Rimedia una mezza bocciatura l'idea di
rendere navigabile il lago del Brugneto, abbozzata durante
il super affollato convegno di Torriglia, indetto dal parco
Antola con il titolo "Brugneto, beneficio per la città,
risorsa per l'entotroterra". Ma gli enti locali tenteranno
comunque di aprire un varco nella reticenza di Genova Acque,
ad aprire le borse nei confronti delle politiche turistiche
legate al lago. L'idea di fondo è di popolare le sponde
del lago con foresterie per accoglienza turistica, centri
di educazione ambientale e relativo pontile galleggiante per
traversate dello specchio d'acqua in battello elettrico. «Un
insieme eco compatibile - spiega il presidente del parco Roberto
Costa - che in qualche modo potrebbe risarcire le aree di
bacino del Brugneto dalla captazione della ricchezza acqua
convogliata a Genova senza contropartita».Su questa
falasariga era cominciata bene la giornata del convegno alla
Torriglietta, sede scientifica del parco, per la presenza,
in mezzo ad un nugolo di amministratori regionali e provinciali,
del manager generale di Genova Acque, Gianluigi Devoto, che
però ha deluso le aspettative, andandosene anticipatamente
per sopravvenuti impegni, senza rilasciare dichiarazioni.
Così l'intervento pungolo di Raffaella Milandri, funzionaria
di Romagna Acque - Società delle Fonti, un milione
di utenti sparsi tra San Marino e la riviera romagnola - sembrava
destinato a cadere nel vuoto. «Reinvestiamo il cinque
per cento dei nostri utili - ha detto - circa seicento cinquantamila
euro in opere mirate per ambiente e fruizione. Sul lago artificiale
di Ridracoli, accanto agli interventi ambientali, sono sorti
una foresteria con 80 posti letto, un idromuseo e c'è
un servizio di gite in battello elettrico sul lago. Mi sembra
una esperienza che sarebbe proponibile anche qui»«E'
vero che gli investimenti sul lago di Ridracoli si fanno -
dice Luigi Casaleggio, assitente diga di Genova Acque - ma
l'acqua costa più cara agli utenti romagnoli. Dunque
è una questione di scelte politiche. A proposito della
navigabilità io penso che non sia il caso di sporcare
l'acqua per creare posti di lavoro e poi far lavorare altri
per ripulirla».
Lodovico Prati
(Questo articolo è stato tratto da Il Secolo XIX del
27/10/05)
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