"Sei proprio
come la bella di Torriglia, tutti ti vogliono e nessuno ti piglia".
Il detto si perde nella nebbia dei tempi, ancora oggi in Liguria
lo si sente malignamente ripetere (decenni di femminismo buttati
al vento?) per catalogare senza pietà una fanciulla dalle
grandi attrattive fisiche, piena di corteggiatori, ma rimasta infine
zitella per motivi non meglio specificati (magari si divertiva ad
averne tanti e a non sposare nessuno, poteva anche essere così).
Una leggenda? Niente affatto, la storia è vera, e oltretutto
si ripete singolarmente nei secoli: a Torriglia c'è stata
una "Bella" nel Cinquecento, nel Seicento e così
via. La prima, l'originale, diciamo, è stata rintracciata
dopo serissimi studi nella figura di donna Celestina, un'avvenente
figliola torrigliese che era l'amante di un vip d'epoca, tale Sebastiano
Fieschi, che non la sposò? pare - per ragion di Stato e la
lasciò zitella a vita e matrice di un proverbio destinato
a diventare immortale. Celestina abitava nella casa del centro storico
dove il pittore Lumachi ha riprodotto all'immaginario collettivo
il ritratto della "Bella", e probabilmente lì c'era
l'alcova che destinava ore gioiose al buon Sebastiano.Ma la tradizione
si è ripetuta anche nei secoli seguenti, e le emule di Celestina,
destinate ad essere desiderate, amate ma non sposate, si sono susseguite
fino all'Ottocento, quando fu il turno della signorina Maria Traverso,
morta nel 1881 senza i conforti del talamo coniugale ma confortata
da una vita all'insegna dei complimenti e dall'ammirazione dei tanti
corteggiatori. E poco importa se i maligni dileggiavano, l'invidia
è una brutta cosa. Particolare curioso: nel Novecento, ormai
andato esaurito, manca la "Bella" di turno. Femminismo
ante litteram? O semplice dimenticanza dei pettegoli locali? Per
il Duemila, c'è tempo. Intanto, si accettano candidate. Rigorosamente
single, of course.
Mara Queirolo
(Questo articolo è stato tratto da Il Secolo XIX del 07/09/06)
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