichè ci voleva "olio di gomito ai trogoli per risciacquare. Per dare splendore ai panni si usava il "turchinetto" ma se il lavaggio non era stato perfetto il colore, ahimè, era del pigòggiu. 0 commento - 3113 visits Il bucato
  • Uno dei pochi e semplici divertimenti dei piccoli. 0 commento - 2924 visits Bansigu
  • Il "medicone di Pentema" aveva trascorso una vita avventurosa in Inghilterra e America del Sud. Era tornato in paese con un bagaglio di cognizioni empiriche che, accompagnate da predisposizione naturale e da doti carismatiche, gli permisero di operare guarigioni fornendo intrugli, erbe e formule magiche. 0 commento - 3716 visits Megun
  • La castagna era uno degli alimenti più importanti per la gente dei monti e veniva consumata in tutte le stagioni. Doveva quindi essere ben conservata. Dopo la raccolta le castagne venivano stese nel seccareccio sotto il tetto e un fuoco continuo, acceso nel locale sottostante, le faceva lentamente seccare. 0 commento - 2674 visits Il seccareccio
  • Per sbucciarle, le castagne venivano poste in sacchi di tela battuti contro un ceppo e per separare le bucce frantumate dal frutto venivano infine vallate col ventilabro. 0 commento - 2803 visits La lavorazione delle castagne
  • Scorcio del presepe 0 commento - 2716 visits Scorcio del presepe
  • Con il Regno d'Italia fu istituita la scuola pubblica e da allora fino al 1966 l'insegnamento fu tenuto da maestre che venivano a risiedere in paese. Il locale è una ricostruzione mentre i banchi e alcuni arredi sono gli originali dell'ultima scuola. 0 commento - 2978 visits La scuola
  • Scorcio del presepe 0 commento - 2598 visits Scorcio del presepe
  • L'osteria era il locale di ritrovo degli uomini che alla sera si riunivano per bere o per giocare a scopone o, specialmente nei giorni di festa, quando il vino era più abbondante, per cantare e giocare alla "mùra" (morra). 0 commento - 2622 visits L'osteria
  • Fino all'inizio del secolo la popolazione era numerosa e le osterie in paese erano cinque. Alcune avevano la locanda per i mulattieri in transito. 0 commento - 2593 visits L'osteria
  • Nel paese c'erano diverse botteghe: tre fino a dopoguerra, poi due e una sola fino al 1986. Si vendeva un pò di tutto: zucchero e pasta, olio e sapone, sigari e tabacco, pettini e casseruole di terracotta, fili e bottoni e, per la gioia del palato, anche i famosi canestrelli di Torriglia. 0 commento - 2651 visits La bottega
  • La coltivazione del granturco era molto importante perchè la polenta era un alimento quasi quotidiano. A settembre, dopo il raccolto e dopo essere state arsuie al sole, le pannocchie venivano aperte e sgranate. Lo si faceva di sera durante la veglia così il lavoro diventava un allegro momento di ritrovo tra le famiglie per chiacchierare e raccontare fatti, avvenimenti e favole del passato. Alcuni contadini della valle, suonando i loro strumenti, trasformavano le veglie in occasioni di festa. 0 commento - 2845 visits La veglia contadina
  • La sgranatura delle pannocchie di granturco 0 commento - 2814 visits La sgranatura delle pannocchie di granturco
  • Il carbone di legna, oltre alla legna stessa, ha rappresentato in passato un combustibile molto importante sia nei paesi sia nelle città e una fonte di reddito per chi lo produceva. Il carbone veniva ottenuto formando una catasta di legna a forma di cupola, con i pezzi opportunamente disposti e ricoperti di terra: la carbonaia. Dopo l'accensione, al suo interno avveniva una lentissima combustione senza fiamma. In circa dieci giorni il legname, per lo più rovere, frassino e carpino, era diventato carbone. La carbonaia veniva fatta nei boschi, in piazzuole opportunamente preparate. 0 commento - 2900 visits La carbonaia
  • La stalla 0 commento - 2675 visits La stalla
  • La stalla 0 commento - 2758 visits La stalla
  • Nonostante l'altitudine l'uva matura nei luoghi più soleggiati al di sotto del paese. Si coltivava il nebbiolo che dava un vinello leggero e gradevole, anche se un pò aspro. Tutte le attrezzature della cantina erano costruite sul posto. Qui sono ancora visibili botti, un tappabottiglie e una vite in legno per il torchio eseguita da un eclettico personaggio del posto detto "il Burrasca". 0 commento - 2687 visits La cantina
  • Sotto lo stesso tetto vivevano più generazioni e tutti collaboravano per il buon andamento della famiglia. 0 commento - 2677 visits La famiglia
  • Durante l'inverno le donne avevano il tempo per cucire e filare, gli uomini si dedicavano ai più svariati lavori artigianali per arrotondare le entrate della famiglia. 0 commento - 2546 visits La famiglia
  • Nella cucina il fuoco era acceso per quasi tutto il giorno per la polenta o per la minestra di castagne o di cavoli, per fare il formaggio o per cuocere la "zutta", beverone per le mucche. Nello stesso tempo il calore faceva seccare le castagne messe sopra il soffitto fatto a graticcio (seccaisu). 0 commento - 2653 visits La famiglia
  • Alcune case erano dotate di forno a legna, una grande risorsa per la famiglia. Vi si cuocevano il pane, i polpettoni, le torte salate, il castagnaccio e per le feste la focaccia dolce e i canestrelletti con la ricetta di Torriglia. 0 commento - 2965 visits Il forno casalingo
  • Le donne, dopo il lavoro nei campi e nelle aie, svolgevano a casa i lavori domestici. Quasi tutti i giorni c'erano da impastare lasagne o taglierini (taien) che si condivano di solito col pesto aggiungendo fette di patate. Anche gli indumenti erano cuciti in casa. Si confezionavano maglie, scialletti e calze invernali che risultavano in genere molto ruvidi,utilizzando la lana delle proprie pecore che le donne filavano alla rocca. 0 commento - 2763 visits Lavori di casa
  • Dopo la trebbiatura (battitura) del grano i chicchi dovevano essere separati dalla pula. Per questa operazione lo strumento più antico era il ventilabro o vallo che veniva mosso con il rapido movimento delle due braccia per spargere la pula al vento. Il metodo era lento e molto faticoso. Il "ventolino" costruito in legno e semplici parti meccaniche, era uno strumento più progredito che separava la pula in modo molto rapido e meno faticoso. Era sufficiente girare la maniglia e una ventola interna creava il soffio necessario per separarela pula leggera dai chicchi più pesanti. 0 commento - 3559 visits , Rating: 3.52 La vagliatura del grano
  • Carriola 0 commento - 2787 visits Carriola
  • Esempio delle più antiche case di epoca medioevale del paese. Erano costituite da una stalla sottostante, da un ingresso dove si tenevano i secchi dell'acqua, le pentole e il vasellame, da una cucina per la cottura dei cibi e per la mensa e da un'unica camera da letto sul lato opposto. 0 commento - 2807 visits La casa
  • Per arrotondare le entrate chi era capace si dedicava, oltre che alla campagna e al bestiame, anche ad altri piccoli mestieri. Il barbiere lavorava soprattutto alla vigilia delle feste e, in estate, si sistemava all'aperto sotto questo portico. 0 commento - 2803 visits Il barbiere
  • Anche quella del ciabattino era una attività in più. Le scarpe erano quasi tutte chiodate, i cosiddetti brucchin, che con i loro chiodi avevano il vantaggio di agguantare meglio il terreno. 0 commento - 2705 visits Il ciabattin
  • Il pane veniva fatto in casa con la farina di produzione propria, ma all'inizio del secolo una delle botteghe aprì anche un forno per il pane. Alla vigilia delle feste le donne portavano al fornaio torte e canestrelli per la cottura. Nelle strade si spandeva un dolce profumo. 0 commento - 2493 visits Il fornaio
  • Gli attrezzi per il taglio del grano e dell'erba erano preziosi per l'attività agricola e la cura del loro filo era molto importante. La messùia e la scuriatta (falcetto e falce) venivano affilate battendole con la martellin-na. Durante l'uso il filo degli attrezzi veniva ripreso con la "codda" (cote) portata alla cintola dentro al corno con l'acqua. 0 commento - 2805 visits La battitura della falce
  • Nel paese c'era anche il materassaio, detto "battilana" perchè anticamente usava due bastoni legati assieme per battere la lana e renderla soffice. Più tardi si usò la "scarlassa" che rendeva il lavoro meno faticoso. 0 commento - 2649 visits Il materassaio
  • Il taglio della legna 0 commento - 2717 visits Il taglio della legna
  • Il fabbro soddisfaceva le piccole necessità del paese costruendo inferriate, cardini, serrature e altri piccoli manufatti. 0 commento - 2685 visits Il fabbro
  • Il magnano era, in questi posti, un artigiano ambulante. Arrivava con i suoi ferri per aggiustare e stagnare pentole. Accendeva il fuoco, che ravvivava con il soffietto, faceva "passare l'acido" nella pentola di rame, fondeva lo stagno e lo spandeva sulla superficie interna. La pentola acquistava un aspetto caratteristico luccicante come l'argento all'interno e nero fumotutt'attorno. Le donne gli portavano anche le pentole bucate: il magnano metteva una pezza davanti e una dietro fissate coi ribadini e la pentola tornava di nuovo buona. 0 commento - 2916 visits Il magnano
  • Donna al balcone 0 commento - 2556 visits Donna al balcone
  • La stalla della Natività 0 commento - 2840 visits La stalla della Natività
  • La stalla della Natività 0 commento - 2802 visits La stalla della Natività
  • La stalla della Natività 0 commento - 2891 visits La stalla della Natività