Il nome deriva dal greco "kastanon".
Il castagno è un albero caducifoglie, molto longevo
(fino a 1000 anni), che può raggiungere i 30 m di altezza
e i 6-8 di diametro del tronco.
Il castagno è di temperamento mesofilo, quindi intermedio,
sia nei confronti della temperatura che dell'umidità.
E' di rapido accrescimento e non ha particolare esigenze nei
confronti della luce essendo semisciafilo.
L'areale originario è difficile da ricostruire perchè
la pianta da tempi antichissimi è stato diffuso per
il frutto in molti paesi. Di origine orientale, allo stato
spontaneo si trova in una vasta area mediterranea dal Caucaso
alla penisola Iberica. In Italia il suo indigenato appare
molto probabile.
Fino a qualche decennio addietro la sua diffusione era assai
maggiore, in seguito è stato colpito da varie malattie
tra cui il mal dell'inchiostro ed il cancro corticale, quest'ultimo
particolarmente aggressivo e vero responsabile del degrado
dei castagneti, quindi del loro abbandono.
Fino ad una cinquantina d'anni fa il castagno era considerato
il perno dell'economia nelle zone montane, sia per l'alimentazione
umana e del bestiame e sia per i vari usi del suo legno e
del suo fogliame. Una pianta preziosa, dunque, che oggi però
stenta a ritrovare una destinazione produttiva. Solo in poche
zone d'Italia, infatti, il castagno è razionalmente
coltivato per suoi frutti.
Il legno, di lunga durata, è ricercato per fabbricare
mobili, doghe per botti, travature e soprattutto pali.
La produzione di legname da opera è un fatto locale
nelle zone a maggior vocazione, mentre il ceduo da paleria
resiste laddove c'è ancora richiesta per questo prodotto,
quasi completamente soppiantato con palerie di altro genere.
Mentre per le fustaie di castagno bisogna far riferimento
a quel che rimane degli antichi castagneti da frutto e non
si hanno dati certi sull'effettiva estensione territoriale,
per il ceduo il dato nazionale è attestato intorno
ai 375.000 ettari pari a circa il 10% del totale dei boschi
cedui.
Vedi le proprietà
terapeutiche del castagno nella sezione delle piante medicinali
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