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Alpe, un affettuoso
ricordo per Raffaele Armanini "Maffì" |
Pur a distanza di tempo anche noi vogliamo
ricordare il simpatico "Maffì" con le parole
dell'amico Giampiero Zanardi.
A pensarci bene sembra che il tempo non sia davvero passato.
A pensarci bene l'inverno è già alle porte senza
canti di sirene e roboanti clamori. A pensarci bene pare proprio
che visi e voci familiari non abbiano mai smesso di respirare
la nostra aria di ogni giorno.
Eppure, nel mese di dicembre, mese spia dell' inequivo¬cabile
fine di un altro anno, un altro viso noto e da tutti amato,
ha lasciato per sempre Alpe e la vita terrena. La moglie Caterina
non è la sola vedova, le figlie Patrizia e Andreina
e le nipoti non sono le sole donne ad aver perso un grande
affetto: tutti noi Alpesi abbiamo perso un consorte, un parente,
un famigliare caro e sincero, ricco di una grande umiltà
e sorprendente nel farsi amare.
Farsi voler bene non è prerogativa di tutti, farsi
amare davvero è cosa di pochi e il nostro caro Raffaele
Armanini, noto a tutti come "Maffì" è
riuscito in questa impresa. Alpe sempre nel cuore e nei suoi
pensieri, l'antico mulino, retaggio di paterna scia, sangue
che non ha mai smesso di scorrere nelle sue vene, la farina
frutto della fatica e del sudore, la sola polvere bianca miracolosa
e vera, che non ha mai cessato di beatificarne l'anima. Non
ultima la famiglia, unico e vero punto di partenza e d'arrivo
di una vita vissuta sotto il segno di Cristo.
Ti salutiamo così con un ricordo fatto di simpatia
e di nostalgia, con un velo di tristezza ma con tanta cristiana
speranza. Ti salutiamo mentre le pale del tuo antico mulino
girano nel nostro immaginario sotto la spinta impetuosa dell'acqua.
La vita terrena ha segnato il suo arrivo, la vita eterna sull'onda
della forza e della spinta dell'acqua continua e continuerà
a far girare all'infinito le pale del mulino dei ricordi.
Alpe come una sposa innamorata e gelosa, dall'alto vigilerà
sorniona e sorridente... Nei nostri cuori la speranza che,
dal cielo, tu possa sussurrare a nostro Signore di amare come
un figlio ultimogenito e più coccolato questo nostro
paese, i suoi abitanti e tutti noi valtrebbini.
Giampiero Zanardi
(Questo articolo è stato tratto dal N° 21 del 05/06/08
del settimanale "La Trebbia")
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