Il Trebbia nasce dalle pendici del Monte
Prelà (m 1406) una delle cime che formano l'importante
nodo orografico dell'Antola. Dapprima scorre in una valletta
parallela al crinale che divide la conca di Torriglia dalla
Val Trebbia, poi, oltre la galleria della Buffalora, piega
decisamente verso Nord e comincia ad essere arricchito da
numerosi torrenti che scendono dai due versanti.
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Da
sinistra un tempo affluiva nel Trebbia, alle porte di
Montebruno, il Brugneto, con il vasto impluvio del versante
meridionale dell'Antola. Nel 1959 fu sbarrato da una
diga e si formò un vasto bacino artificiale.
Il lago del Brugneto, sul quale si affacciano i comuni
di Propata e Rondanina e parte del comune di Torriglia,
ha notevolmente condizionato la valle. L'aumentata umidità
dell'aria ha favorito lo sviluppo di piante arbustive;
in conseguenza dell'abbandono il bosco ha invaso molti
terreni un tempo destinati alla fienagione e al pascolo.
A Montebruno il Trebbia ha una portata d'acqua abbastanza
consistente: lo annotava nel 1537 il Giustiniani scrivendo
nelle poche righe della "Descrittione" dedicata
alla Val Trebbia: "E passato il giogo (...)
ha origine il fiume Trebia da tre piccoli rivi".
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Sempre dal versante di sinistra, in località
Due Ponti, si gettano nel Trebbia le acque vergini del Cassingheno,
che percorre la pittoresca vallata omonima, nella testata
della quale , a 1118 metri, si trova Fascia.
Altri torrenti percorrono valli che si addentrano in profondità:
il Terenzone, nato dalle pendici Est del Monte Carmo (m 1640),
si immette nel Trebbia nei pressi di Gorreto. Forma una valle
verdissima nella quale si trovano i pittoreschi villaggi di
Alpe, Bertassi, Fontanarossa e Varni.
Dal Monte Ronconovo (m 1523), nel gruppo dell'Alfeo (m 1650),
scende il Dorbera, mentre il Boreca percorre la vasta e silenziosa
conca racchiusa tra i monti Alfeo, Cavalmurone (m 1670) e
Lesima (m 1724). In questa valle si nascondono tra il verde
i villaggi che formano il comune di Zerba: boschi sconfinati
di castagni, faggi, carpini rivestono interamente i versanti
che presentano un carattere aspro e selvaggio.
Ancora da sinistra confluisce nel Trebbia, a Ponte Organasco,
il torrente Avegnone, chiuso tra il Monte Lesima e il nodo
orografico del Penice. Forma una valle interamente compresa
nella provincia di Pavia, in capo alla quale si trova il comune
di Brallo di Pregola. Al contrario delle vicine valli di sinistra,
quella dell'Avegnone è aperta su fondi di terra coltivati
a vigneti e punteggiati di villaggi.
Da destra intanto affluiscono nel Trebbia torrenti dal corso
più breve: il Sermigliasca forma la valle dove si trovano
Canale e Casoni; il Pescia scende dall'ampia e tormentata
conca di Fontanigorda e Casanova.
Numerosi
torrenti, oltre Rovegno, scendono al Trebbia dalla sponda
destra, ma la linea spartiacque della Val d'Aveto è
vicina e perciò il loro corso è breve
e poco consistente.Da Ponte Organasco il corso del Trebbia
muta improvvisamente direzione, puntando verso Nord-Est,
per incontrare, in località Confiente, il fiume
Aveto dopo una gola dirupata dove, dall'alto della Statale
45, si possono ammirare alcuni meandri tra i più
pittoreschi della valle.
Subito dopo la confluenza il Trebbia, notevolmente arricchito
d'acqua, torna a scorrere verso Nord e, dopo il breve
tratto della piana di Marsaglia, si chiude ancora tra
sponde precipiti dominate all'inizio dalla rocca di
Brugnello, l'emergenza paesaggistica più spettacolare
della valle. Seguono altri meandri e tratti incassati.
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Seguono altri meandri e tratti incassati.
La collina protesa sul fiume su cui sorge l'abitato di San
Salvatore annuncia la piana di Bobbio. La Val Trebbia è
compresa in lungo abbraccio di monti che, dividendosi ad arco
della linea di spartiacque del comune di Torriglia, accompagna
e orienta il corso del fiume dalle sorgenti a Bobbio, per
diventare collina e perdersi a poco a poco nella pianura.
(Questo articolo è tratto dal libro "Liguria Guide
- 6 Val Trebbia" SAGEP Editrice Ed. Maggio 1991)
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