L'Alta Val Trebbia ligure
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Riapre a Montebruno un ristorante storico

Le sei sorelle
Le sei sorelle
L'esterno della trattoria
L'esterno della trattoria
Dolce della trattoria
Dolce della trattoria






Affollamento nel locale
Affollamento nel locale





Preparazione dei piatti in cucina
Preparazione dei piatti in cucina






Il ben fornito bar della trattoria
Il ben fornito bar della trattoria






Le galline della trattoria
Le galline della trattoria






Musica nel locale
Musica nel locale


Sei sorelle e il patrimonio gastronomico valligiano:
l'antica trattoria Canessa diventa Birreria 99


Chi conosce bene Montebruno, piccolo e pittoresco paese sulle alture della Val Trebbia, tra Genova e Piacenza, sa che quel ristorante sulla strada che attraversa il borgo (un tratto dell’antichissima Via del Sale) c’è da secoli. E i ricordi degli anziani parlano della mitica trattoria Canessa, attiva dai racconti dei nonni fin dall’Ottocento. Ora, i muri storici riprendono ad ospitare un piccolo tempio del mangiar bene grazie all’iniziativa di sei sorelle, originarie di Montebruno,  che dopo aver lasciato il paesello per studiare e lavorare a Genova, si sono rimboccate le maniche e sono tornate “in patria”, lanciando il ristorante “Birreria 99” (sulle ceneri del defunto Canessa) che è stato recentemente inaugurato, con una grande festa a cui ha partecipato tutto il paese, in via G. Barbieri 76. E sono orientate a farne un piccolo “cult” tra i buongustai in cerca di sapori genuini, ricette tradizionali, materie prime rigorosamente di vallata e riscoperta di antichi piatti tramandati da madre in figlia. Loro sono le sorelle Garbarino: in ordine di età, Stefania, 41 anni, le gemelle Silvia e Rossella, 39, Barbara, 37, Giulia 34, Marcella, 31. Tutte dichiarate abili e arruolate nella gestione del ristorante dalla vulcanica Giulia, la “mente” del compattissimo gruppetto, che già gestiva da 8 anni, a pochi passi dal ristorante appena inaugurato, un pub-birreria sempre affollatissimo. E che, forte del suo diploma all’istituto alberghiero e delle sue tante esperienze in vari locali di Liguria ed Emilia-Romagna, ha voluto lanciare questa sorta di impresa familiare., dove danno volentieri una mano anche mamma Jolanda, la capostipite, e zia Giuseppina, originarie di Rimini e di verace tradizione culinaria “Qui il ristorante c’è sempre stato – ricorda Giulia – la famosa trattoria Canessa la ricordiamo tutti, lavorava tantissimo. Poi ad agosto, con l’ennesimo cambio di gestione ha chiuso i battenti, e a me dispiaceva veder sparire così una tradizione secolare. Io le mie sorelle siamo nate qui, amiamo Montebruno, e siamo ritornate con grande entusiasmo”. La sala, per ora, può ospitare 50 posti nel locale bar, arredato in modo rustico e piacevole, con tavoli e sedie di legno e grande sobrietà. A breve (entro aprile) aprirà un’altra sala, da 60/70 posti, sempre nello stesso stile, con un grande forno a legna a vista e disegni con scene di caccia alle pareti. Ma l’asso nella manica delle sorelle Garbarino è decisamente la proposta gastronomica: “Questo è un punto di riferimento per i cacciatori, i pescatori, i cercatori di funghi – spiega Stefania, che fa l’avvocato ma qui viene volentieri a dare una mano nei week end – Montebruno si trova in una situazione geografica, in mezzo alla Statale 45, molto frequentata appunto da chi ha la passione per questo genere di hobby a contatto con la natura. E’ anche il crocevia di giovani che amano il rafting sulle correnti del Trebbia, e di molti motociclistici che transitano per la statale per andare ai loro raduni. A questa utenza, proponiamo quello che si aspettano: cacciagione in tutte le salse, trote prelibate del nostro fiume, funghi, primi piatti della tradizione, pane e dolci fatti in casa”. Le fa eco Barbara, lo chef “La stagionalità è l’elemento fondante di questo posto – spiega – e quindi a seconda del periodo le proposte variano. Il punto di forza sono i prodotti della nostra valle: le verdure del nostro orto, il miele e la marmellata fatte in casa, le prede che ci portano cacciatori e pescatori”. Sì, perché chi viene da queste parti a caccia e a pesca, può portare in cucina il frutto delle sue fatiche – sia lepre, fagiano o trota – e farselo cucinare in maniera impeccabile dalle sorelle Garbarino”. “Abbiamo anche il forno a legna – spiega orgogliosa Siliva, che insieme al marito di mestiere fa la boscaiola – e la legna è quella che io vado a tagliare nei boschi, che dà un profumo tutto particolare a pizze, focacce al formaggio e farinata”. A dare il tocco d’artista c’è anche un simpatico signore, in cucina: è Roberto Avanzino, torrigliese, che si definisce “consulente gastronomico” delle sei sorelle. “Qui si cerca – spiega – un momento di raccordo tra l’enogastronomia piacentina (il confine con Piacenza è a poche decine di chilometri) e quella ligure di montagna, e si recupera tutta la tradizione della sana, squisita cucina locale”. Presenti all’inaugurazione anche i rappresentanti di categoria dei pescatori, che qui saranno di casa, e un gruppo di ragazzi di Santo Stefano d’Aveto abilissimi con la fisarmonica: sono tre simpaticissimi ragazzi, che suonano per diletto e perché si divertono davvero, e si chiamano Michele Focacci, Maurizio Squero e Lucia Mazza. E dopo i brindisi (rigorosamente con Gutturnio doc) e gli assaggi di antipastini deliziosi, qualcuno si mette a ballare la mazurca. Anche questa, rigida e gioiosa tradizione locale.

INFO:
Ristorante “Birreria ‘99”, via G. Barbieri 76 - Montebruno
Tel. 340-2420233 oppure 338-1393799

In questo locale sarà anche possibile ritirare i tesserini segna-catture e acquistare i permessi per la pesca turistica e nelle zone no-kill.

Leggi l'articolo de Il Secolo XIX "Montebruno, un ristorante al paesino per sei sorelle"

Vai alla pagina :
Martedì 10 luglio 2007 - Inaugurato il forno a legna alla Birreria 99 di Montebruno

Parola d'ordine: qualità e tradizione

La ricerca gastronomica delle sorelle Garbarino e del loro valido collaboratore, Roberto Avanzino, parte da lontano, dalla riscoperta dei piatti della tradizione della Val Trebbia, e porta in tavola sapori, odori e colori che profumano di antico. Tra gli antipasti, ci sono le classicissime torte di verdura, l’insalata russa, le verdure ripiene (zucchine, cipolle, peperoni) rigorosamente degli orti di Montebruno,  e l’antica “bacioca”, una sorta di saporitissima frittata con abbondanza di uova, patate e formaggio. Tra i primi, molte offerte interessanti e tutte da riscoprire: accanto agli immancabili tagliolini al sugo di lepre e di cinghiale, ci sono i ravioli di trota conditi con un sugo di funghi in bianco,  i ravioli ripieni di pesto (una novità, per molti), i pansoti ripieni di erbe di campo al sugo di noci, gli gnocchi di castagne. Tra i secondi, cacciagione e trote in tutte le salse, il mitico e gigantesco fritto misto globale (con carne, ma anche con tutti i tipi di verdure, dal broccolo ai fagiolini, e poi formaggio, latte brusco e latte dolce). Specialità assoluta, l’arrosto alla genovese, che nuota sul piatto di portata in un sugo speciale, creato dal sugo dell’arrosto stesso legato con il rosso d’uovo: ne dicono mirabilia. Ottime anche le patate quarantine, altro prodotto tipico della valle, cucinate in padella con i funghi, e ovviamente funghi fritti, in tegame, a funghetto, e via deliziando. Buone le formaggette locali, da abbinare alla grande con il miele degli apicoltori di vallata e le marmellate fatte in casa, tra cui si spazia dai mirtilli alle mele, dalle more alle prugne, per finire alle castagne. Dolci casalinghi, tra cui una eccellente crostata alla marmellata e la torta di rose. Pane, pasta, focaccia e grissini sono rigorosamente fatti in casa, e il pane, soprattutto, offre diverse tentazioni, come gli splendidi panini alle olive o alle noci,  che sono come le ciliegie, uno tira l’altro. Tra i distillati, le grappe aromatizzate, profumatissime e a notevole gradazione alcolica. Carta dei vini con ottime proposte, e con grande tripudio del Gatturnio piacentino, il più richiesto. Ma non mancano buone etichette di vini piemontesi, rossi e bianchi, a partire da un ottimo Barbera.