Si è conclusa
la quarta campagna di scavo del castello che sorgeva anticamente
sulla sommità della collina soprastante il paese di Donetta:
l'operazione è stata condotta dall'Istituto per lo Studio
della Cultura Materiale e dal comune di Torriglia su concessione
ministeriale ed in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni
Archeologici della Liguria.
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Anche quest'anno
la campagna di scavo, diretta da Marco Biagini, non
ha deluso le aspettative degli archeologi che hanno
potuto individuare nuove strutture legate alla vita
e alla difesa dell'insediamento; sono stati anche
recuperati oggetti e monete che meglio delineano
la qualità della vita e la cronologia della
fortificazione.
Le campagne precedenti avevano evidenziato la presenza
di torri ed edifici abitativi che si sono succeduti
fino alla metà del XIV secolo, quando l'insediamento
venne distrutto da un assalto; l'attuale campagna ha
permesso di portare alla luce nuovi tratti della cinta
muraria, una piattaforma ed una struttura circolare
al momento di misteriosa interpretazione. Numerosi
sono i materiali in metallo rinvenuti, pertinenti a
chiodi per la ferratura dei muli, cerniere per cofanetti,
chiavi e borchie.
Tra i reperti, il rinvenimento di alcune monete della
zecca di Pavia dell'XI-XII secolo testimonia gli stretti
contatti del sito con la pianura Padana. La fortificazione
di Donetta era infatti posta lungo una importante strada,
la via Patrania, che, partendo dalla costa ligure,
passava lungo i crinali attraverso Torriglia ed il
monte Antola e raggiungeva i mercati della Lombardia
e dell'Emilia.
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Nell'XI-XII secolo tutta l'area di Torriglia era controllata
dal Vescovo di Tortona ed è molto probabile che è a
lui che si debba il primo insediamento a Donetta e che le
monete rinvenute fossero riferibili al soldo della guarnigione
o a tracce dei pagamenti di pedaggi da parte di mulattieri
lombardi che transitavano per la strada.Se il paziente lavoro degli archeologi sta ricostruendo i
frammenti di una testimonianza storica così importante,
riuscendo a capire il significato della sua presenza e datandone
le fasi di vita, persiste ancora il mistero sulla sua identificazione.
Nessun documento si riferisce espressamente ad una fortificazione in questo luogo,
la storia scritta tace. La prosecuzione degli scavi, prevista per l'anno prossimo,
promette di riservare ancora grandi sorprese e nuove scoperte.
Mara Queirolo
(Questo articolo è stato tratto da Il Secolo XIX del 27/10/06)