La
val Trebbia
è una delle valli meglio conservate della provincia
di Genova: lo è per i boschi, per le acque, per l'aria
pura dei suoi panorami.
Con questo nostro scritto, non ci siamo prefissi soltanto
l'obiettivo di far conoscere le bellezze naturali e i valori
ambientali della val Trebbia: conoscere gli aspetti naturalistici
di un territorio significa anche riconoscere il ruolo fondamentale
che ha avuto l'uomo nella storia del paesaggio, e insieme
prendere coscienza delle leggi dell'ecologia che vanno rispettate,
e, sulla base del nostro comportamento e delle nostre azioni,
in un certo senso, aiutate.
In quest'ultima parte vogliamo perciò evidenziare alcuni
dei principali problemi ambientali della val Trebbia, in modo
che si possa passare facilmente da un'operazione di divulgazione
naturalistica ad una proposta di educazione ambientale.
Tra i principali problemi che tutte le comunità montane
liguri, e non solo l'Alta Val Trebbia, hanno il compito di
affrontare c'è quello dei boschi: nel nostro territorio
i boschi sono abbastanza ben conservati, anche se, a causa
del taglio, è quasi ovunque mutata la struttura naturale
originaria del bosco ad alto fusto.
La ceduazione, effettuata con turni di 20-25 anni, costituisce
una gestione non sempre adatta per i
boschi,
e in particolare per il
bosco di faggio;
per questo in certe zone si sta attuando la trasformazione
del bosco ceduo in bosco di alto fusto, grazie al quale si
dovrebbe favorire la rinnovazione naturale delle specie arboree,
sfruttando la maggiore vitalità dei semi delle piante
più robuste.
Nel bosco non sono importanti però solo gli alberi:
anche i funghi rivestono un ruolo fondamentale, poiché
sono in grado di trasformare rapidamente la sostanza organica
delle foglie cadute a terra e nel contempo di favorire l'assorbimento
delle sostanze nutritive da parte delle radici delle piante.
Il consiglio che diamo al raccoglitore occasionale è
almeno quello di non distruggere le specie velenose o non
commestibili, proprio per la funzione insostituibile che questi
particolari organismi hanno negli ambienti forestali. E ricordiamo
inoltre che i funghi, in un territorio ricco di boschi come
la val Trebbia, costituiscono una fonte di reddito per la
gente del posto.
Non è solo un atto di educazione ambientale, ma anche
di educazione civica quello di non strappare i fiori: raramente
le nostre specie selvatiche durano a lungo una volta raccolte.
Alcune poi, che purtroppo per la loro appariscente bellezza
sono state oggetto di raccolta eccessiva e indiscriminata,
hanno finito per essere in pericolo di estinzione, ma sono
oggi . protette dalla
Legge Regionale
n° 9 del 1984.
Un discorso analogo alle piante può essere fatto per
gli animali. Oggi però, in assenza di predatori naturali
la caccia deve sostituirsi ad essi nel limitare l'espansione
di certe specie, come ad esempio il cinghiale, i cui danni
all'agricoltura sono noti a tutti: sarebbe interessante fare
in modo che il cacciatore si comporti come un predatore naturale,
eliminando dalla popolazione delle prede gli individui più
deboli e inalati, favorendo cioè la selezione naturale.
Il patrimonio ittico dei torrenti della val Trebbia è
ancora molto ricco e variato: ci si augura perciò che
le immissioni effettuate per la pesca sportiva siano fatte
con criterio, non alterando ulteriormente gli equilibri nelle
popolazioni di pesci e degli altri animali che abitano le
acque della valle.
Non esistono problemi di pascolo eccessivo in val Trebbia:
la pendenza elevata di alcune praterie d'altitudine tuttavia
consiglierebbe una certa attenzione, visto che talvolta si
potrebbero innescare fenomeni di erosione superficiale e di
denudamento della roccia.
Anche se non sono molto frequenti, gli incendi costituiscono
in tal senso il pericolo maggiore, poiché distruggono
la parte più delicata e fragile di ogni ambiente, l'humus,
senza il quale non si può formare il suolo così
prezioso per tutte le piante.
Infine dobbiamo riconoscere che purtroppo alcune opere, quali
le strade e le cave, quando non sono state fatte con le regole
dovute, hanno finito per innescare qua e là fenomeni
di dissesto idrogeologico più o meno marcato.
Percorrere i sentieri naturalistici della valle ha quindi
lo scopo di mostrare non solo quanto di bello è rimasto
in val Trebbia, ma anche di capire quanto possiamo essere
noi stessi responsabili nei confronti dell'ambiente.
(Articolo tratto dalla pubblicazione "Itinerari naturalistici"
della Comunità Montana Alta Val Trebbia)