L'Alta Val Trebbia ligure fa parte di un unico
comprensorio, la Comunità Montana Alta Val Trebbia, ed
è costituita da otto comuni :
Torriglia, Rondanina, Propata, Fascia, Montebruno, Rovegno, Fontanigorda
e Gorreto.
E' attraversata dal Trebbia, uno dei fiumi più puliti d'Italia,
ed è la valle più isolata e solitaria della Liguria,
caratteristica che ha contribuito a salvare beni ambientali impagabili
quali la grande quiete dei boschi e le acque cristalline dei torrenti.
Il bacino della Trebbia, fiume che nasce sul monte Prelà
(1406 m s.l.m.) e dopo circa 118 km. si getta nel Po, è
ubicato oltre lo spartiacque appenninico che, sviluppandosi da
levante a ponente parallelamente all'arco costiero, costituisce
l'asse principale del complesso sistema montano della Liguria.
L'area dell'alta valle, dalle sorgenti fino
a Bobbio, in territorio piacentino, presenta un ambiente dalle
caratteristiche prettamente montane: gli insediamenti umani sono
ridotti e concentrati in nuclei compatti e l'economia si sviluppa
su terreni in ripido pendio e spesso terrazzati. L'alta valle,
tra le più pittoresche della montagna ligure, si presenta
tortuosa e stretta, spesso serrata tra pareti ripide e boscose,
con strapiombi di notevole entità, a cui si alternano valli
laterali vaste e verdeggianti.
La totale assenza di aree industriali nell'alta valle, fa della
Trebbia uno dei pochi fiumi con un tasso di inquinamento quasi
nullo.
Il territorio è compreso tra la quota minima di Gorreto
(m. 522) e la massima del Monte Antola (m. 1597). La morfologia
accidentata contribuisce a determinare le caratteristiche climatiche
dell'ambiente, condizionate anche dai venti e da piogge molto
abbondanti, principalmente in primavera e in autunno, per il contrasto
tra le correnti calde provenienti dal mare e i venti freddi che
scendono dal settentrione; di conseguenza l'umidità relativa,
assai diversa al variare della quota, si configura con la presenza
della nebbia lungo il corso del fiume, specie nella notte e nelle
prime ore dell'alba. Il fenomeno della nebbia un tempo era completamente
sconosciuto e, da circa quarant'anni, è stato provocato
sia dall'evaporazione dell'acqua raccolta nel bacino del Brugneto,
sia dallo stato di abbandono in cui sono stati lasciati boschi
e pascoli: il formarsi di uno strato di foglie e di rami spezzati
in stato di macerazione e la crescita di un folto sottobosco di
cespugli e di fieno non più raccolto hanno accentuato notevolmente
l'umidità dell'ambiente favorendo il fenomeno della condensazione
in prossimità del suolo.
L'area boschiva, al di sotto degli ottocento metri, è quasi
totalmente occupata da castagneti e da bosco promiscuo ma molti
castagni sono stati gradualmente sostituiti da piantagioni di
conifere che qui trovano buone condizioni ambientali ed economicamente
sono più produttive. A quote superiori il faggio, l'acero,
l'abete bianco ed il rovere occupano ancora vaste estensioni mentre
i pascoli sono in stato di completo abbandono. La progressiva
e inesorabile cessazione dell'attività agricola da parte
della popolazione residente, la mancata raccolta dei frutti, col
conseguente abbandono del bosco e il degrado delle piante che,
non più rinnovate e potate, si presentano con tronchi cavi
e rami spezzati, hanno favorito il proliferare di gerbido, cespugli
di felci, di ginepro, di corniola e di ginestra che spesso precludono
l'accesso a boschi una volta perfettamente agibili. Nonostante
l'abbandono la Val Trebbia rimane una terra con una vegetazione
magnifica, con l'aria incontaminata e con boschi meravigliosi.
Questa valle è tra le più pittoresche della montagna
ligure, serrata tra crinali ripidi e boscosi, dischiusa ora su
strapiombi vertiginosi, ora su fondi di terra verdissimi.
Quasi disabitata d'inverno, si anima di numerose presenze nei
mesi estivi offrendo straordinarie risorse per il riposo e per
l'impiego del tempo libero. Vi sono infatti gli spazi ideali per
ogni genere di sport. L'escursionista trova percorsi montani di
grande respiro paesistico, adatti a tutte le età e per
ogni tipo di allenamento; il fiume e i numerosi affluenti offrono
ai pescatori risorse altrove impensabili; chi ama le spericolate
discese in canoa trova una palestra ideale nella media valle,
tra la sequenza impressionante dei meandri. In prossimità
dei centri di villeggiatura si trovano impianti sportivi per tutte
le esigenze Si possono compiere bellissime passeggiate nel verde
partendo dai centri storici e dai piccoli borghi rurali, dove
è ancora possibile imbattersi in architetture contadine
di pregio, in tratti di mulattiera, in muri a secco, fontane,
cascinali, "barchi".
La Val Trebbia sembra dunque modellata da madre natura per offrire
sollievo, spazi ampi e tranquilli a chi, assediato dalle nevrosi
quotidiane, va in cerca di quiete e silenzio.
La valle, però, è esposta per il futuro al rischio
del totale spopolamento, specie nelle zone più interne;
molti borghi e paesi nel periodo invernale sono pressochè
disabitati. Lo spopolamento è accompagnato dalla perdita
della propria identità culturale e il conseguente degrado
dell'ambiente, irripetibile in certi aspetti, come nella casa
rurale e nei boschi senza confini.
Qualche piccolo segnale di ripresa si sta avvertendo, soprattutto
dopo la nascita del Parco Regionale dell'Antola, ma occorre fare
ancora molto per incentivare il ritorno dei giovani nella valle,
dando loro opportunità di lavoro finalizzate al recupero
dell'ambiente, del turismo, dell'agricoltura e dell'allevamento.