Il campo verde prima terreno di battaglia ora palcoscenico
per i vincitori si accosta bene al campo di terra e sabbia che
incorona il miglior bocciatore, la miglior coppia nel gioco delle
carte riceve i giusti onori da un’agguerrita ciurma di giocatori
bruciati nelle prime tappe di tornei che hanno visto ancora una
volta una selva di partecipanti: finisce sempre nell’alto
di un podio, l’estiva e sana competizione dei nostri conterranei
vogliosi di vivere l’estate.
Con il solito rituale e con novizi e stagionati Valtrebbini, quando
arriva il momento delle medaglie arriva anche il segnale del tempo
che sigilla la fine del mese di Agosto: mese ricco e prolifico,
mese in cui la Valle offre il meglio di se stessa, mese del riposo
e delle pazzie, mese delle cene all’aria aperta e delle orchestrine
che intonano il lasciamoci un po’ andare.
Festeggi la vittoria o la semplice partecipazione e già ti
accorgi che il sole, questa estate una vera chimera, ha attenuato
la sua luce e le giornate danno segni di cedimento: festeggia il
bosco regalando i suoi frutti migliori ed ambiti, a centinaia di
acerrimi funaioli, che, fanno a gara nel riempirne ceste e mostrarne
poi nelle aie il trofeo tagliato e ripulito, pronto per ricevere
dalla luce e dai raggi del sole il tagliando dell’essiccazione.
Fungaioli come cacciatori, una gara all’ultima preda e forse
anche all’ennesima bugia, fungaioli pronti alla tortura pur
di non rivelare percorsi fruttiferi, fungaioli nemici e misteriosi
di giorno, pronti a regalarti il miglior ingrediente per il sugo
di sera; ma il giorno dopo si ricomincia e riprendono i misteri
con uscite mattutine nell’oscurità per non lasciare
tracce e seminare eventuali invidiosi concorrenti.
E mentre già scalpitano i cani ed i cacciatori lucidano
gli arnesi per il loro agognato round, mi preparo a sentirne raccontare
di belle anche se sono certo, che, come sempre, nel tempo a venire,
un bicchiere di vino svelerà la santa verità…
Un estate funestata dal tempo inclemente, ma un estate viva e solida
che ha visto Gorreto celebrare con polenta e cinghiale l’impegno
ed il presidio che i volontari del soccorso sanno garantire, un
estate in cui gli amici di Fontanarossa tengono alto il tono con
l’accorta, sapiente e capace regia dell’amico Marco
Gallione, vero fulcro della manifestazione celebrativa della Valle
di ieri e di oggi.
Fontanarossa, che, accompagnata dalle note soavi e d’altri tempi
lanciate dalla “Rionda”non dimentica la solidarietà e l’Associazione
Gigi Ghirotti, non si scorda di Rovegno e della sua Casa di Riposo Felice Conio,
proponendosi audacemente, e poi giustamente gratificata, in nuove iniziative
di carattere culturale.
Il nuovo che avanza è anche esplorare nuovi percorsi: anche
in queste nuove iniziative i fatti hanno dimostrato che il Valtrebbino
valorizza tutto ciò che è spontaneo e ricco di contenuto,
l’uomo della Valle danza e cerca funghi, sorride e non disdegna
il sano bicchiere di vino, caccia il cinghiale e la lepre ma riesce,
poi, nella quiete della sera, ad ascoltare e leggere racconti
e poesie.
Poliedrico e curioso, arguto e spontaneo, ribelle e riflessivo,
l’uomo della nostra terra vive il suo tempo con totale ardore
e frenesia rifiutandosi di scendere anche solo un minuto da questa
straordinaria giostra che si chiama vita.
La Valle, stupenda cornice, osserva sorniona preparandosi
alla nuova stagione che sarà ancora ricca di nuove
iniziative; gli orti, anoressici per la troppa pioggia ricevuta
regalano pochi sorrisi, ma ancora una volta sarà il bosco
a compensare donandoci i frutti per le migliori castagnate.
Le stagioni che corrono come motociclette regalano e rubano, portano
sorrisi e pianti, acqua e sole, ma quando con serenità proviamo
a fare un consuntivo, ci accorgiamo che un disegno più alto
e più oggettivo del nostro egoismo e del nostro “tutto
e subito”, prende sempre forma, lasciandoci con tanto
di naso: la natura, come una ruota, gira e colora la nostra vita
secondo trame che spesso, nell’immediato, appaiono incomprensibili,
ma che nel tempo hanno sempre una ragione ben precisa scritta da
uno sceneggiatore sopra le righe.
Lascia correre le stagioni e sali sulla giostra, questa è la
vita.
Un caro saluto.
Giovanni Zanardi (Giampiero)