L'Alta Val Trebbia ligure
           Scoprite con noi l'incontaminata bellezza della nostra valle

           attraverso la sua storia, le immagini, i suoi paesi e le sue tradizioni
spacer
Curva
::Home
English version ::English version
::Forum
::La vostra Valle
::I comuni dell'Alta
Val Trebbia ligure
::Calendario eventi
La storia
::Cenni storici
::Gli stanziamenti cartaginesi in Alta Val Trebbia
::La Resistenza in Val Trebbia
Il territorio
::L'Alta Val Trebbia
::Geografia
::Geologia
::Il fiume Trebbia
::I corsi d'acqua
::Le rocce
::Il clima
::Il parco dell'Antola
::Il Sentiero Brugneto
Flora e fauna
::La flora
::La vegetazione
::I boschi
::Le piante medicinali
::La fauna
Prodotti tipici
::Prodotti tipici della Val Trebbia
::Le castagne
::I funghi
::La patata Quarantina
::I canestrelletti di Torriglia
::Museo di archeogastronomia di Montebruno
La Val Trebbia di ieri
La Val Trebbia di oggi
La Val Trebbia sulla stampa
Immagini
::Fotografie dell'Alta Val Trebbia ligure
::Fotografie della Val Trebbia piacentina
::Val Trebbia in bianco e nero
::Il presepe di Pentema
::La fioritura dei narcisi al Pian della Cavalla
::Foto panoramiche
::La Val Trebbia dal satellite
::Architettura delle vecchie costruzioni in Val Trebbia

::Trekking in Val Trebbia


::Itinerari in mountain bike

::Poesie sulla Val Trebbia

::Indirizzi utili

::La biblioteca della Comunità Montana Alta Val Trebbia

::Pubblicazioni sulla Val Trebbia

::Siti internet sulla Val Trebbia

::Siti internet sulla Liguria

::Siti internet turistici e di paesi e borghi italiani

::Disclaimer

Gli stanziamenti cartaginesi in Alta Val Trebbia

Discorso semi-storico con beneficio d'inventario

Le montagne fra il Trebbia e lo Scrivia videro il passaggio di Annibale e del suo esercito. Sebbene in queste occasioni storia e leggenda spesso si confondano, e vi siano contrastanti versioni sugli itinerari seguiti dai Cartaginesi e sui luoghi in cui si soffermarono più a lungo, i riferimenti certo non mancano. Inoltre alcuni ritrovamenti sono suggestivi e lasciano spazio alla fantasia.
In Alta Val Trebbia vi sono alcune località i cui nomi presentano un notevole parallelismo con toponimi cartaginesi: così a Cartisegna, fa riscontro Cartagine; a Zerba l'isola di Djerba, nel Golfo di Gabes, di fronte alle rovine di Cartagine; al Monte Penice il nome latino dei cartaginesi: "phoenices" ossia fenici.
Si può anche ricordare che Annibale apparteneva alla famiglia Barca, ed abbiamo il villaggio di Barchi, e che, etimologicamente, Carpeneto significa "casa dei cartaginesi" (da car=casa, villaggio e phoenices=cartaginesi).
La leggenda tramanda che Annibale si fosse spinto fin sulla cima del Monte Lesima per decidere la via da far prendere al suo esercito nell'attraversare gli Appennini. Scivolando sui fianchi ripidi del Lesima si sarebbe ferito ad una mano; dalla frase "lesae manus" deriverebbe il nome del monte.
Ad ulteriore testimonianza di queste antiche leggende, va notato che una vecchia carta degli Stati Sardi distingue la mulattiera di cresta del Passo del Brallo a Cima Colletta, che proseguiva fino al paese di Pey, con il nome di "strada di Annibale".
Queste analogie, anche se possono far riflettere, non bastano da sole a giustificare l'affermazione che i cartaginesi abbiano avuto degli stanziamenti nella zona, ma la storia ci permette di trovare argomenti per ampliare il discorso.
Nel 213 a.C., vi fu, in Alta Val Trebbia, una battaglia campale tra i cartaginesi di Annibale e le legioni romane dei consoli Sempronio e Scipione; l'esatta località dello scontro non è determinabile poichè la descrizione del terreno, tanto in Livio che in Polibio, è adattabile a più di una località.
Può forse aiutare la considerazione che esiste un passo di Oramala (cioè ora infausta, a causa della sconfitta romana): ma in questo caso, davvero, la storia non si può fare con i toponimi. Non è comunque determinante, per noi, stabilire che lo scontro sia avvenuto in una località piuttosto che in un'altra: ciò che può interessare sono le conseguenze della battaglia.
I vincitori cartaginesi lasciarono, certamente, delle guarnigioni nella zona, sia per difendere i territori conquistati, sia per permettere ai feriti, e feriti ve ne furono di certo in uno scontro che impegnò circa 45.000 uomini, di ristabilirsi.
I montanari liguri, da poco sottomessi a Roma (non bisogna dimenticare che Genova divenne città romana solo dopo la distruzione di Magone nel 211), non videro certo di malanimo i vincitori dei loro "padroni", ma anzi è presumibile che legassero subito con i nuovi conquistatori.
Si può dunque ipotizzare che i cartaginesi feriti di guarnigione, si siano stanziati nelle zone, fondando villaggi e fondendosi con le popolazioni locali.
Si spiegano così le analogie toponomastiche, si spiega anche il ritrovamento ad Arpe di una moneta cartaginese piuttosto rara, uno sciclo.
Naturalmente quanto sopra esposto ha valore unicamente come ipotesi; tuttavia toponimi, ritrovamenti e perchè no?, anche la tradizione popolare che parla di Annibale nelle zone sono fattori che, non contrastando con i dati storici, anzi collimandovi, possono anche aprire qualche prospettiva d'indagine.

StampaStampa questa pagina