Si possono definire lo zoccolo duro: sono pochi ed irriducibili, sono senza paura e senza remore, sono uomini e donne che vivono in simbiosi costante con la nostra Valle tutte le stagioni dell'anno. Sono la porta aperta e la luce che illumina la notte buia, sono il calore della stufa accesa e il bicchiere di vino per l'ospite capitato a sorpresa, sono la vita e la storia della nostra terra. Sono quelli che non mollano mai, sono quelli che senza troppo apparire non mancano mai, sono la mano tesa e l'abbraccio che rinfranca, sono l'amicizia e la solidarietà, l'aiuto inaspettato e la presenza certa.
Potrei stilarne un elenco dettagliato e rifarli tutti senza indugio, potrei descriverli con precisione come fossero tante figurine di una raccolta rara, potrei tutto e forse di più, ma non potrei farne senza. Sono uomini e donne che vivono con impegno e serietà i feriali cittadini, sono uomini e donne che tornano a celebrare i festivi nei nostri amati paesi sui monti, sono esseri umani che hanno nelle vene e nel cuore la linfa vitale che solo la terra natia riesce a dare. Uno dei tanti, forse quello più conosciuto, uno dei più amati, uno che ha fatto della sua vita un binomio tra la nostra Chiesa e i suoi compaesani, uno che c'è sempre. Giovanni Piattarelli, meglio conosciuto come "Reseghin", per richiamare la sua arte di falegname di livello ben sopra la media, uno che mai ha tirato indietro la sua mano, uno che è nel cuore di chi respira e vive il paese di Alpe. Inutile chiamarlo perchè lui è già presente, inutile gridare
perché lui non manca al silenzioso richiamo che solo il cuore e l'attenzione verso gli altri sono capaci di dare. La capacità di ascoltare e presenziare ai bisogni dei nostri simili è un sesto senso che nessuna laurea può regalare, la disponibilità e il piacere di tendere la mano sono doni che i nostri monti e la nostra cultura contadina sanno regalare a pochi. Una pialla ed un martello conosciuti da bambino in un'antica bottega di Ottone negli anni cinquanta hanno forgiato un falegname coi fiocchi, una pialla ed un martello negli anni nostri sono ancora il simbolo di un uomo che per capacità e disponibilità non è secondo a nessuno. L'amico Giovanni, il nostro amico "Reseghin", si può davvero definire parte dello zoccolo duro della nostra Valle; l'amico Piattarelli, uomo della nostra terra, è soltanto un uomo dal grande cuore. Nei segreti meandri del suo cuore la passione per la fisarmonica, nelle segrete stanze della sua casa di Alpe l'amica di Stradella custodita come un tesoro d'altri tempi avrà nel tempo a venire il suo più ampio respiro. La destrezza nell'uso della pialla diventerà la maestria nell'uso della tastiera perché le cose sognate ed amate, le cose fatte con il cuore, riescono sempre a venire alla luce. Da bambino avevi un sogno, da uomo riuscirai a realizzarlo. Solo chi ha la capacità di sognare ha qualcosa da regalare ai suoi simili. Tu, caro amico, questo lo sai fare ogni giorno e lo fai sempre con il cuore. Per noi di Alpe, può esistere qualcosa di più prezioso?
Giampiero Zanardi
(Questo articolo è stato tratto dal N° 14 del 17/04/08
del settimanale "La Trebbia")
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