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Restaurato l'organo della chiesa di San Bartolomeo in Casoni

Dopo un completo restauro l'organo della chiesa di Casoni ha riacquistato il suo suono originale, da anni perduto.
La sera del 23 Agosto, vigilia della festa del Santo Patrono Bartolo-meo Apostolo, lo strumento rimesso a nuovo è stato inaugurato con un concerto eseguito dal maestro Massimo Elice, alla presenza di un folto pubblico che ha riempito completamente la Chiesa.
Il programma comprendeva i seguenti brani:
Pachelbel: Corale e variazioni Werde munter, mein Gemute. - F. Feroci: Pro Offertorio. - L. Leo: Toccata per l'organo. - D. Zipoli: dalle Sonate d'intavolatura per Organo e Cimbalo-1716: Canzona in fa magg., all'Offer-torio, al Post Comunio. - B. Galuppi: Sonata in re magg. (Allegro-Andante- Allegro). - G.S. Mayer: Sinfonia del Maestro Simone Mayer. - G. Donizetti: Grande Offertorio. - V. Petroli: Versetti per il Gloria.
La loro stupenda esecuzione ha suscitato l'entusiasmo degli ascoltatori, sia per la bravura del Maestro che per la validità sonora dello strumento.
L'organo di Casoni restaurato
L'organo liturgico della Chiesa di Casoni, dedicata a S. Bartolomeo Apostolo, fu costruito dal celebre organaro Giuseppe Cavalli di Piacenza.
L'impianto fu montato in loco nel 1908. Già nella prima domenica di Luglio di quell'anno, cioè il giorno della festa di N.S. della Consolazione, i parrocchiani poterono udire le sue prime note, ma i lavori di completamento e messa a punto durarono sino alla fine dell'anno.
Il collaudo definitivo venne eseguitodalRev.mo Canonico Don Francesco Codebò, valente organista, il 21 Agosto dell'anno seguente.
La cantoria e la cassa dell'organo, di pregevole fattura in legno di pino rosso (pitch-pine), furono costruite ed assemblate contemporaneamente all'impianto dell'organo dai fratelli Cordano fu Antonio di Favale di Malvaro. Questo pregevole strumento, a costo di grandi sacrifici, fu voluto dai nostri antenati e dal parroco di allora Don Nicola Carboni che, durante la sua reggenza (1885-1912), promosse gran parte dei lavori di fìnitura e abbellimento della Chiesa.
L'organo richiedeva da anni un intervento straordinario di restauro. Questo è stato appena compiuto dal maestro Massimo Elice di Genova, esecutore del concerto, coadiuvato dal padre e da sua moglie, esperti organari.
Egli, oltre l'attività prettamente artistica, svolge opera volta a salvaguardare e restaurare gli antichi strumenti a tastiera esistenti sul territorio nazionale.
Il restauro è stato fatto sotto il controllo della Sovrintendenza ai Beni Artistici e Storici della Liguria. Al termine del concerto, il parroco Don Giuseppe Cavatorta ha espresso il suo compiacimento per il buon esito del restauro e ha ringraziato i fedeli che hanno generosamente contribuito al recupero del pregevole strumento.
G.F.

(Questo articolo è stato tratto dal N° 31 del 23/09/04 del settimanale "La Trebbia")

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