Una presenza pesante
per il nostro appennino che val la pena di ricordare, soprattutto
per la modalità in cui si svolse “il viaggio”
e per l’impatto che questo palcoscenico ambientale provocò
nella mente in formazione del giovane è quella di Albert
Einstein.
Dovete sapere che in quegli anni di fine ottocento (1895/96) la
famiglia Einstein si trasferì a Pavia ove il padre aveva
iniziato un’attività industriale con certo Garrone.
Amici intimi della famiglia erano i Marangoni, gente bene ed ebrea
come gli Einstein.
Nella villa di Pistorile di Casteggio dei Marangoni , Albert e la
sorella Maya trovarono compagni ed amici: Ernestina Marangoni ed
Otto Neustatter coi quali trascorsero momenti felici.
Quei rapporti di amicizia con Ernestina e con Otto rimasero sempre
vivi, si scambiarono lettere fino a tarda età.
Un ricordo indelebile rimase nel giovane Einstein a seguito di un
viaggio escursione a piedi fatta nell’estate 1895 attraverso
l’appennino, da Casteggio a Genova Nervi assieme all’amico
Otto per incontrare lo zio materno Caesar Kock che là abitava
e lavorava.
La traversata durò 4 giorni, l’assenza quasi un mese,
poi tornarono a Pavia col treno.
Quando anche in età matura parlava dell’esperienza
diceva che mai nella sua vita era stato tanto libero e felice.
Due ragazzi, uno di 16, l’altro di 19 anni, soli nei monti!!!
Il 12/3/1929 Otto Neustatter in occasione del 50 compleanno di Albert
gli scrive da Berlino:
“Quella volta in cui nella nostra escursione sulle montagne
italiane di notte osservammo il cielo stellato e lei suggestivamente
parlava dell’enorme impressione che lo spettacolo le provocava
sempre, forse che già da allora qualcosa in lei si profilava
delle grandiose visioni di cui lei ha fatto regalo al mondo!”
Questo è tutto quello che resta di quel luglio 1895, come
al solito, diari, appunti sono andati distrutti.
Resta però l’impressione forte, stupefacente che anche
questo ragazzo sentì lassù su quei crinali, il Dio
dei Monti che gli parla e gli rivela il segreto che cambiò
il corso dell’umanità.
Si sa per certo che certe intuizioni sullo spazio tempo e teoria
della relatività derivarono dall’osservazione dei movimenti
del Pianeta Mercurio. |