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Il posto delle favole
Carissima Luisa Forti, è con grande commozione che ho letto la lettera pubblicata sulla tua rubrica riguardante la discarica di Vallà, Torriglia, Genova.
Prima di tutto ti voglio ringraziare per la sensibilità che hai dimostrato nel commento e poi grazie dello spazio che offri anche a noi lettori che ormai possiamo solo sentire e mai parlare. Grazie per aver dato la possibilità di dire la nostra.
Sono una tua vecchia lettrice e potrei essere tua madre, perchè i prossimi sono 83 e se non fosse che mi aiuta mio nipote, non ti scriverei nemmeno; ogni giorno leggo ancora il giornale e le tue lettere che mi tengono compagnia.
Sono nata e cresciuta in un piccolo paese della Val Trebbia e per me “La Vallà” è piena di ricordi: dalle mucche che portavamo al pascolo alle veglie d’inverno, quando i vecchi ci raccontavano che “in ta Vallà se ghe vedde e se ghe sente”. Di tempo ne è passato tanto, mi sono sposata e sono venuta a stare a Genova dove ho allevato i miei figli e ora ci sono i nipoti. Ma tutte le estati, appena posso, me ne torno tra i miei monti in un paese dove non c’è quasi più nessuno. Ma io lì mi sento meglio. Di notte passano i caprioli che vanno a bere o senti gli animali come una volta.
Ora mi chiedo cosa pensano quelli che vogliono la discarica. Forse non vogliono bene come me a questi monti o, come diceva la mia mamma, sono foresti e del paese non gli importa niente. Io ti dico la verità: annia fa ho firmato perchè non la facessero, ma non è servito a niente. Da molti anni ormai la Vallà non è più il posto delle favole ma un enorme discarica, per non parlare dei camion che per anni sono passati sui nostri piedi in continuazione.
Ora Vallà vuole dire spazzatura e penso cosa direbbero, se tornassero i nostri vecchi, di questi uomini che rovinano tutto. Poi ci lamentiamo che nevica di marzo, le stagioni non sono più quelle, che ci ammaliamo sempre di più, ma siamo noi che non rispettiamo la natura e queste sono le conseguenze.
Io sono vecchia ma mi piacerebbe che la casa di mio padre rimanesse ai miei nipoti e non sotto a una discarica, ma in mezzo al verde come era prima.
Annina Casale – Genova

Risponde Luisa Forti:

Cara amica, la storia della discarica di Torriglia è vergognosa. Tutti sanno che inquina la salute, gli animi e, soprattutto, la falda acquifera del fiume Trebbia. Nessuno, benchè si sia ad un passo dalle elezioni, interviene: forse perchè non è ancora conveniente. La Provincia dovrebbe esercitare il suo dovere di vigilanza e il suo direttore all’Ambiente, avvocato Roberto Giovanetti, sostiene che la situazione è sotto controllo. Evidentemente non è proprio così. Ricordo che Torriglia è sempre stata considerata la Svizzera di noi genovesi.

(Questa lettera è stata tratta da Il Secolo XIX del 16/03/05)