Castello e Rocca di Agazzano PDF Stampa E-mail
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I castelli della Val Trebbia e delle 4 Province - Val Luretta
Scritto da Marco Gallione   
Mercoledì 19 Settembre 2012 11:01

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Dove si trova

Agazzano è situato nel cuore della val Luretta, non lontano dal torrente, in un punto di leggero dislivello, dove le ultime propaggini collinari lasciano il posto alla pianura. Dista 21 km da Piacenza.

Il castello (Villa Anguissola Scotti)

Posto a fianco della rocca, staccato una decina di metri, il palazzo residenziale fu costruito sul finire del XVIII secolo sulle fondazioni dell'antico castello, che esisteva ancora nel 1740. Della preesistente costruzione il palazzo ha mantenuto parte dei perimetri ed una torre quadrangolare sullo spigolo nord. Ha pianta a forma di U aperta verso il paese. I suoi grandi saloni dai soffitti affrescati ospitano lussuosi arredi.
Gli edifici sono circondati da un giardino, delle mura di cinta rimangono pochi tratti in concomitanza dei punti di dislivello del terreno.
 I saloni della villa sono decorati alle pareti con bellissime tempere a e arredati con mobili che vanno dal 1600 al 1800 . Di notevole pregio le bellissime ceramiche e porcellane . Anche il giardino con il taglio alla francese e munito di statue e fontana nasce alla fine del 1700; al suo disegno ha partecipato anche Luigi Villoresi che è stato direttore del Parco della villa reale di Monza.

La rocca

L'aspetto attuale della rocca risale al 1475 con la riedificazione, avvenuta su strutture preesistenti, per mano della famiglia Scotti, che ne rientrò in possesso dopo alterne vicende durate un paio di secoli Si presenta come una costruzione compatta, massiccia e solida, con muri in pietra aggettanti sino a metà altezza, dove sono segnati da un marcapiano, e poche aperture poste in alto, in corrispondenza del cammino di ronda. Ha pianta quadrangolare con due torri rotonde sulla facciata d'ingresso. L'accesso è permesso sui due lati opposti, dall'esterno attraverso un rivellino che porta ancora gli scassi del ponte levatoio, oggi ponte in muratura, e sul lato opposto da un altro rivellino che ora da' accesso al palazzo residenziale dove un tempo si trovava un'altra parte del castello. Dal rivellino, attraverso quello che era il secondo ponte levatoio, passando sotto il dongione d'ingresso si accede al cortile interno con due rampe di scale che portano al cammino di ronda, coperto su tre lati da un elegante loggiato ingentilito con colonne i cui capitelli portano stemmi nobiliari. Chiude il cortile il corpo di fabbrica tardo rinascimentale che ospitava, oltre gli alloggi militari, saloni con camini e cucine.
 

Cenni storici

Data la scarsa documentazione, non si è in grado di seguire le vicende di Agazzano (l'Aricazano della Tavola Alimentaria Veleiate) dall'Alto Medioevo fino al secolo XIII, quando venne saccheggiato dall'esercito condotto dal vicario imperiale Federico II di Svevia, marchese di Hohenburg. In seguito il borgo acquistò una notevole importanza divenendo la piccola capitale dei feudi degli Scotti, ai quali pare fosse stato concesso anche il diritto di tenervi mercato; tuttavia non divenne mai un rilevante centro politico a causa della sua posizione, lontana dalle arterie di grande transito e allo sbocco di una valle chiusa. A causa della forte rivalità degli Arcelli, che avevano possedimenti nella contigua Valtidone, gli Scotti non riuscirono a consolidare la loro posizione; anzi, accusati di ribellione dagli Arcelli stessi, vennero privati dei loro beni da Filippo Maria Visconti. Attraverso un documento del 20 settembre 1412 (conservato presso l'Archivio di Stato di Milano) apprendiamo che le proprietà confiscate ai fratelli Alberto, Pietro , Giovanni Scotti e che comprendevano il territorio di Castel San Giovanni, il fortilizio di Sarmato, oltre a quello di Agazzano, vennero assegnate ai loro rivali, fratelli Bartolomeo e Filippo Arcelli, i quali si impegnarono ad appoggiare i Visconti. Tuttavia, tre anni dopo, gli Scotti, che avevano fatto ricorso contro la sentenza ed erano riusciti a dimostrare la loro innocenza, ritornarono in possesso dei feudi. Il castello di Agazzano era però a quel tempo di proprietà della nobile famiglia dei Figliagaddi, i quali il 17 luglio 1431 lo vendettero al conte Alberto Scotti; successivamente (1475) gli stessi feudatari ottennero l'autorizzazione a riedificarlo. Ad esso è legata la tragica morte di una singolare figura di avventuriero, il conte Pier Maria Scotti, meglio conosciuto con il soprannome di "il Buso". Questi nel 1514, non avendo avuto dalla Camera Apostolica l'appalto dei dazi (che gli avrebbe dato notevoli vantaggi economici), passato dal partito guelfo a quello ghibellino, cominciò ad accanirsi contro gli ex alleati. Per i suoi delitti venne bandito dalla città e anche scomunicato dal pontefice Leone X, le cui truppe riuscirono a sconfiggerlo sotto le mura di Piacenza. Qualche anno più tardi, all'epoca del dominio di Luigi XII di Francia, "il Buso" capeggiò una sollevazione espugnando vari fortilizi del contado. Mentre gli imperiali, con il suo aiuto, si preparavano ad attaccare Castel San Giovanni, egli con un gruppo d'armati tentò di prendere il castello di Agazzano che allora apparteneva al conte Giuseppe Scotti e a sua madre, Luigia Gonzaga. La rocca resistette, ma per poco, perchè "il Buso" l'espugnò con l'aiuto di alcuni pezzi di artiglieria e si impadronì di tutto ciò che conteneva: notevoli quantitativi di frumento e vino, utensili, gioielli, denari, dando il via al saccheggio. Ma Astorre Visconti, un fuoruscito milanese suo alleato (con il quale pare che "il Buso" si fosse accordato per prendere la rocca), non appena fu informato della partenza dello Scotti da Castel San Giovanni lo raggiunse ad Agazzano, dove, ritenendosi da lui giocato perchè si opponeva alla spartizione del bottino (negando "il Buso" che fosse stato dato al Visconti un notevole apporto nella fase finale dell'assedio), sconvolto dall'ira, fece uccidere lo Scotti e gettare il cadavere nel fossato del castello dove pure fu sepolto.

Informazioni turistiche

La Rocca e il castello di Agazzano sono ancora oggi di proprietà privata e appartengono alla stessa famiglia (che nel corso dei secoli è stata soggetto di ampliamenti) dalle origini  e cioè dalla fine  del  1200.
Fa parte del circuito dei Castelli del Ducato di Parma e Piacenza
Apertura: Da marzo a ottobre
Durante la settimana: su appuntamento per gruppi di 20 persone
Domenica e festivi : visite guidate ore 11.00; 15.00; 16.15; 17.30
Disponibile per eventi e cerimonie
Contatti: Telefono 0523-975171/ Fax 0523-325667/ e-mail Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
www.castellodiagazzano.com

Fonti

pcturismo.liberta.it - it.wikipedia.org - www.castellodiagazzano.com
Foto di Andrea Solari (www.preboggion.it) - wunnish.altervista.org - www.mondimedievali.net - www.castellodiagazzano.com - www.emiliaromagna/beniculturali.it - Marco Gallione (www.altavaltrebbia.net) - Giacomo Turco (giames78.blogspot.it)

Ultimo aggiornamento Mercoledì 04 Novembre 2020 16:53
 

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