È nato a
Torriglia
il tavolo di lavoro del "progetto Brugneto" con
l'obiettivo di creare un piano integrato di fruizione turistica
del lago artificiale, dove è prevista tra l'altro la
costituzione di un "museo dell'acqua", accanto al
grande sbarramento artificiale collocato ai piedi dell'Antola.
Proprio il
parco dell'Antola ha promosso
l'iniziativa di avvicinamento, con un incontro nella sede
scientifica della Torriglietta (anticipato l'ottobre scorso
nel convegno "Brugneto, una risorsa per la città
e l'entroterra") tra gli enti coinvolti che sono innumerevoli,
circa una dozzina, e vanno da piccoli comuni come Propata
e Rondanina, all'Università di Genova, alla fondazione
Amga e la società Genova Acque che gestisce l'invaso
del Brugneto.
Si tratta di uno specchio d'acqua potabile tenuto tradizionalmente
in disparte dai circuiti turistici, in cui da alcune stagioni
il parco sta cercando di attivare una politica di promozione.
Prima con la costruzione del sentiero escursionistico ad anello
di tredici chilometri, poi con le proposte di navigabilità
(che però si sono scontrate con il no della società
Genova Acque) e di museo. «L'idea di creare un museo
dell'acqua - spiega Roberto Costa, il presidente del parco
- mi sembra che veda tutti molto favorevoli, perché
al Brugneto abbiamo la coincidenza tra la fonte naturale della
risorsa e il suo sfruttamento tecnologico, per giunta in un
luogo di interesse comunitario e in area parco. Quindi è
il contesto idoneo a creare una struttura museale che consenta
di conoscere il ciclo dell'acqua in tutte le sue sfumature
e in uno sfondo di grande interesse».
Non è tutto. «C'è da aggiungere - conclude
Costa - che la realizzazione del museo può portarsi
dietro, in una seconda fase, l'operazione navigabilità,
sulla quale nel convegno dello scorso ottobre Genova acque
aveva messo un freno per evedenti motivi di cautela. Così
potrebbe essere la stessa società a gestire l'insieme,
con i richiesti margini di sicurezza e il ritorno di immagine».
A quanto pare i partner credono a questa impostazione e ora
l'obbiettivo del tavolo è di agganciare l'idea museo
dell'acqua ad un progetto integrato che abbia per oggetto
la gestione turistica complessiva del lago artificiale.
Quindi ci sono altre opere da mettere in cantiere. Ad esempio,
il restauro di due ponti medievali vicino al lago e la costruzione
di un ponte sospeso lungo gli itinerari naturalistici fluviali
e lacustri punteggiati di aree di avvistamento del daino,
del lupo e del cinghiale. Inoltre si pensa alla ristrutturazione
di vecchi edifici, nelle frazioni case Albora e Rettezzo,
a uso foresteria per ospitare scolaresche e gruppi associativi.
Lodovico Prati
(Questo articolo è stato tratto da Il Secolo XIX del
09/02/06)
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