Castello di Zena PDF Stampa E-mail
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I castelli della Val Trebbia e delle 4 Province - Val Chero
Scritto da Marco Gallione   
Mercoledì 24 Ottobre 2012 09:40

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Dove si trova

Il castello di Zena è situato nell’omonima frazione, in Comune di Carpaneto Piacentino (PC), dal quale dista circa 4 km., nell’area pianeggiante compresa fra la via Emilia (ss.9) e le prime colline dell’Appennino, che unisce l’Emilia alla Toscana ed alla Liguria.
L’indirizzo esatto è Strada prov.le di Zena, n.80, 29013 Carpaneto Piacentino (PC).
Zena dista da Piacenza circa 20 km ed è facilmente raggiungibile sia da sud, dal casello della A1 di Fiorenzuola (circa 15 km.), sia da nord dal casello della A1 di Piacenza Sud (circa 18 km.).
Se si arriva in treno la stazione più vicina è quella di Fiorenzuola, ma la più servita è quella di Piacenza, entrambe sulla linea Milano-Bologna.
Se si arriva in aereo l’aeroporto più vicino è quello di Parma, ma anche lo scalo milanese di Linate dista non più di 60 Km.

Il castello

I sei edifici che compongono il compendio del castello di Zena hanno diversa origine e sono stati destinati nel tempo a funzioni diverse. L’edificio principale, il vero e proprio castello, è il più antico e più consistente.
Davanti a questo, collocati simmetricamente, abbiamo la Ferraria, con uno stallino, probabilmente destinato in origine a servizi per l’attività agricola, e Casa Scotti, con una casetta di servizio, con tutta probabilità destinato a residenza secondaria.
Sul retro del castello è collocato l’ultimo edificio, un vecchio mulino, ancora dotato dei suoi apparati tecnici.
Il corpo centrale, il vero e proprio castello, è a pianta quadrata, privo di un lato (evidentemente distrutto), con una corte interna e circondato da un vallo corrispondente all’antico fossato.
Il castello ha un piano seminterrato (370 mq.), due piani (700 mq. ciascuno) ed un sottotetto (700 mq. di cui 225 mq. non praticabili)., per una superficie complessiva netta di 2.470 mq.
Diversi interventi di restauro in passato hanno consentito l’uso dell’intero castello, il quale ospita, fra l’altro, arredi, suppellettili e opere d’arte di varie epoche.
 

Cenni storici

Non si conosce la data della fondazione del castello di Zena, benché sia probabile che parti della cantina risalgano all’epoca romana.
Le prime notizie sulle sue vicende storiche risalgono al XIII secolo e da allora esso è passato attraverso molti avvenimenti e diverse proprietà, fino a quella attuale (famiglia Perotti), che risale alla metà dell’800.
Gli ultimi parziali interventi di restauro vengono realizzati all’inizio degli anni ‘70, dopodiché si giunge all’attuale progetto di riuso generale, avviato, per conto della proprietà, dalla società VIVECA Srl.
Le prime notizie relative alle vicende storiche del castello di Zena, sulle quali sono imminenti nuovi approfondimenti (documenti d’archivio e cronache piacentine), risalgono al 1216.
In questo anno risulta che, durante una marcia di avvicinamento a Pontenure, fanti e cavalieri distrussero il castello o parte di esso.
A questo fatto potrebbe essere ricondotto il ritrovamento in alcuni ambienti di affreschi bruciati risalenti a quel periodo.
Si ha poi notizia di una guerra condotta dalla Chiesa contro i Visconti nel 1373, anno in cui il castello venne conquistato da Francesco Confalonieri.
Costui scacciò il precedente proprietario Leonardo Dolzani, al quale era stato donato dal Duca di Milano.
Altri riferimenti certi sono il 1494, quando, dopo altri cambiamenti di proprietà, il castello fu acquistato da Francesco Sforza di Santa Fiora, ed il 1531, quando divenne residenza di Costanza del Carretto (Madama la Grande), vedova di Galeazzo Sanseverino.
Da lei il maniero passò al nipote Gilberto Sanvitale, il quale, come ricordano documenti d’archivio, vi entrò “levando e abasciando il ponte levatoio e la ponticella di detto castello, aprendo e chiudendo le porte del fortilizio stesso e camminando in esso”.
Il ponte levatoio fu poi sostituito con un manufatto fisso e sostenuto da arcate alla fine del ‘700.
Nel 1702 il duca Francesco Farnese donò il feudo di Zena ai fratelli Pier Francesco e Giuseppe Anviti.
Ciò avvenne perchè Pier Francesco aveva esercitato con competenza e fedeltà l’incarico di segretario presso diversi principi di Casa Farnese, seguendoli in diverse corti europee, mentre Giuseppe aveva magistralmente ordinato e diretto l’archivio pubblico e segreto della Camera Ducale.
L’ultimo maschio della famiglia Anviti fu il conte Luigi, colonnello dell’esercito di Carlo III di Borbone, che dopo l’annessione dei ducati di Parma e Piacenza allo Stato Piemontese fu arrestato, incarcerato e poi linciato dalla folla inferocita.
Fu un episodio terribile che suscitò l’ira di Massimo D’Azeglio, il quale ebbe dure parole nei confronti dei responsabili di questo delitto di Stato
Il castello passò alla famiglia degli attuali proprietari verso la metà dell’800, attraverso il parmigiano Luigi Allegri.
Gli ultimi interventi di restauro, curati dagli attuali proprietari, la famiglia Perotti, risalgono all’inizio degli anni Settanta.
 

Informazioni turistiche

Le caratteristiche del compendio del Castello di Zena suggeriscono la possibilità di destinare parte del complesso ad una serie di attività e di funzioni di grande rilievo culturale, sociale e comunicativo, rivolte ad un un’utenza molto ampia e diversificata.
Concretamente il Castello di Zena, già in passato sede di incontri letterari e di altre iniziative pregevoli (seminari, concerti, ecc.), si candida ad essere un centro di attività nel quale proposte tipiche in ambito culturale, quali mostre, incontri, spettacoli, si coniugano con un’attività di carattere formativo nei vari campi della tecnica e del sapere.
In tal modo il castello svolgerà anche una funzione di rappresentanza aziendale, sempre più importante per la ricaduta che essa ha sia in ambito pubblico che privato.
Inoltre l’attenzione strategica per le problematiche connesse alla rifunzionalizzazione degli edifici storici, alla quale corrisponde uno specifico progetto di ricerca (S.O.C.R.A.T.E.S.), può consentire alla struttura nel suo complesso di diventare una specifica vetrina su questi temi per professionisti, ricercatori ed imprese, intercettandone l’interesse sul terreno del confronto e della formazione.
La disponibilità di numerosi spazi da destinarsi alla ricettività (un albergo con una capienza di circa 50 posti letto in camere doppie o suites con servizi, collocato nei due edifici storici adiacenti al castello e in parte dell’ala est dello stesso castello, un ristorante per circa 100 coperti collocato nell’antico mulino, numerose sale e salette per incontri e iniziative, un giardino attrezzato di oltre due ettari, una piscina ed altre strutture collocate all’aperto, ecc.) consentiranno una permanenza confortevole e la realizzazione di iniziative stanziali, assegnando al Castello di Zena una sorta di ”valore aggiunto” rispetto a molti altri edifici del territorio.
In tale contesto costituisce un fattore fondamentale la disponibilità dell’attuale proprietà a percorrere una strada innovativa per la valorizzazione di un patrimonio, altrimenti destinato ad una utilizzazione ridotta e certamente sproporzionata rispetto alle sue potenzialità.
Nel novembre del 2005 l’azienda agricola prospiciente al castello di Zena è rientrata, dopo un lungo periodo di affittanza, nella disponibilità della proprietà Perotti, che ha optato per una conduzione diretta in forma societaria, nella prospettiva di una maggiore integrazione col contesto di edifici storici, soprattutto in riferimento al progetto di valorizzazione in atto.
Essa ha una superficie di circa 38 Ha, costeggia un tratto del torrente Riglio ed è dotata di tre edifici rurali, uno dei quali, la cascina, risale alla fine del diciottesimo secolo.
Nuove iniziative di carattere agricolo e zootecnico sono in corso di realizzazione.
VIVECA srl
Sede legale: via San Siro 17, 29100 Piacenza -| Sede operativa: Strada Provinciale di Zena 80, 29013 Carpaneto Piacentino (Pc)
Tel/Fax: 0523 851001 - Sito internet: www.castellodizena.it - E-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Fonti

www.castellodizena.it

Ultimo aggiornamento Lunedì 09 Novembre 2020 17:27
 

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