La pesca sportiva? Una risorsa, un "amo"
davvero eccellente per lanciare il nostro entroterra e rivitalizzarlo,
con progetti di sinergia che guardano a un bacino di utenti
formato non solo da chi parte all'alba con lenza, amo e mosca
regolamentare, ma anche a chi sa apprezzare una sana pratica
sportiva coniugandola con l'amore per la natura incontaminata,
il piacere della tavola genuina e le passeggiate in mezzo
al verde.
Un progetto che è diventato realtà grazie al
Gal (Gruppo appennino ligure) e alla Provincia di Genova,
che unendo le forze hanno ottenuto dai fondi Leader Plus dell'
Unione Europea circa 250.000 euro per far decollare il Piano
Provinciale della Pesca Sportiva, presentato ieri nella sala
giunta a piazzale Mazzini dalla presidente del Gal Marisa
Bacigalupo, dall'assessore provinciale all'Ambiente Renata
Briano, da associazioni di pesca sportiva come l'Unpem e da
rappresentanti di alcuni comuni dell'hinterland, tra cui Giuseppe
Rivanera sindaco di Fontanigorda, e Ivana Gasanti, assessore
a Isola del Cantone.
«La pesca non è solo un'attività ludica
e sportiva - spiega l'assessore Briano - ma può diventare
qualcosa di più, e trasformarsi in un ottimo vettore
per rilanciare il turismo in zone sempre a rischio di spopolamento.
Un'esperienza propedeutica è già stata fatta
in Val d'Aveto, con ottimi risultati, e con questo progetto
vorremmo tentare di fare lo stesso anche nel resto dell'entroterra
genovese». Si tratta, in sintesi, di una serie di interventi
mirati, da dividere in tre anni, che prevedono la sistemazione
di molte aree di pesca in Val Trebbia, Valle Scrivia, Valle
Stura e Val Fontanabuona, con nuove strutture ricettive e
ricreative, giochi per i bimbi, magari sdraio per le signore
fanatiche della tintarella, che avranno così tutto
il tempo di arrostirsi al sole mentre il consorte pescasportivo
fa la posta a trote e cavedani. «I primi lavori - ha
aggiunto Briano - cominceranno a brevissimo, e già
nel 2006 queste prime nuove strutture saranno pronte. Poi,
a seguire, andremo avanti con i progetti sul secondo e del
terzo anno».
Si parte subito, quindi, per quella che si definisce in burocratese
"la prima annualità", con la sistemazione
dell'area di pesca di un laghetto a Rossiglione, gli interventi
di miglioramento all'acquario fluviale di Fontanigorda (unico
in Nord Italia), la scuola di pesca con annesso centro visitatori
lungo il fiume Trebbia, la sistemazione dell'area di pesca
del bellissimo lago di Savio a Vobbietta, ancora una scuola
di pesca in Alta Valle Scrivia, il percorso fluviale e l'acquario
didattico a Savignone e la sistemazione dell'area di pesca
sul Pentemina a Montaggio. Una serie di interventi mirati,
abbiamo avuto molta collaborazione sia dai Comuni, che dagli
stessi pescatori, che hanno aiutato molto a realizzare quello
che volevamo portare avanti». Ultimo, ma non meno importante:
tutti i nuovi impianti saranno realizzati nell'assoluto rispetto
delle persone portatrici di handicap, quindi niente barriere
architettoniche di nessun genere, facilità a raggiungere
i luoghi per pescare proprio per tutti e anche servizi igienici
a norma.
Mara Queirolo
(Questo articolo è stato tratto da Il Secolo XIX del
08/03/05)