Architettura delle vecchie costruzioni in Val Trebbia PDF Stampa E-mail
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Scritto da Marco Gallione   
Mercoledì 04 Marzo 2009 16:25
I borghi rurali che si ricollegano come origini al periodo medioevale, sono localizzati quasi esclusivamente sui versanti solatii della valle principale, o di quelle laterali minori, mentre gli insediamenti di fondo valle, per la limitata sezione del bacino e le scarse possibilità di sfruttamento agricolo del terreno, sono poco numerosi.
I fattori determinanti per la scelta dell'ubicazione degli insediamenti, sono stati unicamente i caratteri morfologici e climatici del territorio nel quale sono inseriti, i percorsi che li interessano, il soleggiamento e le possibilità di sfruttamento delle limitate aree pianeggianti, mentre sono quasi completamente assenti esigenze di carattere difensivo. Mancano infatti insediamenti di forma chiusa e compatta serrati, entro cinte murarie o borghi arroccati sui crinali come spesso troviamo nella vicinanza della costa o nell'immediato entroterra.
Cascinali della Val Trebbia
Le architetture rivelano le loro origini legate a una società esclusivamente agricola: non esistono passaggi coperti o collegamenti a ponte tra edifici che si fronteggiano lungo un percorso, dettati dalla necessità di passaggi sicuri tra cellule contigue, ma le strutture urbane, circondate da orti e da aree coltivate si aprono verso i campi determinando una solidarietà strutturale tra il nucleo abitato e l'area produttiva.
La morfologia degli insediamenti è a schema aperto o, più raramente lineare, nel qual caso segue il tracciato di una percorrenza storica , con cellule abitative allineate secondo uno sviluppo nastriforme lungo il percorso principale, come ritroviamo a Montebruno; negli insediamenti a schema aperto invece l'aggregazione più o meno vasta delle unità abitative unifamiliari, si attua senza uno schema prefissato, ma quasi sempre prospicente gli assi stradali, siano questi i principali o i secondari trasversali posti generalmente lungo le linee di massima pendenza del terreno (Alpe, Fascia, Propata, Bavastri).
I percorsi pianeggianti spesso si allargano a formare aie su cui si affacciano le abitazioni, i fienili e i locali per il deposito degli attrezzi, mentre lungo i percorsi trasversali scoscesi le cellule abitative si presentano contigue le une alle altre con muri in comune e colmi dei tetti posti in direzione parallela all'asse stradale.
L'edilizia rurale, nelle sue forme originali, si può ritrovare oggi solo nei borghi più decentrati e quindi di difficile accessibilità, ove esiste ancora una economia contadina che permetta lo sfruttamento delle strutture, siano queste agricole come stalle, fienili e cascine o più propriamente domestiche quali aie, essiccatoi, abitazioni, mantenendo vivo un ambiente che ha la sua ragione di essere solo in funzione della sua utilizzazione.
L'analisi delle principali percorrenze ha evidenziato come la popolazione sia concentrata in centri abitati o frazioni con case molto ravvicinate tra loro, e sia completamente assente il fenomeno delle case sparse in prossimità dei fondi coltivati. La casa rurale si presenta con forme differenziate a seconda del suo utilizzo: nei borghi possiamo trovare la casa isolata o quella aggregata ad altre abitazioni, il tipo con rustico sottostante o con stalla e cascina separati, tuttavia l'omogeneità dei materiali e degli elementi strutturali determinano l'unità formale dell'impianto nella continuità del tessuto urbano. L'architettura spontanea dei centri, pur influenzata da fattori topografici locali, ha la struttura tipica della casa di pendio con uno schema molto semplice, quasi elementare: l'impianto di base è rettangolare, con tetto a capanna e lo sviluppo in altezza è modesto e solo raramente si raggiungono i tre piani.
La muratura in pietra è a vista, essendo sconosciuto l'uso dell'intonaco, con conci squadrati nei parametri d'angolo e con pezzature irregolari nella muratura interna.
Le aperture, sempre molto ridotte, anche in relazione al clima rigido nel periodo invernale, sono poste in posizione simmetrica rispetto all'asse dell'edificio, l'architrave che le sovrasta come pure gli stipiti di porte e finestre, sono in pietra o in legno. Il piano terra, a seconda delle esigenze, è utilizzato come stalla con annesso deposito per paglia o fieno, o come magazzino per il grano, le patate o gli altri prodotti agricoli; a questo ambiente si accede mediante un criptoportico che sorregge le scale che conducono al piano superiore e sotto cui i contadini sostavano per riparare o depositare gli attrezzi. L'accesso alla parte sovrastante della casa, riservata esclusivamente ad abitazione della famiglia, avviene attraverso la scala esterna che termina con un terrazzo o più semplicemente con un ballatoio. La rampa, avente un andamento condizionato dalla pendenza del terreno, si presenta parallela o perpendicolare alla facciata o, più spesso, costituita da due rampe poste in posizione d'angolo. Negli insediamenti a quota più alta la terrazza assume la forma di un portico coperto per riparare l'ingresso dell'abitazione dalla pioggia e dalla neve; sotto queste logge spesso veniva sistemato il forno.
Lo schema distributivo interno è assai elementare e comune, con piccole varianti determinate dalle esigenze familiari, dalle condizioni climatiche e dalle diverse soluzioni adottate dalla popolazione per adeguarsi alle forme di economia, agli edifici di tutto il comprensorio.
Al primo piano troviamo un ambiente aperto direttamente sulla terrazza, con funzioni di disimpegno, e tre camere di uguale dimensione, prospicenti un corridoio centrale parallelo alla scala in legno a una sola rampa, molto ripida, che da accesso al piano superiore dove si trova la cucina, il locale adibito al deposito dei prodotti di uso domestico e la sala da pranzo.
Una ripida scaletta, spesso a pioli, porta alla soffitta e all'essiccatoio. La cucina posta al secondo piano assolve anche la funzione di riscaldare il sottotetto che molto spesso era adibito a essiccatoio per castagne, funghi o altri prodotti: in questi il soffitto, costituito da canne intrecciate, è lasciato senza altra rifinitura per potere permettere il passaggio del calore.
Il solaio è in legno, come tutta la struttura interna della casa, coperta con tetto formato da lastre di pietra sovrapposte e fermate da grosse pietre di forma e misura irregolare; gli edifici sono privi di servizi che venivano posti esternamente in piccoli locali situati in prossimità delle case stesse.
Quando la stalla è separata dall'abitazione, quest'ultima presenta la cucina al piano terra aperta direttamente sull'aia o sulla strada e la solita divisione interna simmetrica rispetto all'asse centrale costituito dalla sala.
La stalla spesso si affaccia col deposito degli attrezzi e il fienile sullo spiazzo retrostante l'abitazione e si articola su due piani: al piano terra, rivolto verso valle, troviamo il ricovero per gli animali e il deposito del fogliame al piano superiore il fienile a cui si accede mediante una scaletta in legno.
Frequenti sono le cascine e i casoni posti in prossimità dei pascoli o nei boschi per dare un immediato ricovero al fieno e alle foglie o, più raramente, agli animali.
Le cascine sono costruite completamente con materiale ligneo, mentre i casoni hanno pareti in pietra, si sviluppano su due piani, sono di dimensioni maggiori e di struttura più complessa.
Il tipo di cascina più comune è a pianta rettangolare con struttura portante in legno e tamponamento in rami intrecciati; la copertura è in paglia con tetto a due spioventi.
In tutto il comprensorio, ma principalmente nella valle del Brugneto, si trovano anche cascine che presentano una struttura molto interessante: l'impianto di base è sempre rettangolare, ma la parte posteriore, ampliandosi a formare una sorta di abside, assume una forma semiellittica; in qualche caso l'elemento curvo si trova nella parte anteriore, ma qui la parete rimane piana mentre l'elemento curvo del tetto si inserisce solo nella parte alta della falda in prossimità della linea di colmo.
La mancata utilizzazione, l'abbandono, sommati all'azione erosiva degli agenti atmosferici, hanno nella maggioranza dei casi fatto crollare il manto di copertura in paglia, mettendo a nudo la struttura portante in legno dalla forma estremamente interessante e complessa.
Attualmente solo poche persone anziane sono ancora capaci di lavorare il legno e la paglia seguendo il sistema e i metodi tradizionali, mentre le necessarie riparazioni vengono attuate utilizzando materiali estranei quali il cotto e la lamiera ondulata che deturpano irrimediabilmente le strutture originali.
Si va così lentamente perdendo una delle forme costruttive più semplici e caratteristche che ha le sue origini in tempi assai remoti.

(L'articolo è tratto dal libro "Liguria territorio e civiltà - Valle Trebbia" di Annamaria Facco Parodi - Sagep Editrice, Genova - 1977)

Vedi le immagini delle vecchie costruzioni in Val Trebbia

Ultimo aggiornamento Mercoledì 04 Marzo 2009 16:38
 

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