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“Tocca alla Provincia intervenire per i lupi”
Per oltre quarant'anni sono stati considerati "estinti". Sulle nostre montagne tutti sì erano dimenticati di loro. Adesso che sono tornati si pone inevitabilmente il problema della convivenza con l'uomo. Sono al massimo una decina, secondo gli ambientalisti, i lupi che si muovono tra Alta Valnure e Alta Valtrebbia, specialmente al confine con il Pavese.
Il doppio assalto alla fattoria tra Ottone e Gorreto, in tutto sette pecore sbranate, più che allarmare dovrebbe far riflettere. Vittorio Vezzulli della Lipu, ad esempio, invita la Provincia a prendere sul serio la ricomparsa del predatore ed iniziare una campagna di informazione tra la gente di montagna: «Gli allevatori hanno abbassato la guardia. Un tempo, quando tra i montanari c'era la paura del lupo, venivano messe in campo diverse forme di protezione poi dimenticate. I giovani di oggi non sanno di che cosa parliamo, al massimo i lupi li hanno visti imbalsamati». A Gorreto il branco ha attaccato in pieno giorno, un particolare che non sorprende più di tanto Vezzulli: «Ammesso che non siano stati cani inselvatichiti, il lupo "moderno" non dico sia abituato alla presenza dell'uomo, ma è diventato più confidente. Non ha cambiato abitudini, soltanto trova più facilmente da mangiare. E se non lo trova in discarica, punta al bestiame non sufficientemente salvaguardato».
L'esperto della Lipu condivide le lamentele degli allevatori: «Hanno ragione a protestare. Da tempo noi suggeriamo alla Provincia di Piacenza di muoversi su due fronti, la salvaguardia del lupo tornato dopo anni di estinzione e la tutela dei patrimonio zootecnico. Le istituzioni devono offrire i mezzi per proteggere i pascoli dai lupi o, più frequentemente, dai cani selvatici. I risarcimenti, poi, dovranno essere immediati e con una valutazione adeguata del danno subito. Sarà l'ente pubblico ad anticipare subito il denaro all'allevatore. Solo in questo modo si potrà contenere il malumore e tra gli allevatori non crescerà la tentazione di mettere in atto vendette contro gli animali... Nessuno vuole un ritorno al passato fatto di trappole, tagliole e magari qualche colpo di fucile.
Comunque Vezzulli rassicura: «Tenendo conto degli esemplari uccisi di recente dalle auto, non sono più di dieci i lupi attualmente presenti sulle nostre montagne...».

Michele Borghi

(Questo articolo è stato tratto dal N° 18 del 15/05/08 del settimanale "La Trebbia")