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Ora Torriglia indaga sul suo passato
Torriglia si scopre sito archeologico e indaga sulla propria storia. Da lunedì prossimo, infatti, un gruppo di studenti dell'università di Genova, guidato dall'archeologo Marco Biagini, sarà impegnato per un mese nel capoluogo della Val Trebbia in una campagna di scavi nel sito "Torriglia Vecchia", per un'iniziativa congiunta del Comune di Torriglia, dell'Ente Parco Antola e della Soprintendenza Archeologica della Liguria. Il coordinamento della campagna sarà curato da un esperto di storia locale, il vice sindaco Mauro Casale, con la sponsorizzazione tecnica dell'Hotel della Posta 1906.Il sito "Torriglia Vecchia' sorge su una collina a circa due chilometri a nord dal centro abitato, in fra zione Donnetta, e sulla base di alcuni sterri nella seconda metà dell'Ottocento ad opera del notaio Giuseppe Crosiglia, in cui furono individuati alcuni reperti e strutture, la datazione del sito sembra riferibile al XII-XIII secolo. «L'obiettivo principale della ricerca — spiega Roberto Costa, presidente dell'Ente Parco — è quello di valorizzare una delle più importanti strutture medioevali del territorio dell'Antola, evidenziando tra l'altro, anche ai fini di una potenziale fruizione pubblica, il perimetro dell'insediamento fortificato e la viabilità storica di collegamento con l'Oltrepò pavese e la pianura padana, lungo la quale il presidio, grazie alla sua posizione strategica, controllava movimenti e traffici».
Questo nuovo e ambizioso obiettivo, quindi, rappresenta un anello fondamentale per la conoscenza della viabilità storica delle alti valli Scrivia e Trebbia, per lungo tempo cerniera di congiunzione tra il Comune di Genova e la Signoria feudale dei Malaspina, e vuole dare l'avvio a una campagna di indagini che intende portare alla luce le strutture esistenti lungo la Via Patrania, antica carovaniera che collegava Recco e la riviera alla Val Tidone. «L'attività preliminare di indagine - conclude Costa - sarà costituita da una fase di rilievo della planimetria generale del sito, e da alcuni sondaggi nelle aree ritenute più interessanti per valutare le potenzialità sto-riografiche dell'area e fornire i primi dati cronologici affidabili per l'inqua dramento storico della fortificazione e delle strutture che la compongono».

Mara Queirolo (Articolo tratto da il Il Secolo XIX)