Castello di Boffalora PDF Stampa E-mail
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I castelli della Val Trebbia e delle 4 Province - Val Luretta
Scritto da Marco Gallione   
Giovedì 13 Settembre 2012 15:32

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Dove si trova

Il castello di Boffalora é situato nel territorio comunale di Agazzano, su un rilievo fra le valli del Luretta e del Tidone.
Dista circa 30 km da Piacenza ed è raggiungibile dalla strada provinciale che da Agazzano conduce a Pianello Val Tidone.

Il castello

L’edificio ha pianta rettangolare con cinque torri in pietra e laterizio, elegantemente terminate da un "apparato a sporgere" realizzato in mattoni e sorretto da mensole con beccatelli e merlature, elemento tipico dell'architettura fortificata quattrocentesca. La torre d'ingresso, o mastio, al centro del lato nord-ovest, è caratterizzata dalla presenza di una altana. Le altre quattro torri agli angoli, diverse per forma e dimensione, donano al castello un aspetto e un impianto meno rigorosi, rispetto agli altri castelli della zona. Le torri del fronte settentrionale sono entrambe quadrate, ma quella ad occidente è di dimensioni maggiori rispetto all'altra, eccezionalmente esile. La torre a sud, a base rettangolare e con lato lungo parallelo al fronte di sud-est, è priva degli sporti che terminano le precedenti, ma conserva le tracce di finestre arcuate attualmente murate. L'ultima torre, ad oriente, ha forma slanciata, simile a quella che assumeranno i bastioni alla fine del XIX secolo. Il fortilizio, realizzato in ciottoli ad eccezione degli sporti delle torri fatti in mattoni, presenta una discreta altezza d'inclinazione tardo-medioevale, sulla quale fu in parte inserita l'innovazione della difesa piombante. 
Nel castello di Boffalora fu inserito uno scalone di accesso agli ambienti del piano nobile e fu modificato il cortile interno, con la realizzazione del portico al piano terreno e della loggia al piano superiore di aspetto settecentesco, entrambi a tre fornici.
Interessanti i grandi saloni del primo piano, con soffitto a cassettoni e la scalinata con la volta affrescata a motivi policromi
L'assetto residenziale è databile tra il XVI e il XVII secolo ed è  dovuto alle due famiglie dei Rustici e dei Barattieri.
Le trasformazioni non hanno inciso nell'aspetto esterno del castello di Boffalora, che costituisce anche una componente paesistica di notevole rilievo.

Cenni storici

La storia di questo castello è stata tormentata, molti i passaggi di mano condizionati da fatti di sangue, truffe ed estinzioni delle famiglie per mancanza di eredi. Nel 1412 ne era proprietaria la famiglia Arcelli (cui si deve molto probabilmente la prima costruzione) che lo passò al ricchissimo Girardo Rustici, assassinato nelle sue stanze per rapina il 13 luglio 1555. Nonostante il tragico fatto, la famiglia Rustici lo resse fino al 1633, quando passò ai Barattieri. Nel 1672 i feudi furono ceduti ai fratelli Felice e Pierfrancesco Bonvini, famiglia mercantile di spezie, droghe e tessuti. Nel 1699 sia il feudo sia il fortilizio furono avocati dalla Ducale Camera che successivamente (1700) li cedette al marchese Francesco Casati e a suo figlio Bartolomeo. Questa signoria durò pochi anni. Infatti nel 1704 Bartolomeo Casati fu accusato di gravissimi reati e perdette tutti i beni. Tra l'altro venne incolpato di aver fatto battere moneta ad una lega carente; di aver rimodernato il castello di Boffalora usufruendo dell'opera forzata dei contadini; di averlo arredato riccamente con mobili della reggia, da lui in precedenza svenduti (avvalendosi della carica di maggiordomo del duca Francesco Farnese) e di averli poi ricomprati di nascosto, a basso prezzo. Il Casati sfuggì alla cattura rifugiandosi nella chiesa di S. Vincenzo in Piacenza. Fu condannato a versare all'erario, nel termine di dieci anni, la notevole somma di 12mila doppie. Nel 1773 il castello ospitò Maria Amalia di Borbone, moglie di don Ferdinando e, a ricordo del fatto, venne murata sopra la porta d'ingresso del fortilizio una lapide in marmo con le parole "Castrum hoc Boffalorae coeli temperie loci amoenitate aedium amplitudine elegantia et comoditate iam satis commentadatum Maria Amalia Augusta, ospite quarto nonas septembris". Nel 1802 i proprietari erano i fratelli Carlo e Alemanno Tredicini. Alemanno nel 1812 vendette il castello a Genesio Scarani che lo tenne per solo 9 anni: nel 1821 lo passò alla famiglia Radini-Tedeschi che lo tennero fino al 1950, anno in cui venne acquistato dalla famiglia Anguissola-Scotti.
Dal 1995 appartiene a un membro della famiglia Brichetto Orsi, tuttora proprietario.

Informazioni turistiche

L'edificio è visitabile solo dall'esterno

Fonti

castelliere.blogspot.it - www.emiliaromagna.beniculturali.it
Foto di Andrea Solari  - (www.preboggion.it) - www.emiliaromagna.beniculturali.it - Marco Gallione – (www.altavaltrebbia.net)

Ultimo aggiornamento Lunedì 09 Novembre 2020 09:33
 

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