Visite specialistiche
a domicilio, interventi medici tempestivi e sicuri. Le opportunità della
Tele-Medicina arrivano anche nell'entroterra genovese, grazie ad
un'iniziativa del Gruppo di Azione Locale (Gal) Appennino Genovese
sviluppata in collaborazione con l'Asl3 e con i distretti sanitari
del territorio.
Il 26 luglio, presso la sede della Comunità Montana Alta Val Trebbia,
a Montebruno, il presidente del Gal Marisa Bacigalupo, alla presenza dei sindaci
della valle, ha consegnato a tre medici di famiglia che operano sul territorio
della Comunità Montana tre elettrocardiografi portatili acquistati allo
scopo di metterli a disposizione della popolazione. L'iniziativa segue quella
analoga del 12 luglio scorso in Valle Stura, quando furono consegnati altri due
elettrocardiografi.
Gli strumenti, che i medici hanno imparato ad utilizzare frequentando un corso
di telecardiologia, essendo portatili potranno essere usati nelle visite a domicilio,
per garantire il servizio anche ai pazienti che risiedono nelle piccole frazioni
del territorio e che hanno problemi a spostarsi presso i centri urbani.
I pazienti con problemi cardiovascolari potranno così essere monitorati
direttamente da casa o presso lo studio del loro medico che potrà effettuare
loro l'elettrocardiogramma e, immediatamente, attraverso un modem Gprs, inviare
il tracciato al dipartimento di Cardiologia o all'Unità Coronarica di
Sestri Ponente, dove sono allestiti "centri di ascolto" sempre operativi
grazie a specialisti cardiologi in grado di leggere il tracciato e inviare, nuovamente
per via digitale e in brevissimo tempo, il referto ai medici. Con questo
sistema si potrà dunque garantire anche nell'entroterra un efficace monitoraggio
di prevenzione e un rapido intervento nei casi critici. «Crediamo fermamente
che l'utilizzo di soluzioni come queste possano in futuro migliorare i servizi
alla popolazione, consentendo ai pazienti di non doversi spostare su Genova -
spiega Marisa Bacigalupo- e riducendo così la "saturazione" del
sistema sanitario e le liste d'attesa per gli esami specialistici».
(Questo articolo è stato tratto da Il Secolo XIX del 27/07/07)
|