Rocca viscontea di Castell'Arquato PDF Stampa E-mail
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I castelli della Val Trebbia e delle 4 Province - Val d'Arda
Scritto da Marco Gallione   
Mercoledì 07 Novembre 2012 12:07

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Dove si trova

Castell'Arquato è capoluogo di comune nella provincia di Piacenza, dalla quale dista circa 29 km.

Il castello e la rocca viscontea

Castell’Arquato è uno dei borghi meglio conservati dell’Appennino piacentino.
All’interno di questo il visitatore può avere infatti un’autentica prospettiva della società medievale, rappresentata tutta nella piazza centrale, in cui si trovano gli edifici del palazzo comunale, la rocca e la splendida basilica, (ben nota per essere stata set cinematografico di film famosi come “Lady Hawke”) proprio a rappresentare i poteri municipali, religiosi e militari.
Quest’ultimo, ben rappresentato dall’imponente rocca, con un effetto sky-line unico e di grande impatto paesaggistico, oltre che di ottimo valore difensivo.
La rocca fu costruita dal comune di Piacenza nel 1343, e quindi rinforzata dai Visconti poco tempo dopo.
Fortuna rara, questa struttura medievale non ha subito successivi rimaneggiamenti, e così si è potuta conservare nella sua forma originaria.
Il gioco di volumi è svolto magnificamente dai numerosi corpi di fabbrica, slanciati verso l’alto a cominciare dalla grande torre centrale, il tutto accentuato dal pendio naturale dei colli piacentini, là dove una volta, in epoche remote, c’era il mare.
Realizzata su fondazioni precedenti, era la sede della guarnigione militare ed è costituita da un impianto planimetrico quadrangolare con quattro torri quadrate poste ai vertici e circondata da un fossato solcato da due ingressi;accanto vi domina il mastio.
La torre principale non è a caso l' unica articolata su quattro lati, a differenza delle altre "a scudo", ossia su tre lati per permettere il controllo della guarnigione. 

Cenni storici

Castell'Arquato, anticamente centro castellano bizantino, è costruito su un castrum romano posto sul limes della dominazione longobarda. E' citato nei documenti come Castelquadrato, Castell'Alquadro e Castell'Arquadro, toponimi che nel tardo Medioevo indicavano la pianta a forma quadrangolare dell'insediamento militare.  L'enorme importanza strategica, della fortezza, arroccata su una collina allo sbocco della Val d'Arda, lungo la strada che dalla pianura padana conduceva verso la Lunigiana e la Toscana, rese la località oggetto di continue contese.
Le prime notizie del luogo risalgono al 789, anno in cui il territorio circostante fu donato dal nobile Magno al Vescovo di Piacenza. Da quel momento, il borgo rimase sotto il governo della Mensa vescovile fino al 1220, quando fu dato in affitto al Comune. A partire dal 1322, in pochi anni, fu dei Visconti, poi del Comune di Piacenza e di nuovo dei Visconti che innalzarono le prime mura fortificate, di cui rimane la "Porta di Sasso", e avviarono la costruzione del fortilizio. Un interessante documento, conservato all'Archivio Comunale di Piacenza, datato 14 luglio 1342, riporta gli accordi ed i prezzi convenuti fra il podestà Ottone Burro e i maestri da muro e da legno per l'esecuzione dei lavori diretti dall'ingegnere Obertino Dimezzano. Dall'inizio del Quattrocento ricominciò per Castell'Arquato l'alternanza di potere: nel 1404 Francesco e Giovanni Scotti si impadronirono della rocca; nel 1416, tornarono i Visconti; poi governarono uomini d'armi. Nel 1466, entrarono gli Sforza che vi rimasero fino al 1707, quando fu inglobata nel ducato di Parma e Piacenza.

Informazioni turistiche

La rocca, che ancora si presenta conservata nella sua immagine di cortile-recinto, ora ospita il museo di vita medioevale, con esposizioni multimediali ed interattive al altro valore didattico, ideale per le gite scolastiche.
Da ricordare, per una visita nel borgo, il palazzo pretorio, realizzato a fine Duecento e rimaneggiato nel Quattrocento, e la chiesa di Santa Maria Assunta, di epoca romanica, consacrata nel 1122.
Da visitare, inoltre, il museo della collegiata, che ospita un prezioso patrimonio di oggetti sacri e sculture, e il museo geologico, in cui si possono scoprire le radici di questa terra attraverso i fossili e le ricostruzioni.

Fonti

Elisa Delgrosso - www.valtaro.it - www.emiliaromagna.beniculturali.it
Foto di Marco Gallione (www.altavaltrebbia.net) -Andrea Solari (www.preboggion.it) - Monika Rossi (www.panoramio.com/user/3895589) - Giacomo Turco (giames78.blogspot.it)

Ultimo aggiornamento Lunedì 09 Novembre 2020 10:15
 

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